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mercoledì 2 gennaio 2013

Ombretta Colli - Viva l'ammore! (1971)

 
Il blog oggi commemora Giorgio Gaber, di cui ieri è stato l'anniversario della scomparsa, con...un disco di Ombretta Colli: ma si tratta di un album in cui la collaborazione del consorte è decisamente predominante in quasi tutti i brani, ed è sottolineata anche nel retro di copertina, con la scritta "con la partecipazione straordinaria del signor G." (che ricorda lo spettacolo di Gaber di quel periodo). 
L'etichetta che pubblica l'album è la Carosello, a cui la Colli era approdata insieme al marito, che aveva lasciato la Vedette. "Lu primmo ammore", che apre l'album, è una rielaborazione di un noto canto popolare pugliese, anzi per essere precisi barese; in questa versione è firmato da Gaber e Umberto Simonetta. 
Anche "Sant'Antonio" proviene dalla tradizione popolare, ed è notissima la versione che incisero i Gufi, cantata da Lino Patruno: la firma qui è invece di Gaber e Giuseppe Tarozzi, come anche nelle due canzoni successive (anche se "A me cosa mi costa" è anch'essa un brano popolare). 
Di "Paparadio", in cui canta anche Gaber, abbiamo già parlato a settembre del 2011 nel post dedicato al 45 giri
"La mia mama" è l'unica canzone che non è scritta da Gaber, ma da Gian Piero Simontacchi per il testo e da Giorgio Casellato, collaboratore abituale di Gaber, per la musica: già pubblicata nel 1969 su 45 giri dalla Rare, viene registrata per questo disco in una nuova versione. 
"La cinquecento targata MI" (il cui titolo mi ha sempre fatto venire in mente "Un auto targata TO" di Lucio Dalla e Roberto Roversi) è la prima delle quattro canzoni scritte dal solo Gaber; qui la voce della Colli è accompagnata da un coro in stile alpino. 
Il lato B si apre con "Mapim-mapom", in cui si riascolta nuovamente la voce di Gaber, autore delle due canzoni successive, il valzerone "Ho paura" e "Amore e fame". "Amore e lavoro" è invece una rielaborazione de "La mura di Parenzo", altro canto folk, mentre "E' qua è là" fa venire in mente certe canzoni del periodo Vedette di Gaber, che canta anche il brano conclusivo, scritto per il testo da Rodolfo Traversa, che dà il titolo al disco. 
L’orchestra è diretta da Giorgio Casellato. 

LATO A 

1) Lu primmo ammore (Umberto Simonetta-Giorgio Gaber) 
2) Sant'Antonio (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
3) Paparadio (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
4) A me cosa mi costa (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
5) La mia mama (Gian Piero Simontacchi-Giorgio casellato) 
6) La cinquecento targata MI (Giorgio Gaber) 

LATO B 

1) Mapim-mapom (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
2) Ho paura (Giorgio Gaber) 
3) Amore e fame (Giorgio Gaber) 
4) Amore e lavoro (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
5) E' qua è là (Giorgio Gaber) 
6) Viva l'ammore (Rodolfo Traversa-Giorgio Gaber)

lunedì 31 dicembre 2012

Mauro Macario - Amoropolis (1979)



