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venerdì 21 settembre 2012

Duilio Del Prete - L'isola/Pan (1969)












Sempre in tema di cantautori quasi sconosciuti, oggi parliamo di un cantautore piemontese, il cuneese Duilio Del Prete, che in realtà non è per nulla sconosciuto: solo che è stato famoso principalmente come attore (tutti lo ricordano in "Amici miei", ma anche in molti altri film degli anni '70 e '80), pur avendo avuto un'attività iniziale come cantautore.
I primi 45 giri Del Prete li incide per la DNG, l'etichetta dei Cantacronache, nel 1963; nel 1968 incide l'album "Dove correte" per la Off, un'etichetta fondata da Tony Casetta (il noto patron della Belldisc e, in seguito, della Produttori Associati) e da lui affidata a Roberto Dané, con l'obiettivo di pubblicare dischi di autori poco commerciali, con tematiche per l'epoca non scontate: oltre a Del Prete la Off pubblicò l'album di Beppe Chierici "Beppe canta Brassens".
Il 45 giri che presentiamo fu pubblicato nell'ottobre del 1969, come è riportato nella copertina; mentre la canzone sul lato B, la bucolica "Pan", è tratta dall'album dell'anno precedente, "L'isola" è invece una canzone inedita.
Abbiamo già parlato di questo brano quando abbiamo presentato il 33 giri di Carlo Credi, "Chi è Carlo Credi" , in cui era presente una cover di questo brano (ed anche una di "Dove correte"): si tratta di un racconto umoristico sulla colonizzazione da parte di un missionario di un’isola selvaggia, per portare la cosiddetta “civiltà”, che si conclude però con un colpo di scena.
Torneremo ad occuparci di Duilio Del Prete (che non ha nessuna parentela con Miki) quando presenteremo i suoi 33 giri.

1) L'isola (Duilio Del Prete)
2) Pan (Duilio Del Prete)
Bonus tracks: 3) Carlo Credi - L'isola (Duilio Del Prete)
                       4) Carlo Credi - Dove correte (Duilio Del Prete)



mercoledì 19 settembre 2012

Andro Cecovini - Canzone d'autore (1978)













Continuando a prendere spunto dal Club Tenco, che quest'anno è saltato, parliamo di un altro cantautore, uno di quelli che non hanno raggiunto il successo per vari motivi, come vedremo (e in questo periodo parleremo anche di altri nomi sconosciuti)....i pregi e i difetti che ha questo disco del triestino Andro Cecovini, figlio di Manlio Cecovini (sindaco di Trieste dal 1978 al 1983), sono quelli simili di molti dischi di cantautori minori dei tardi anni ’70: una poca originalità espressiva con un rifarsi a modelli già affermati (in questo caso, soprattutto a Francesco De Gregori, che collabora anche al disco), ed una sottovalutazione dell’aspetto musicale (basato per lo più su chitarre arpeggiate, peraltro suonate molto bene, e poco altro), mentre un pregio è senza dubbio l’abilità di Cecovini nello scrivere i testi.
Gli inizi artistici del cantautore triestino, ma trasferitosi a Roma nella seconda metà degli anni ’60, furono in realtà non nel mondo musicale ma nel teatro: nella stagione 1968-1969 aveva recitato con Edmonda Aldini in “Un quarto di vita”, spettacolo di Giorgio Gaslini con i Nuovi Angeli e i Funamboli di cui abbiamo già parlato in un altro post, e nel 1970 era entrato nel cast di “Orfeo 9 “ di Tito Schipa jr”.
Ritornando al disco, tra le canzoni più interessanti vi sono “Il tavolino", "Clementina” e “Sogni diurni”; Cecovini è autore di tutti i testi e le musiche, e suona le chitarre, mentre De Gregori suona le percussioni e, in "Clementina", il pianoforte, e due musicisti collaboratori del periodo del cantautore romano, Mario Scotti e Alberto Visentin dei Cyan suonano rispettivamente il basso e le tastiere.
Un disco che si fa ascoltare come specchio di "un periodo in cui tutto era cantautore, non si poteva neanche camminare che inciampavi su uno che aveva scritto una canzone" (cit.)

