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sabato 18 agosto 2012

Edoardo Vianello – Windsurf (1982)












Anche quest’anno ferragosto è passato, e l’estate sta finendo, come cantavano i Righeira. Negli anni ’60, in musica, estate voleva dire Edoardo Vianello: e quindi questo è il momento giusto per parlare di un album torinese del cantautore romano, realizzato nel 1982 e cioè un anno dopo che la sua ex moglie, Wilma Goich, aveva inciso un album simile di cui abbiamo già parlato nel blog, "To Wilma G7" .
I collaboratori dei due dischi sono gli stessi, da Gualtiero Gatto a Valerio Liboni, da Guido Guglielminetti a Roberto Zanaboni, con in più Tore Melillo alla chitarra, il batterista e percussionista Louis Atzori e Cristina Gazzera ai cori con Ketty Saponara, Patrizia Piazzi (di cui tempo fa abbiamo pubblicato il 45 giri ‘’Stallone’’) e Silvana Di Donna: tutti musicisti torinesi, presenti in moltissime produzioni realizzate sotto la mole a cavallo tra gli anni ’70 e i primi anni ’80.
Il disco ripropone alcuni successi del passato di Vianello con alcune canzoni inedite, in realtà non memorabili: “Windsurf”, in cui Vianello ricostituisce l’accoppiata con Carlo Rossi, spensierata e tipicamente estiva, “Cantare”, con il testo di Gianfranco Baldazzi, più riflessiva, e due brani, “Cha cha cha ‘8’” e “Hully gully ‘80” che sono un pretesto per presentare due medley di altri successi degli anni ’60.
Un disco che sembra un preludio a tanti altri album simili realizzati da etichette come la Duck Record e la DVMore.

LATO A

1) Windsurf (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)
2) Cha cha cha ’80 (Siamo due eschimesi-Abbronzatissima-Il capello) (Carlo Rossi-Gualtiero Gatto-Edoardo Vianello)
3) O mio Signore (Mogol-Edoardo Vianello)
4) Tremarella (Carlo Rossi-Gregorio Alicata-Edoardo Vianello)
5) Il peperone (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)

LATO B

1) Guarda come dondolo (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)
2) Pinne, fucile ed occhiali (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)
3) Hully gully ’80 (Hully gully in 10-I Watussi-Prendiamo in affitto una barca) (Carlo Rossi-Franco Migliacci-Gualtiero Gatto-Edoardo Vianello)
4) Cantare (Gianfranco Baldazzi-Edoardo Vianello)

domenica 3 giugno 2012

Umberto Tozzi - Tu/Perdiendo a Ana (1978)












L’album di Umberto Tozzi del 1978, “Tu” (così come quello dell’anno precedente “E’ nell’aria…ti amo”) è realizzato con musicisti torinesi tranne uno, il batterista Euro Cristiani, triestino, ma che ha soggiornato a Torino per decenni, a partire dagli anni ’60 (in cui viveva a Pino Torinese e suonava con Patrick Samson): Guido Guglielminetti al basso, Roberto Zanaboni alle tastiere e Tore Melillo alla chitarra.
Il disco bissa il successo del precedente, grazie soprattutto al 45 giri contenente “Tu” e “Perdendo Anna”; la versione che presentiamo oggi è quella spagnola, con copertina diversa e con “Tu” tradotta in spagnolo, anzi in castigliano (come recita la copertina), da Oscar Gomez.
Il retro, “Perdendo Anna”, è invece in italiano, e si riferisce a quella che era all’epoca la ragazza di Umberto, la bolognese Annalisa, presentatagli da Valerio Liboni ai tempi della Strana Società.

1) Tu (Oscar Gomez-Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)
2) Perdendo Anna (Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)

lunedì 2 aprile 2012

Wilma Goich - To Wilma G7 (1981)