Chiudiamo l'anno presentando un disco di un cantautore ed attore torinese, Mauro Macario (il figlio del notissimo Erminio), che ha inciso un album per la Durium.
Questo LP è totalmente "made in Torino": registrato nell'ottobre 1979 allo studio G7 di Gualtiero Gatto, vede la partecipazione dei migliori musicisti torinesi del periodo, da Valerio Liboni (ex Ragazzi del Sole e Strana Società, nel 1979 componente dei Nuovi Angeli) alla batteria, Roger Riccobono (anche lui ex Strana Società e in quel periodo nei Nuovi Angeli) alle chitarre e al basso, Daniele Torchio (anch'egli dei Nuovi Angeli) alle tastiere, Cristina Gazzera ai cori insieme a Livio Dimitri ed a Renata Attivissimo (che molti di voi ricorderanno per "Il mio ragazzo Alessandra", peraltro con il testo scritto proprio da Mauro Macario).
Le musiche sono di Roger Riccobono, Daniele Torchio e Valerio Liboni, tranne "Signora d'argento", la cui musica è di Riccobono e Cristina Gazzera, mentre i testi sono tutti di Mauro Macario; Riccobono e Torchio si occupano degli arrangiamenti, mentre la produzione è coordinata dal Maestro Franco Cassano.
La voce di Mauro Macario non è particolarmente originale, e ricorda altre voci simili, un po' un incrocio tra Pierangelo Bertoli e Paolo Conte (o almeno a me vengono in mente loro), con qui e là anche qualche stonatura.
Il brano di apertura, "Immorale", ha la chitarra elettrica in evidenza ed un andamento blues; segue "Là in fondo c'ero io", una canzone che racconta una storia di una donna che partendo da episodi di pedofilia quando è bambina arriva all'aborto clandestino (siamo nel 1979) ed alla prostituzione.
"Reportage" musicalmente è un brano funky, con la ritmica in evidenza, mentre conclude il lato A "Viaggio in fondo all'amore", una canzone lenta.
La title track apre il lato B, ed è una canzone melodica con un intermezzo recitato che mi ricorda Filipponio; "Concerto grande" si apre con il pianoforte, ed è una canzone sui musicisti, mentre "Signora d'argento" è una canzone d'amore.
"Renée", con la voce di Cristina Gazzera, conclude il lato ed il disco...disco che fu un totale insuccesso, pur avendo qui e là alcuni spunti interessanti: ma certo la voce e l'interpretazione di Mauro Macario non aiutava le canzoni.

LATO A

1) Immorale (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)
2) Là in fondo c'ero io (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)
3) Reportage (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)
4) Viaggio in fono all'amore (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)

LATO B

1) Amoropolis (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)
2) Concerto grande (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)
3) Signora d'argento (Mauro Macario-Roger Riccobono-Maria Cristina Gazzera)
4) Renée (Mauro Macario-Roger Riccobono-Daniele Torchio-Valerio Liboni)


domenica 30 dicembre 2012

I Mattatori - Passione/T'aspetto (1961)


 

 

 

 

 

Questo è un repost, il primo del blog, scaturito da un'occasione particolare...a giugno sono stato contattato da Alessia Fresca, la figlia di Claudio Fresca dei Mattatori: avevamo dedicato un post ad un 45 giri del gruppo ed avendolo letto mi ha scritto per segnalarmi alcune imprecisioni (legate alle fonti che avevo usato): ne è nato un contatto che è sfociato in un'intervista, corredata da alcune fotografie che Frasca mi ha mandato.
L'intervista è disponibile, in formato PDF, solo per gli iscritti al blog; mentre qui in basso vi sono, in bassa definizione, le pagine in formato jpg.
Per notizie su questo disco invece vi rimando al vecchio post .

1) Passione (Libero Bovio-Ernesto Tagliaferri-Nicola Valente)
 2) T’aspetto (Alberto Cuosta-Claudio Fresca)







  

 

 

 

 

 

 

giovedì 27 dicembre 2012

Los Gildos - La voce del cuore/Eternamente (1970)












Los Gildos, il complesso di Gildo Nadalin, sono noti essenzialmente per "Miguel son mi": un po' come Los Marcellos Ferial avevano ispanizzato il nome del leader (in quel caso Marcello Minerbi).
Hanno inciso tuttavia altri dischi per piccole etichette torinesi, come la Prince (che oggi si chiama Pentagramma) e la Excelsius.
Quello che presentiamo oggi contiene due strumentali, entrambi con la chitarra di Gildo in evidenza: sul lato A vi è una cover di un celeberrimo brano di Chaplin, mentre sul lato B vi è una composizione originale; in realtà in copertina le due canzoni sono riportate come se "Eternamente" fosse sul lato principale.
Devo dire che, all'ascolto, le sonorità sembrano decisamente precedenti al 1970: direi almeno a dieci anni prima.
Altre notizie sul gruppo si possono trovare qui.

1) La voce del cuore (Los Gildos)
2) Eternamente (Charlie Chaplin)

lunedì 24 dicembre 2012

Powerillusi - Buon buon buon Natale


Da un po' di giorni, per vari motivi, il blog è un po' fermo.....ed anche per oggi non ho pronto un vero e proprio post.
Nei prossimi giorni, però, ci saranno alcune novità, "nuovi" 33 e 45 giri (nuovi tra virgolette perchè, come sapete, si tratta di dischi non nuovi cronologicamente).......aspettate e vedrete.
Per fare gli auguri a tutti gli amici del blog prendo in prestito una canzone dai Powerillusi, il nuovo brano "Buon buon buon Natale".....e quindi per questa volta niente copertina, ma il link al video ufficiale della canzone....e quindi buon buon buon Natale a tutti voi!