LATO A

1) Il tavolino
2) Carillon
3) Notte stellata
4) Serenate

LATO B

1) Per le tue dolci labbra
2) Clementina
3) I tuoi colori
4) Sogni diurni
5) Porta alle spall




domenica 16 settembre 2012

Gli Uh! - E' finita/Cieli azzurri (1968)












Il terzo ed ultimo 45 giri pubblicato dagli Uh! con la Moon Records, prima di passare alla Kansas, viene pubblicato nel marzo 1968 (la matrice riporta come data il 6 marzo) e contiene due cover.
“E’ finita” è “Fine time” di Spooner Oldham (riportato nel disco erroneamente come Oldam) ed Oscar Franck (che diventa Frank…), ed è un rhythm ‘n’ blues.
“Cieli azzurri” proviene invece dal repertorio dei Procol Harum, ed è la versione con il testo in italiano scritto da Paolo Limiti di “Something following me”, tratta dall’album di debutto del complesso inglese.
Romano Farinatti, con il consueto pseudonimo “Nat Romano”, dirige l’orchestra.

1) E' finita (Cristiano Minellono-Lindon Dewey Oldham-Oscar Eugene Franck)
2) Cieli azzurri (Paolo Limiti-Gary Brooker-Keith Reid)

giovedì 13 settembre 2012

Una canzone, una storia – L’anniversario (1973)












Torniamo alla serie "Una canzone, una storia" con questo post su una canzone di Domenico Modugno. Nel settembre del 1973 il cantautore pugliese pubblica un 45 giri con sul lato A una canzone, “L’anniversario”, il cui testo, scritto da Iaia Fiastri, è una sorta di manifesto delle cosiddette “coppie di fatto”, che vivono un “amore senza data, senza carta bollata”, come dicono i versi...forse un testo più attuale oggi che nel momento della sua uscita.
Sul lato B “Appendi un nastro giallo”, che è la cover di “Tie a yellow ribbon around the ole oak tree”, successo di Dawn e Tony Orlando, e racconta la vicenda di un carcerato che, dopo aver scontato la pena di tre anni, torna dalla donna amata a cui ha scritto di appendere un nastro giallo ad un albero se lo ama ancora; il testo è sostanzialmente simile all’originale.
Gli arrangiamenti dei due brani sono curati dal Maestro Piero Pintucci, ed alla registrazione partecipano i “Cantori Moderni” di Alessandro Alessandroni; il disco non riscuote comunque molto successo.
I due brani sono inseriti nel 33 giri “Il mio cavallo bianco”, pubblicato da Modugno nello stesso anno.

1) L’anniversario (Iaia Fiastri-Domenico Modugno)
2) Appendi un nastro giallo (Domenico Modugno-Irwin Levine-Lawrence Russel Brown)
 
 










L’anno successivo, il 12 maggio, si tiene il referendum per l’abolizione della legge Fortuna-Baslini sul divorzio, e Modugno si mobilita in favore del no, per mantenere questa conquista civile: realizza quindi una nuova versione del brano per il Partito Socialista, cambiando alcune frasi del testo (che, lo ricordiamo, non parla del divorzio ma delle coppie di fatto, quindi un argomento che è simile ma non è lo stesso del tema del referendum) adattandole alla campagna, ed introducendola con un recitato in cui spiega perché è a favore del divorzio.
Arnoldo Foà motiva sul retro il suo appoggio al no all’abolizione del divorzio.
In copertina vi è una foto della famiglia Modugno, con la moglie Franca Gandolfi e i due figli Marco e Massimo.

1) L’anniversario (Iaia Fiastri-Domenico Modugno)
2) Cosa ne pensa del divorzio (Arnoldo Foà)
 
 










Nel 1976 Modugno, che nel frattempo ha lasciato l’RCA per la Carosello ed ha ottenuto due grandi successi con “Piange il telefono” e “Il maestro di violino”, reincide “L’anniversario” e questa volta la canzone entra in hit parade; il nuovo arrangiamento è firmato sempre da Pintucci, e sul lato B viene realizzata una reincisione di “Resta cu ‘mme”, canzone che pochi mesi prima era tornata in classifica nella versione dance di Marcella Bella.