Sicuramente qualcuno si stupirà nel vedere oggi, in cui dovrebbe esserci un post su un disco torinese, un album di Wilma Goich, che come tutti sanno è ligure: quest’album però è nato a Torino, con autori torinesi (Valerio Liboni, Roger Riccobono e Guido Guglielminetti), studio di registrazione torinese (il G7 di Gualtiero Gatto), etichetta torinese (la G&G, sempre di Gatto) e musicisti torinesi (oltre ai già citati Liboni, Guglielminetti e Riccobono è presente alle tastiere Roberto Zanaboni, già musicista di Umberto Tozzi nei primi album.
Il disco nasce dal fatto che nel 1981 Wilma Goich risiedeva stabilmente a Torino, dove conduceva un programma in una delle più note televisioni cittadine, GRP (programma che andò avanti fino ai primi del 1982), e proprio in questo periodo entrò in contatto con Liboni, che è l'artefice del progetto (con la produzione di Franco Stefanato).
La canzone più nota dell’album è sicuramente ‘’Allora prendi e vai”, cover di “The winner takes it all” degli Abba, che fu pubblicata su 45 giri, con il testo scritto dalla stessa Goich, che usa lo pseudonimo Vegoich e che firma anche i testi in italiano delle altre due cover dell’album, “Sorridevi” (ritratto di una mamma) e “Passatempo”: di nessuna delle due ho individuato quale sia l’originale, ed anzi si accettano notizie da parte da chi ne sa di più.
“Se ti dicessi” ha una melodia che mi fa venire in mente certe canzoni di Ivano Fossati del periodo (ed infatti la musica è di Guido Guglielminetti che era già da alcuni anni il bassista del cantautore genovese), mentre “Esser donna è difficile” e “Tu che fai…rimani?” sono entrambe scritte da Luciano Rossi, uno dei più sottovalutati cantautori degli anni ’70 (su cui ritorneremo, spero presto, iniziando un lavoro di ricostruzione dela sua discografia).
Nel complesso il disco è comunque piacevole e ben arrangiato,

LATO A

1) Lei (Valerio Liboni-Roger Riccobono)
2) Sorridevi (Vegoich-R. Bishop-M. Gwinn-L. Cohen)
3) Se ti dicessi(Valerio Liboni-Guido Guglielminetti)
4) Dimmelo (Valerio Liboni-Roger Riccobono)
5) Allora prendi e vai (Vegoich-Benny Anderson-Bjorn Ulvaeus)

LATO B

1) Esser donna è difficile (Luciano Rossi)
2) Passatempo (Vegoich- R. Hunter)
3) Tu che fai…rimani (Luciano Rossi)
4) Prima donna (Valerio Liboni-Roger Riccobono)

giovedì 9 febbraio 2012

Valerio Liboni - Magari poi/Nonostante te (1982)












Oggi ritorniamo a parlare di Valerio Liboni, ex batterista dei Ragazzi del Sole e della Strana Società, di cui nel blog abbiamo già presentato sia delle sue proposte da solista che collaborazioni varie.
Quello di oggi è un 45 giri del 1982 (la matrice è datata 16 marzo), pubblicato dalla Panarecord.
"Magari poi" è una ballata d'amore, con un inizio pianistico a cui si aggiungono gli altri strumenti, con un arrangiamento tipicamente anni '80 che, riascoltato oggi, risulta un po' datato; la melodia ha qualche eco del Fossati di quegli anni (avete presente album come "Panama e dintorni"?), e la canzone è tra le più note di Liboni in quanto è stata incisa anche dal cantante francese Michel Sardou.
Il retro, "Nonostante te", ricalca lo stile del primo brano, forse un po' "tozziana" in certe idee nell'arrangiamento.
Il disco è prodotto dal discografico torinese Gualtiero Gatto, ex componente dei Venegoni & CO, titolare degli studi di registrazione G7 e dell'etichetta "Gattocicova", mentre gli arrangiamenti sono curati da due musicisti torinesi, il bassista Guido Guglielminetti e il tastierista Roberto Zanaboni; quest'ultimo è anche coautore della musica di "Nonostante te".

1) Magari poi (Valerio Liboni)
2) Nonostante te (Valerio Liboni-Roberto Zanaboni-Valerio Liboni)

giovedì 14 aprile 2011

Guido Guglielminetti - Grida piano/Anna ha un buon motore (1981)












Ieri sera, con alcuni amici del blog, sono stato all'Auditorium del Lingotto per vedere il concerto "Work in progress" di Lucio Dalla e Francesco De Gregori....e dedicherò due post a due artisti collegati a questo concerto: il primo è il bassista Guido Guglielminetti, nato a Torino il 15 dicembre 1952. Guglielminetti ha suonato, nel corso della sua carriera, in molti dischi fondamentali per la musica leggera italiana degli ultimi anni: da "Il mio canto libero" di Battisti a "E nell'aria...ti amo" e "Tu" di Tozzi, per approdare dapprima al gruppo di Fossati (con un altro torinese, Elio Rivagli, alla batteria) e poi, da "Scacchi e tarocchi" in poi, in quello di De Gregori; è anche autore di canzoni, di cui la più nota è senza dubbio "Un'emozione da poco" per Anna Oxa.
Il bassista torinese nel 1981 ha anche inciso un 45 giri da solista: due anni fa ho intervistato Guido per "Musica leggera"....l'intervista poi, per vari motivi, non è stata pubblicata, ma copio ed incollo quello che Guglielminetti ha raccontato sulla sua realizzazione.