SCARICA GRATIS: MP3Suoneria

domenica 9 dicembre 2012

Dominga - Sto con te/Una ragazza sola (1970)












Dominga è un personaggio di cui abbiamo già parlato partendo dagli esordi con un altro "look" ed un'altra casa discografica, prima di passare alla Decca e ad un abbigliamento a base di minigonne e stivali, con l'intento di ammiccare (nell'aspetto ma non nelle canzoni) ad atteggiamenti sexy che la porteranno poi a servizi per riviste come "ABC" (che, visti con gli occhi di oggi, sono in effetti molto casti: Dominga si spoglia solo a mezzobusto, diciamo così, e spesso coperta da foglie e fiori).
Nel 1970 pubblica questo 45 giri, con sul lato A "Sto con te", una cover dal repertorio di Neil Sedaka con il testo italiano scritto da Daniele Pace, melodica e con orchestra d'archi in abbondanza.
"Una ragazza sola" è scritta da Ermanno Parazzini per il testo e da Alberto Baldan Belmbo, fratello di Dario, per la musica, ed è più nello stile di quegli anni, con i fiati in sottofondo; entrambi i brani sono canzoni d'amore come ne venivano pubblicate tante in quel periodo, senza quel qualcosa in più che le poteva far emergere ed in effetti le vendite di Dominga non furono mai esaltanti: forse ha avuto più soddisfazioni nella seconda parte della sua carriera, come cantante di liscio.

1) Sto con te (Daniele Pace-Neil Sedaka-Howard Greenfield)
2) Una ragazza sola (Ermanno Parazzini-Alberto Baldan Bembo)

lunedì 3 dicembre 2012

Duo Fasano - Noi/Io verrò con te (1984)












Il Duo Fasano sicuramente non ha bisogno di presentazioni: sono state tra le protagoniste della musica leggera italiana degli anni '50, con il Maestro Angelini e i vari Sanremo; e come molti di questi artisti hanno conosciuto, a partire dagli anni '60, un periodo di oblio.
Nel 1974 vengono chiamate da Happy Ruggiero per partecipare come coriste alla registrazione di quello che sarà il disco di debutto di Paolo Conte, e sono quindi proprio loro a fare il coro nella seconda canzone dell'album, "Sono qui con te sempre più solo"; l'esperienza si ripete l'anno successivo in "La ricostruzione del Mocambo".
Nella seconda metà degli anni '70 riprendono anche le esibizioni dal vivo, spesso al "Le Roi" di Turi Golino, ma anche in altri locali, ed alla fine del 1983 avviene il ritorno in sala d'incisione con un 45 giri che viene pubblicato agli inizi dell'anno successivo (a destra un articolo tratto da "La Stampa" di maggio 1984).
Le due canzoni sono scritte da Dina Fasano con la collaborazione di Arrigo Tomasi per la musica e di Toni Asquino per il testo: quest'ultimo è un cantautore torinese che conosco da una ventina d'anni e che ha scritto varie canzoni, vincendo anche alcuni concorsi a livello locale.
Asquinto, tra l'altro, sostiene anche di essere l'autore di una canzone incisa nel 1971 da un celebre gruppo italiano come lato B di un loro grande successo: canzone che non avrebbe firmato (non essendo ancora iscritto alla Siae) e che avrebbe quindi ceduto al complesso.....chissà quante storie simili esistono nella storia nascosta della musica leggera italiana!
Tornando alle due canzoni incise dal duo, risentono di quelle che erano le sonorità predominanti degli anni '80: un po' artificiali, con le tastiere "finte", ma mantengono un impianto melodico, anche se ritmato.