1) L’anniversario (Iaia Fiastri-Domenico Modugno)
2) Resta cu mme (Domenico Modugno-Dino Verde-Domenico Modugno)

 











Concludiamo quindi il post di oggi con una versione di “L’anniversario” in spagnolo: Carlos Ramòn-Amart è l’autore del testo di “El aniversario”, che dalla lettura sul retro di copertina mi pare aderente all’originale.
Modugno ha inciso moltissime sue canzoni in spagnolo, ottenendo molto successo anche in America Latina.
Sul retro “Mia figlia”, cover di “La confidence” di Jean Claude Pascal, in cui vengono esposti i dubbi di un padre di fronte alla figlia che gli confida di essere incinta.
Questo brano è inserito, con l'originale de "L'anniversario", nel 33 giri che il cantante pugliese pubblica in quell’anno e che si intitola, ovviamente, “L’anniversario”.

1) El aniversario (Carlos Ramòn-Amart-Domenico Modugno)
2) Mia figlia (Domenico Modugno-Julien Barnel-Gilbert Sinoue)

mercoledì 12 settembre 2012

Enzo Maolucci - Una donna che sia/Il cinema (1982)











Ho saputo che quest’anno, per la prima volta dopo tanti anni, il Club Tenco non si terrà per mancanza di fondi: ho pensato quindi di dedicare il post di oggi ad un cantautore che alla manifestazione sanremese ha partecipato solo una volta, nel 1978, il torinese Enzo Maolucci, di cui abbiamo già parlato nel blog presentando due suoi 45 giri, uno da solista con la celeberrima “Baradel” ed un altro inciso con il gruppo “Le Vite Parallele”.
La canzone sul lato A, “Una donna che sia”, è tratta dall’album “Immaginata”, che era stato pubblicato alla fine del 1981, ed è una canzone d'amore; più rock il retro, “Il cinema”, inedito su LP., che ripercorre l’importanza del cinema per le generazioni del secondo dopoguerra.
Gli arrangiamenti di entrambe le canzoni sono curati da Aldo Russo, storico musicista torinese che per anni ha gestito uno studio di registrazione.

1) Una donna che sia (Enzo Maolucci)
2) Il cinema (Enzo Maolucci)

domenica 9 settembre 2012

Riccardo Del Turco - Tanto non vinco mai (1973)