Quel disco lì nasce da un'esperienza anomala...con il successo di Tozzi, io e lui eravamo considerati un po' i gemellini, eravamo sempre insieme, ci conoscevamo da anni....e poi con il successo come autore di “Un'emozione da poco”, successe questo: io bazzicavo spesso alla CGD, e un bel giorno quello che per me è un genio assoluto, e che allora era il direttore delle edizioni musicali, Franco Daldello, mi disse questa frase che io mi ricorderò per tutta la vita: “Ma tu, che sei così amico di Umberto, perchè non scrivi un pezzo come Ti amo”?
Io rimasi completamente allibito, perchè non sapevo se dovevo mettermi a ridere o cosa...ma lui era serio, serissimo, non mi ricordo se gli risposi lì per lì...nel frattempo, come ti ho detto, era uscito “Un'emozione da poco”, un grande successo, e questi qua della CGD mi fecero credere che avevano un qualche interesse artistico nei miei confronti e mi proposero un contratto.
In realtà lo scopo, che però ho capito ad anni di distanza, era quello di fare in modo che io non firmassi con la RCA, con cui avevo i contatti tramite Ivano Fossati, in quel momento io ero un autore di successo: onde evitare che io firmassi con l'RCA, loro mi proposero il contratto....”Scrivi un po' di pezzi, facciamo un 45 giri....”, e così firmai un contratto di tre anni più due di opzione, e loro mi allettarono con un anticipo, attenzione, un anticipo non un ingaggio.
Ed io lì presi il doppio bidone, perchè mi diedero l'anticipo sulle royalties facendomi firmare delle cessioni di credito (che, tra l'altro, adesso sono illegali....), per cui io negli anni successivi restituii alla CGD tutta la somma che mi avevano anticipato, tramite trattenute sui miei diritti Siae.
Comunque mi fecero fare questo 45 giri, in cui non credeva nessuno, o meglio, io un po' ci credevo se no non l'avrei fatto... feci questa cosa e nessuno si preoccupo di dirmi “Guarda che così è una cagata, arrangialo così”, oppure “scrivi altri pezzi”....e mi fecero fare questa cosa che tra l'altro ebbe una lavorazione difficile.
Infatti in sala mi dovevano aiutare Umberto alle chitarre ed Euro alla batteria, per cui iniziammo le registrazioni in uno studio a Torino dei due brani, quindi mettemmo la batteria, il basso, Umberto sovraincise diverse chitarre, ed era venuta una cosa anche carina sennonchè, durante la lavorazione, Umberto litigò con Alfredo Cerruti il quale non voleva pagargli quello che lui aveva chiesto per fare questo lavoro.
Allora Umberto si incazzò, mi chiese scusa, e cancellò tutte le tracce delle chitarre e della batteria, ed io rimasi con il nastro con la mia voce ed il basso....allora ricominciai tutto da capo, ed alla fine venne fuori un lavoro deludente, mediocre già alla base e realizzato anche male...e quindi ecco perchè preferisco dimenticare questo disco.....almeno per quanto possibile, perchè non è un bel ricordo.
Ma la cosa divertente fu che quando andammo negli Stati Uniti per la tournée con Tozzi, Zanaboni e Cristiani, suonando in un locale di cui non ricordo il nome ma che era pieno di quegli Italiani d'America da film, che allora c'erano e credo che ci siano ancora, con il soffitto del locale che era un cielo stellato assolutamente kitsch, alla fine venne un signore con la moglie, calabrese o siciliano, che si capiva meglio quando parlava in inglese che in italiano....e venne da me a farsi firmare proprio quel 45 giri: era arrivato, non so come, negli Stati Uniti e venne a farselo firmare: questa è l'unica soddisfazione che ho ricavato da questo disco.

Devo dire che, ascoltando le due canzoni, non mi sento di condividere l'autocritica di Guido: le due canzoni non sono poi così male, chissà cosa ne pensano gli amici del blog!

1) Grida piano (Guido Guglielminetti)
2) Anna ha un buon motore (Guido Guglielminetti)