1) Noi (Dina Fasano-Toni Asquino-Dina Fasano-Arrigo Tomasi)
2) Io verrò con te (Dina Fasano-Toni Asquino-Dina Fasano-Arrigo Tomasi)

martedì 27 novembre 2012

Beppe Grillo - Te la dò io l'America/Te la dò io l'America (strumentale) (1981)












Anni e anni fa, quando ancora non aveva fondato i Pentastellati, Beppe Grillo era un comico. Nel 1981 condusse un varietà televisivo, "Te la dò io l'America", in cui presentava in maniera simpatica e ironica alcuni filmati e reportages che mettevano in luce vari aspetti curiosi e a volte contraddittori della vita statunitense.
Oggi presentiamo la sigla, cantata dallo stesso Grillo che è uno degli autori, insieme agli autori del programma Antonio Ricci  e il mio amico Alberto Testa, mentre le musiche sono del Maestro Tony De Vita; la canzone però non risulta depositata in SIAE.
Devo dire che Grillo fa una buona figura come cantante, con una voce un po' nera; anni dopo, avrà l'occasione di duettare con Mina nella canzone "Dottore", dall'album "Cremona" del 1996 (un testo di Gianluca Martinelli su musica di Carlo Fava, che troviamo nel post come bonus track).
Sul retro la versione strumentale del brano.

1) Te la dò io l'America (Beppe Grillo-Antonio Ricci-Alberto Testa-Tony De Vita)
2) Te la dò io l'America (strumentale) (Tony De Vita)
3) Bonus track: 3) Dottore (Gianluca Martinelli-Carlo Fava)

martedì 20 novembre 2012

Henrj Ferraris - T'ho donato il cuore/Bambina d'Amsterdam (1960)












Oggi presentiamo un 45 giri di uno di quei cantanti sconosciutissimi di cui in rete si parla solo ed esclusivamente su questo blog: Henrj Ferraris da Torino.
Il 45 giri porta la data del 27 dicembre 1960, quindi è presumibile che le copie siano state distribuite all'inizio del 1961; la copertina è quella forata standard dell'Emanuela, la casa discografica, ed ignoro se sia stato anche pubblicato con un'altra copertina.
La canzone sul lato A, "T'ho donato il cuore", è scritta da Dante Panzuti, il celebre Danpa, per il testo, e da Angelo Rossi (che come al solito si firma con lo pseudonimo Matanzas) per la musica; si tratta di un piacevole cha cha cha, con qualche parola in spagnolo per dare il giusto tocco di esoticità, che era stata lanciata da Don Marino Barreto junior.
Sul retro "Bambina d'Amsterdam", che l'etichetta definisce come shuffle ed è una cover; la canzone non risulta depositata in SIAE, e l'unico Sanvitale iscritto risulta essere un tale Francesco.....ma l'autore del testo in italiano è invece un tale Alberto Sanvitale, che non è iscritto alla società, mentre la musica è scritto da Hans Ninaber (non so quale sia la canzone originale)
Di questo brano so che è stato inciso anche da un certo Cosimo Gile.
In entrambe le canzoni Ferraris è accompagnato dal suo complesso; la voce come nelle altre incisioni ricorda abbastanza quella del suo e mio illustre concittadino Fred Buscaglione.

1) T'ho donato il cuore (Dante Panzuti-Angelo Rossi)
2) Bambina d'Amsterdam (Sanvitale)

venerdì 16 novembre 2012

Aldo Donati - Ti troverò lassù/Fiori blu (1971)












Aldo Donati, romano nato nel 1947, raggiunge la celebrità a metà degli anni '70 nel gruppo vocale Schola Cantorum, ed anche come solista ha riscosso poi qualche buon successo come “Tut tut tut” o “Canterò canterò canterò”, o partecipando ad una delle riedizioni di “Rugantino”, quella del 1978 con Montesano, Fabrizi, Bice Valori e Alida Chelli; come autore infine ha scritto la musica di “Canzoni stonate” per Morandi, “Fossi un tango” per la Zanicchi ed alcune canzoni per Mina, tra cui “Lo faresti”, “Amornero”, “Così” tra le altre.
Negli ultimi anni ha avuto qualche problema di salute, legato ad un'emorragia cerebrale; ne parliamo qui nel blog presentando un suo 45 giri del 1971, che mi risulta sia il primo da lui inciso.
L'etichetta Roch, distribuita dalle Messaggerie Musicali, l'abbiamo già incontrata nel blog quando abbiamo parlato del disco di Orchidea De Sanctis , “Partners”.
Passando alle canzoni, “Ti troverò lassù” è scritta da Franco Mazzotta, lo stesso autore della canzone della De Sanctis, per il testo e da Paride Ernani Miglioli per la musica; il nome di quest'ultimo è assente sull'etichetta.
Dopo l'inizio con un pianoforte e un flauto parte il cantato ed entrano gli altri strumenti; si tratta di una canzone d'amore melodica, nello stile di quei primi anni '70.
Fiori blu” è scritta da Vittorio Ferri (il padre di Gabriella),Vincenzo Ventré e Mazzotta per il testo, mentre la musica è di Miglioli e di un misterioso Alavan, sicuramente uno pseudonimo (ma sull'etichetta mancano entrambi, mentre vi è un altro pseudonimo, Atifor, e nuovamente il nome di Mazzotta.....misteri della discografia italiana dell'epoca!!); qui sono più in evidenza le chitarre e le percussioni, ma siamo sempre nel pop melodico anni '70.
Gli arrangiamenti sono curati da Paolo Ormi, ed all'incisione partecipa il coro di Nora Orlandi.
Un'ultima cosa sulla voce di Aldo Donati: sicuramente, pur essendo riconoscibile nei toni, non è roca come apparirà invece nelle incisioni successive con la Schola Cantorum e da solista.