Pubblicato ad ottobre del 1973, “Tanto non vinco mai” di Riccardo Del Turco è uno dei miei album preferiti di musica italiana: all’epoca della sua uscita passò più o meno inosservato, ma se venisse pubblicato oggi un disco del genere sicuramente verrebbe osannato dalla critica.
Le canzoni infatti sono curate sia musicalmente (con molti influssi sudamericani, visto l’amore che Del Turco ha verso quel tipo di sonorità sin dai tempi di “Figlio unico”) sia nei testi, scritti da Alessandro Bencini: come mai quindi all’epoca la critica musicale non si accorse del valore del disco?
Probabilmente penso che la quasi totalità dei critici identificasse il cantautore fiorentino con “Luglio” e quindi, sbagliando, con i cosiddetti tormentoni estivi, non accorgendosi peraltro che “Luglio” era una signora canzone che, come ha fatto giustamente notare Franco Zanetti nella scheda sul brano pubblicata in “Da Mameli a Vasco – 150 canzoni che hanno unito gli italiani” (Coniglio editore, 2011), non ha la classica suddivisione strofa-ritornello ma ha una struttura a ballad e con un testo non banale ma anche ricercato (versi come “luglio si veste di novembre” o vocaboli come “abbaglio”)….poi, forse, anche il carattere schivo di Del Turco ha avuto la sua parte.
Passando alle canzoni, quella che apre il disco da anche quasi il titolo all’album (con la sola assenza del pronome “io”), e potrei dire che l’ho adottata come inno: le situazioni descritte nelle tre strofe si adattano alla perfezione alla mia vita…la musica è una samba ben arrangiata e il testo è ironico e ben scritto, e prende in giro un atteggiamento pessimista e rinunciatario tipico degli italiani.
“Tanto io non vinco mai” è stata anche pubblicata su due 45 giri, con due retri diversi: “L’appartamento” (PM 3732) e “La musica sta arrivando” (PM 3733), entrambi tratti da questo disco; “L’appartamento” è una canzone acustica che traendo spunto dall’abbandono di un appartamento monovano al sesto piano racconta in realtà delle difficoltà di una storia d’amore.
“Camminando camminando” ha tra gli autori sull’etichetta e in copertina la firma di un tal Nannucci, assennte nel deposito SIAE; in un’altra canzone di Del Turco precedente di qualche anno “Nannucci” era lo pseudonimo usato da Giorgio Antola…può essere possibile che abbia in qualche modo collaborato anche alla musica di questa canzone senza però firmare il deposito? La canzone comunque racconta (nuovamente su un ritmo sudamericano) la rinuncia alla proprietà privata dei beni (ma non nell’amore).
“Quando è sera” è una canzone malinconica che ricorda alcune cose del cognato di Del Turco, Sergio Endrigo, mentre “E la musica sta arrivando” è invece ritmata ed allegra.
Molto moderno è l’arrangiamento di “Il tranquillante”, con un inizio basato sulle percussioni e sul pianoforte ed una ritmica nuovamente latinoamericana che accompagna un testo ironico.
La canzone successiva “Siamo diventati tutti buoni” è invece attuale per il testo, sicuramente più oggi in epoca di buonismo dilagante che nel 1973, anche se, ascoltando le parole con attenzione si coglie perfettamente la satira sociale sul modo di affrontare problemi come la povertà o la situazione degli anziani.
“Sandra mia”, che racconta di un amore con una forte differenza di età, è a mio parere la canzone più debole del disco (ed è anche distante come atmosfere musicali dagli altri brani).
Conclude il disco la bella “E la vita va”, riflessione sull’esistenza.
Gli arrangiamenti sono curati da Renato Serio, tranne che per “Il tranquillante” e “Sandra mia”, che sono arrangiate da Luis Enriquez Bacalov, anche coautore delle due musiche nonché produttore del disco; da ricordare anche la presenza di Roberto Rosati come assistente musicale (negli anni seguenti chitarrista per De Gregori e Baglioni)..
Ovviamente nessuno si sogna minimamente di ristampare questo album in CD…

LATO A

1) Tanto io non vinco mai (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
2) L’appartamento (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
3) Camminando camminando (Alessandro Bencini-Nannucci-Riccardo Del Turco)
4) Quando è sera (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)

LATO B

1) E la musica sta arrivando (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
2) Il tranquillante (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)
3) Siamo diventati tutti buoni (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
4) Sandra mia (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)
5) E la vita va (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)

venerdì 7 settembre 2012

Franco Tozzi - Lo stesso uomo/Scusa (1967)












Nel 1967 Franco Tozzi passa dalla Fonit (la casa discografica che lo ha lanciato e per cui ha inciso il suo successo “I tuoi occhi verdi” nel 1965) alla Odeon, etichetta per cui incide il disco che presentiamo oggi.
Sul lato A vi è la cover di “Just like a man”, canzone incisa da vari artisti (tra cui la cantante country Margaret Whiting, che la lanciò, ed Emma Rede) e scritta da Les Reed e Barry Mason; il testo in italiano è di Ermanno Parazzini.
Pier Benito Greco è invece l’autore di “Scusa”, canzone basata su un arpeggio di chitarra acustica a cui si aggiungono gli altri strumenti, tra cui il corno e l’armonica a bocca; il testo d’amore è meno interessante della musica.
Alceo Guatelli dirige l’orchestra nelle due canzoni.

1) Lo stesso uomo (Ermanno Parazzini-Les Reed-Barry Mason)
2) Scusa (Pier Benito Greco)

mercoledì 5 settembre 2012

Gianna Mescoli - Chi ha comprato i miei sogni/La macchina del piacere (1968)

 










Gianna Mescoli è una cantante di Sassuolo, nata nel 1949, che debutta a sedici anni, dopo aver lavorato come dattilografa, nel 1965 al Festival di Castrocaro, dove partecipa con due canzoni, “Voglio che tu conosca il mio ragazzo” e “Più di ieri”: non vince (quell’anno i vincitori sono Luciana Turina e Plinio Maggi), ma ottiene un contratto discografico con la Polydor.
Nel periodo successivo si esibisce in giro in vari locali in giro per l'Italia con un proprio complesso, in cui il tastierista è Marco Dieci, futuro collaboratore di Pierangelo Bertoli.
Il suo disco che presentiamo oggi, pubblicato alla fine del 1968 (la matrice è datata 2 dicembre) contiene le cover di due canzoni molto note: sul lato A “Chi ha comprato i miei sogni” è “I’ve got a message to you” dei Bee Gees, un brano che ha avuto altre versioni in italiano con testi diversi, di cui la più nota è senza dubbio “Pensiero d’amore” incisa da Mal, mentre “I ragazzi della via Gluck” la incisero come “Vola vola vola” e Tony Del Monaco come “Vola vola”.

Il testo cantato dalla Mescoli vede come autore Luciano Giacotto, noto anche come giornalista (è stato anche direttore di "Ciao amici"), discografico della Durium e fumettista..
Più intreressante la canzone sul lato B, “La macchina del piacere”, che è “The big bright green pleasure machine”, scritta da Paul Simon ed incisa con Garfunkel nel terzo album del duo, “Parsley, sage, Rosemary and thyme” nel 1966 (ma ripresa proprio nel 1968 nella colonna sonora de “Il laureato”).
Il testo è del paroliere leccese Gino Ingrosso, ed è abbastanza fedele all’originale; la musica ha delle influenze psichedeliche e si stacca dal folk acustico tipico di quasi tutto il repertorio di Simon & Garfunkel.
In entrambi i brani Angel “Pocho” Gatti arrangia e dirige l’orchestra.
Un’ultima annotazione sulla voce di Gianna Mescoli, che pare interessante: ed è un peccato che, dopo aver inciso altri 45 giri passati inosservati (tra cui una sua versione della battistiana “Io e te da soli”) abbia interrotto la sua attività musicale.

1) Chi ha comprato i miei sogni (Luciano Giacotto-Barry, Robin & Maurice Gibb)
2) La macchina del piacere (Gino Ingrosso-Paul Simon)

lunedì 3 settembre 2012

Vasso Ovale - La ragazza che amo/Innamorato (come un ragazzo) (1968)












Ritorniamo a parlare di Vasso Ovale, il cantante torinese di origine greca che raggiunse l’apice del successo nel 1963 con “Pietà”, presentando un suo 45 giri inciso dopo il passaggio dalla Ariston alla Victory, sottoetichetta che Alfredo Rossi aveva fondato per effettuare il lancio di nuovi talenti, con poche eccezioni tra cui proprio Vasso Ovale (che nel 1968 non era certo una voce nuova).
I due brani sono piacevoli ed orecchiabili, arrangiati da G. Schapiro (di cui non so nulla), con testi d’amore scritti dal paroliere Franco Clivio, mentre le musiche sono scritte dal padre di Vasso, Achille Ovale.
Questo resterà l’ultimo 45 giri inciso dal cantante per il gruppo discografico di Alfredo Rossi e l’ultimo ad avere una certa promozione.

1) La ragazza che amo (Franco Clivio-Vasso Ovale)
2) Innamorato (come un ragazzo) (Franco Clivio-Achille Ovale)

mercoledì 29 agosto 2012

Ugolino - Meno male/La domenica (1969)

 










Quasi un anno fa avevamo presentato il 45 giri di Ugolino con “Ma che bella giornata”, sicuramente la sua canzone più celebre; ad esso seguì il disco che presentiamo oggi, con altri due brani tra i suoi più noti, “Meno male” e “La domenica”.
Mentre il precedente era stato pubblicato dalla RCA Talent, l’etichetta di questo è invece l’RCA Milano.
Entrambe scritte insieme a Pino Cappelletti, le due canzoni riprendono la struttura a filastrocca cantilenante del disco precedente, mentre i testi, come di consueto, ironizzano sul mondo moderno in cui tutto va bene (o così sembra….) e riprendono il discorso di “Ma che bella giornata” applicandolo alla domenica, che è sempre un’altra cosa (“…c’è chi si diverte, c’è chi si riposa…”).
Nei due brani, come mi ha raccontato Ugolino nell’intervista che gli ho fatto un anno fa, suonano i Quelli, e la voce di Franz Di Cioccio è quella che, in “Meno male”, ripete ossessivamente “questo va bene, questo va bene….”.
Detto Mariano arrangia e dirige l’orchestra in entrambi le canzoni.