1) Ti troverò lassù (Franco Mazzotta-Paride Ernani Miglioli)
2) Fiori blu (Vincenzo Ventré-Vittorio Ferri-Franco Mazzotta-Alavan-Paride Ernani Miglioli)

domenica 11 novembre 2012

Domi Serengay e Trio Marcucci - Ich Liebe Dich bambina/Donne e whisky (1962)













Oggi parliamo di un altro disco inciso da Domenico Seren Gay quando ancora non si era dedicato all'attività di discografico fondando la Kansas, che nascerà nel 1965 mentre la data impressa su questo vinile è quella del 1 dicembre 1962....in realtà, come vedremo, le cose non stanno proprio così.
Il disco è attribuito in copertina al Trio Marcucci, rappresentato sul retro di copertina (Seren Gay è quello a destra, mentre uno degli altri due immagino sia Mario Marcucci, titolare del trio), mentre nelle due etichette le due canzoni sono attribuite al solo Seren Gay, anche autore con Marcucci.
Sempre sul retro viene citato un film, “Mondo sexy di notte”, una delle tante pellicole di quel periodo in cui si passavano in rassegna i vari spettacoli sexy dei locali europei: non l'ho mai visto ma, evidentemente, una delle due canzoni è contenuta in questo film.
Sul lato A invece c'è la fotografia di un Hotel Prinz di Samnaun, cittadina svizzera nel Cantone dei Grigioni che, probabilmente, avrà sponsorizzato l'incisione.
Passando alle canzoni, “Ich Liebe Dich bambina” su una ritmica latinoamericana ha una melodia tutto sommato banale e un testo vacanziero pieno di stereotipi sugli amori estivi; la voce di Seren Gay è discreta, anche se non particolarmente originale.
In Siae la canzone è attribuita, oltre che a Marcucci e a Seren Gay (i nomi riportati nell'etichetta) anche a Barimar, il maestro Mario Barigazzi.
La canzone sul lato B, “Donne e whisky”, è un allegro twist che era già stato pubblicato qualche mese prima come retro di “Bel Canavese”, 45 giri di cui abbiamo parlato in questo blog il 20 settembre 2011; si tratta della stessa incisione del disco precedente, e musicalmente sono in evidenza verso la metà del brano il sax e la chitarra elettrica, che fanno un assolo a testa.
Ho però un'aggiunta da fare sulla casa discografica, la “Serma International Record”, di cui al momento della pubblicazione del primo disco non sapevo nulla: ebbene, si tratta di un'etichetta fondata proprio dai due, Seren Gay e Marcucci, ed il nome nasce dalle iniziali dei loro cognomi, quindi possiamo affermare che, prima di fondare la Kansas, Seren Gay aveva già avuto un'esperienza, seppur piccola e limitata nel tempo, come discografico...resta da capire quali e quanti dischi abbia pubblicato la Serma nel periodo della sua attività, ma sicuramente scopriremo prossimamente qualche cosa in più.