1) Meno male (Guido Lamberti-Pino Cappelletti)
2) La domenica (Guido Lamberti-Pino Cappelletti)

domenica 26 agosto 2012

Franco Ganci - Vorrei essere Peter Pan/Un segreto tra noi (1970)












A giugno abbiamo dedicato un post ad un disco di Paulin, “Kentucky/Un sabato o l’altro”, pubblicato dalla casa discografica Rex 70, abbastanza misteriosa; in quell’occasione Cesare Borrometi (il gestore del blog Il focolare Radio-TV ) era intervenuto con un commento segnalando un 45 giri di un altro cantante torinese, Franco Ganci, pubblicato anch’esso dalla Rex 70 nel 1970, e finalmente oggi dedichiamo un post a questo disco.
Non ho praticamente nessuna notizia su Franco Ganci: dall’archivio de “La Stampa” si può dedurre che la sua carriera sia stata molto breve, perché le sue esibizioni dal vivo nei locali torinesi avvengono tutte nell’arco di tre anni, dal 1969 al 1971.
La canzone sul lato A, “Vorrei essere Peter Pan”, risulta non presente nell’Archivio Siae, e non ho nessuna informazione sui quattro autori (presumo che Lamorgese sia Guido Lamorgese): è una canzone lenta, con un tappeto orchestrale ed un testo in cui si dice di voler essere come Peter Pan per poter volare sopra la vita, senza pensieri, con una melodia piacevole.
“Un segreto tra noi” è la cover di “The fair is moving on”, successo di Elvis Presley, un lento terzinato; il testo italiano è stato scritto da Patrizia Alò, giornalista romana che, se ricordo bene, scriveva per “Ciao 2001”.
In entrambi i brani gli arrangiamenti e la direzione d’orchestra sono curati dal Maesro Giulio Libano.

1) Vorrei essere Peter Pan (Serratrice-Nasi-Caprio-Lamorgese)
2) Un segreto tra noi (Patrizia Alò-Guy Fletcher-Douglas Jackson Flett)

giovedì 23 agosto 2012

Bruno Lauzi - Quella gente là (1975)












Da aprile non abbiamo più fatto aggiornamenti alla discografia di Bruno Lauzi, che stiamo lentamente ricostruendo nel blog: riprendiamo oggi con "Quella gente là", che è il terzo album pubblicato dal cantautore nel 1975, a settembre in questo caso (gli altri due, "Genova per noi" e "L'amore sempre", sono già stati trattati nel blog), mentre a dicembre 1974 era stato pubblicato "Lauzi oggi": quattro dischi nel giro di dieci mesi.
Bisogna però precisare che, come sappiamo, "L'amore sempre" riprendeva canzoni del primo repertorio di Lauzi, e la stessa cosa avviene anche per "Quella gente là", come peraltro spiega il cantautore stesso nel retro di copertina del disco (citando ironicamente De André e De Gregori....).
Con il passaggio alla Numero Uno avvenuto nel 1970 Lauzi aveva ottenuto il successo di massa, soprattutto con "Amore caro, amore bello", e dopo qualche anno decise di recuperare le canzoni incise per la CGD e l'Ariston e che erano passate per lo più inosservate (tranne eccezioni come "Il poeta" o "Ritornerai").
I nuovi arrangiamenti sono curati dal Maestro Ruggero Cini, che non si discosta molto dagli originali; alle percussioni vi è il compagno di casa discografica Tony Esposito.
Tutte le canzoni sono scritte da Lauzi, tranne la title track che è una traduzione di “Ces gens là” di Jacques Brel (canzone di cui abbiamo già parlato ricordando l’album di Herbert Pagani “Amicizia”, che ne conteneva una versione curata dal cantautore italosvizzeroisraeliano); tra gli altri brani, interessante la trilogia dedicata alla prostituzione ("Anna la rossa", "L'amore gratis" e soprattutto "La ballata di Innocenza"), di cui abbiamo già parlato nel post su Kabaret n° 2, il disco che conteneva in origine queste canzoni.

LATO A

1) Menica menica (Bruno Lauzi)
2) Vecchio paese (Bruno Lauzi)
3) La banda (Bruno Lauzi)
4) La ballata di Innocenza (Bruno Lauzi)
5) L'amore gratis (Bruno Lauzi)
6) I cargo (Bruno Lauzi)

LATO B

1) Quella gente là (Bruno Lauzi-Jacques Brel)
2) Anna la rossa (Bruno Lauzi)
3) Il casermone (Bruno Lauzi)
4) Ondina (Bruno Lauzi)
5) New York (Bruno Lauzi)
6) Gli acrobati (Bruno Lauzi)

sabato 18 agosto 2012

Edoardo Vianello – Windsurf (1982)












Anche quest’anno ferragosto è passato, e l’estate sta finendo, come cantavano i Righeira. Negli anni ’60, in musica, estate voleva dire Edoardo Vianello: e quindi questo è il momento giusto per parlare di un album torinese del cantautore romano, realizzato nel 1982 e cioè un anno dopo che la sua ex moglie, Wilma Goich, aveva inciso un album simile di cui abbiamo già parlato nel blog, "To Wilma G7" .
I collaboratori dei due dischi sono gli stessi, da Gualtiero Gatto a Valerio Liboni, da Guido Guglielminetti a Roberto Zanaboni, con in più Tore Melillo alla chitarra, il batterista e percussionista Louis Atzori e Cristina Gazzera ai cori con Ketty Saponara, Patrizia Piazzi (di cui tempo fa abbiamo pubblicato il 45 giri ‘’Stallone’’) e Silvana Di Donna: tutti musicisti torinesi, presenti in moltissime produzioni realizzate sotto la mole a cavallo tra gli anni ’70 e i primi anni ’80.
Il disco ripropone alcuni successi del passato di Vianello con alcune canzoni inedite, in realtà non memorabili: “Windsurf”, in cui Vianello ricostituisce l’accoppiata con Carlo Rossi, spensierata e tipicamente estiva, “Cantare”, con il testo di Gianfranco Baldazzi, più riflessiva, e due brani, “Cha cha cha ‘8’” e “Hully gully ‘80” che sono un pretesto per presentare due medley di altri successi degli anni ’60.
Un disco che sembra un preludio a tanti altri album simili realizzati da etichette come la Duck Record e la DVMore.

LATO A

1) Windsurf (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)
2) Cha cha cha ’80 (Siamo due eschimesi-Abbronzatissima-Il capello) (Carlo Rossi-Gualtiero Gatto-Edoardo Vianello)
3) O mio Signore (Mogol-Edoardo Vianello)
4) Tremarella (Carlo Rossi-Gregorio Alicata-Edoardo Vianello)
5) Il peperone (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)

LATO B

1) Guarda come dondolo (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)
2) Pinne, fucile ed occhiali (Carlo Rossi-Edoardo Vianello)
3) Hully gully ’80 (Hully gully in 10-I Watussi-Prendiamo in affitto una barca) (Carlo Rossi-Franco Migliacci-Gualtiero Gatto-Edoardo Vianello)
4) Cantare (Gianfranco Baldazzi-Edoardo Vianello)

lunedì 13 agosto 2012

Giulia Shell - Vorrei, io vorrei/Stasera o mai (1965)