1) Ich Liebe Dich bambina (Domenico Serengay-Mario Marcucci)
2) Donne e whisky (Domenico Serengay-Mario Marcucci)





giovedì 8 novembre 2012

Bruno Lauzi - Lauzi al cabaret (1965)












Ritorniamo a parlare di Bruno Lauzi presentando uno dei due suoi album pubblicati dalla CGD nel 1965; proprio in questi giorni in cui, come molti di voi sanno, è stato distribuito dei negozi un doppio cd con un concerto dal vivo di Lauzi con Paoli, Bindi ed Endrigo, insomma quasi tutto il meglio della nostra canzone d'autore, registrato a Roma nel 1978 al Teatro Sistina: e da entrambi i dischi (l'odierno e quello del 1965) emergono le caratteristiche dello stile del cantautore nato all'Asmara, la mescolanza della malinconia con l'umorismo (ed anche per questo gli inizi di Lauzi annoverano molte esibizioni in locali di cabaret come il Derby a Milano o Los Amigos a Torino) e la cura nella scrittura dei testi e delle musiche.
Il disco racchiude molti brani notissimi, su tutti "Il poeta", che con "Ritornerai" è la sua canzone più famosa e che è una delle gemme della nostra canzone d'autore; nota è anche "Menica, menica" (presente anche nel live citato in precedenza), che ha nel testo alcune frasi che ispireranno qualche anno dopo Francesco Guccini per "Il bello" (in particolare la descrizione di questo personaggio con le scarpe di copale e la moto Gilera)...forse una citazione involontaria del pavanate?
La Stampa - 2 dicembre 1929 - n° 287 - pag 5
"I'm thirsty for kisses" e " When I met Connie in the cornfield" sono due canzoni che Lauzi presenta come facenti parte della colonna sonora del film "Gambette indiavolate" del 1932 (in realtà il film, titolo originale "Why be good?", per la regia di William A. Seiter e con protagonisti Colleen Moore e Neil Hamilton, uscì in Italia nel dicembre 1929), e di cui potete vedere lo spartito dell'epoca, compreso l'errore; dopo un'introduzione parlata le canta imitando le voci dei vecchi cantanti americani degli anni '30.
Nell'etichetta è presente un errore: infatti la seconda canzone è scritta da Robert Hargreaves, Harry Tilsley e Stanley J. Damerell, tuttavia i veri autori sono assenti e vengono riportati gli stessi di "I'm thirsty for kisses", e cioè ,J.Fred Coots e Lou Davis, ma come sappiamo negli anni '60 non c'era molta accuratezza nel riportare i dati corretti nelle copertine o nelle etichette dei dischi.
"La fretta" è sicuramente uno dei brani meno conosciuti di Lauzi, mi pare anche che sia uno dei pochissimi del primo periodo che non ha reinciso in seguito; musicalmente è eseguito con il solo accompagnamento della chitarra.
Anche "Il casermone", un valzer, è interessante, una "Murder song" alla Nick Cave che mi ricorda un po' "Via Broletto 34" di Sergio Endrigo.
Chiude il disco "Garibaldi", cover della celebre "Fever" (...ma sull'etichetta la canzone porta solo la firma di Lauzi), incisa da moltissimi artisti tra cui Elvis Presley, con un testo patriottico che racconta con l'humor di Lauzi la storia dell'Eroe dei Due Mondi.
Gli arrangiamenti dell'album sono curati da Franco Tadini.

LATO A

1) Gli acrobati (Bruno Lauzi)
2) La banda (Bruno Lauzi)
3) Menica, menica (Bruno Lauzi)
4) I'm thirsty for kisses (J.Fred Coots-Lou Davis)
5) When I met Connie in the cornfield ( Robert Hargreaves-Harry Tilsley-Stanley J. Damerell)
6) I cargo (Bruno Lauzi)

LATO B

1) Il poeta (Bruno Lauzi)
2) Vecchio paese (Bruno Lauzi)
3) La fretta (Bruno Lauzi)
4) Il casermone (Bruno Lauzi)
5) Garibaldi (Bruno Lauzi-Eddie Cooley-John Davenport)

sabato 3 novembre 2012

AA.VV. - Hush Hey Jude Help Eloise in 3 dimensioni (1969)