Giulia Shell, pseudonimo di Maria Giulia Valli (nata a Modena nel 1948) fa parte di quella folta schiera di personaggi che negli anni ’60 tentarono di entrare nel mondo dello spettacolo, dapprima come valletta nel programma di Mike Bongiorno "La fiera dei sogni", e poi come cantante, senza però alla fine riuscirci più di tanto e ritornando quindi nell'anonimato dopo qualche anno di attività.
Non si trattava sempre di demeriti in confronto ai colleghi vip, ma spesso di sovraffollamento perché in quel periodo esistevano così tante case discografiche, concorsi, manifestazioni (…nonché tantissimi aspiranti cantanti) che diventava veramente difficile riuscire a farsi notare ed apprezzare dal pubblico
Quello che presentiamo oggi è il suo primo 45 giri della Shell; la canzone sul lato A “Vorrei, io vorrei” è la cover di “I don’t understand” successo del 1962 di Nola York (anche coautrice della canzone), ed è il brano con cui nel 1965 partecipò alla "Caravella dei Successi", celebre manifestazione canora che si teneva a Bari.
“Stasera o mai” è invece una canzone italiana, firmata da Nisa, Pontiack (che non è lo pseudonimo di Guccini (come credono alcuni) ma del Maestro Mansueto De Ponti) e Tamburini, e non risulta il deposito SIAE.
In entrambi i brani l’orchestra è diretta da Tony De Vita.
Questo mese il blog proseguirà, anche se con una cadenza rallentata.

1) Vorrei, io vorrei (Mogol-Vito Pallavicini-Christian Nola York-Glen Stuart)
2) Stasera o mai (Nisa-Pontiack-Tamburini)

martedì 7 agosto 2012

Raf Cristiano - Al pianoforte (1970)












Di Raf Cristiano abbiamo già parlato in questo blog l'anno scorso, presentando un suo EP del 1971; oggi invece ne presentiamo uno dell'anno precedente (la matrice è datata 4 agosto 1970), con quattro brani strumentali, pubblicato come l'altro dalla Sides, acronimo di "Successi Internazionali Dischi Edizioni Spettacoli", casa discografica torinese che nel 1975 vincerà il Festival di Sanremo con "La ragazza del sud" di Gilda.
Il disco si apre con "L'uomo che amo", cioè "The man I love" di George Gershwin (con testo di suo fratello Ira), motivo celeberrimo inciso, tra gli altri, da Billie Holiday, Ella Fitzgerald e Mina.
"On the street where you live", scritta da Alan Jay Lerner per il testo e da Frederick Loewe per la musica, faceva parte della colonna sonora di "My fair lady", ed anche la canzone che apre il lato B, "Somewhere my love", proviene da una colonna sonora, quella del "Dottor Zivago" (e si tratta del celebre "Tema di Lara") di Maurice Jarre.
Chiude il disco "Hasta la vista...señora", successo di Don Marino Barreto Junior scritto da Fiorenzo Fiorentini per il testo e da Angelo Rossi (che si firma come di consueto con lo pseudonimo "Matanzas") per la musica, brano che in Siae è depositato solo come "Hasta la vista".

LATO A

01) L'uomo che amo (Ira Gershwin-George Gershwin)
02) On the street where you live (Alan Jay Lerner-Frederick Loewe)

LATO B

01) Somewhere, my love (Paul Francis Webster-Maurice Jarre)
02) Hasta la vista...señora (Fiorenzo Fiorentini-Angelo Rossi)

venerdì 3 agosto 2012

Raffaella Perruzzi - Cenerentola/Primo giorno di giugno (1972)













La genovese Raffaella Perruzzi è stata una delle due cantanti del quartetto i Protagonisti, nella prima formazione, prima di essere sostituita da Grazia Porcelli; da solista ha inciso solo questo 45 giri per la IT di Micocci, pubblicato a giugno del 1972, con due canzoni scritte da tre cantautori della stessa etichetta, Maurizio Bigio per la musica e Francesco De Gregori ed Edoardo De Angelis per i testi.
De Gregori e De Angelis sono anche i produttori del disco, mentre Bigio lo arrangia.
“Cenerentola” attualizza la favola di Perrault, ed è caratterizzata da una musica allegra ed orecchiabile, mentre “Primo giorno di giugno”, canzone d’amore, ha una musica più lenta.

1) Cenerentola (Edoardo De Angelis-Francesco De Gregori-Maurizio Bigio)
2) Primo giorno di giugno (Edoardo De Angelis-Francesco De Gregori-Maurizio Bigio)