Oggi presentiamo una raccolta della DKF del 1969 con alcuni successi del periodo, quasi tutti in versione strumentale, e un paio di inediti: si trattava di un tipo di pubblicazioni usuale per l’epoca, in cui le varie case discografiche riproponevano spesso il repertorio delle etichette concorrenti eseguito dai propri artisti.
Il disco si apre con “Eloise”, il celebre successo di Barry Ryan dell’anno precedente, in una versione strumentale realizzata da Nat Romano (cioè Romano Farinatti) con il sax tenore di Giorgio Giacosa (ex componente dei mitici Asternovas, il gruppo di Fred Buscaglione) ed il sax alto di Silvano Morra, che in seguito suonerà con Paolo Conte.
“Hey Jude”, eseguita dai Ragazzi del Sole in una versione più breve rispetto all’originale, fu anche pubblicata su 45 giri con sul retro “Eloise”; nell’album è presente un altro brano del gruppo torinese, “Semplici parole”, che era stato già pubblicato qualche mese prima su 45 giri dalla Kansas (le due versioni sono identiche).
Ritroviamo nuovamente i sax in “End of the world”: la base è quella che Happy Ruggiero aveva preparato per “Il processo”, la versione in italiano del successo degli Aphrodite’s Child incisa da Silva Grissi (alias Silvana Aliotta), ed i sax sostituiscono la voce solista.
Segue nuovamente un brano dei Beatles, “Obladì Obladà”, eseguito dai The Juniors, che ritroviamo anche in un altro brano dei Beatles, “Help”, nel successo dei Deep Purple “Hush” ed in “Tuesday afternoon” dei Moody Blues.
“Colore” è uno strumentale firmato da Happy Ruggiero con un misterioso Savelli.
Il “Mattino” di Leoncavallo era stato inciso con un testo di Pallavicini da Albano; nell’album è presente una versione strumentale, così come “Ma che freddo fa” e “Ballliamo il casatschok”, che è inspiegabilmente firmata Mac Gillar invece di Rubaschkin, ma del resto in questo tipo di dischi non vi era molta cura per questi particolari.

LATO A

1) Eloise (Paul Ryan)
2) Hey Jude (John Lennon-Paul McCartney)
3) End of the world
4) Obladì Obladà (John Lennon-Paul McCartney)
5) Colore (Savelli-Happy Ruggiero)
6) Help (John Lennon-Paul McCartney)

LATO B

1) Ma che freddo fa (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) Hush (Joe South)
3) Mattino (mattinata) (Vito Pallavicini-Ruggero Leoncavallo)
4) Semplici parole (Danilo Pennone-Carlo Cordara)
5) Ballliamo il casatschok (Mac Gillar)
6) Tuesday afternoon (Justin Hayward)

domenica 28 ottobre 2012

Checco dei Giganti - Una donna da niente/Un bambino (1968)












Dopo lo scioglimento dei Giganti, con uno strascico di liti e polemiche, i quattro componenti si dedicano ai loro progetti solisti: Papes, come abbiamo visto in un precedente post, si dedica alla televisione, partecipando al teleromanzo musicale “La filibusta”, di cui incide la sigla, i due fratelli Mino e Sergio formano un duo mentre Checco Marsella passa alla Miura e forma un nuovo complesso, “Le cose dell’altro mondo” (di cui fa parte Daniele Guidazzi alla chitarra, il napoletano Tony Cicco, poco tempo dopo con la Formula Tre, alla batteria, Vittorio al basso, Alberto all'organo e Libero ai fiati) ed incide questo 45 giri per la Miura, l'etichetta di Lorenzo Sampietro.
“Una donna da niente” è un ¾ con una melodia che in certi punti ricorda un celebre classico del liscio, mentre il testo d'amore non è particolarmente originale.
Sul retro “Un bambino”, che è più originale sia musicalmente, con i fiati beatlesiani in evidenza nel finale, sia per il testo.
I testi di entrambi i brani sono di Riccardo Pradella, mentre le musiche sono di Giuseppe Moschini e Rosa Nisi, che altri non è se non la madre di Marsella, celebre pianista (mentre il padre Umberto era un altrettanto noto violinista); la copertina porta la firma di Mario Convertino.
Pochi mesi dopo Marsella partecipa, con scarso successo, al Festival di Sanremo con “Il sole è tramontato”.

1) Una donna da niente (Riccardo Pradella-Giuseppe Moschini-Rosa Nisi)
2) Un bambino (Riccardo Pradella-Giuseppe Moschini-Rosa Nisi)

giovedì 25 ottobre 2012

BEATi voi! n.12



E' uscito in questo mese il nuovo numero della rivista "BEATi voi!", completamente incentrata su interviste, reportages e discografie sui complessi italiani anni 50/60/70 (rock and roll, beat, progressive, psichedelia, pop...); scritta e diretta da Alessio Marino con la preziosa collaborazione di Graziano Vergnaghi, Massimiliano Bruno e del sottoscritto, ed edito dalla Beat Boutique '67, il Centro Studi sul Beat Italiano.
Il n° 12 ha una nuova grafica e un nuovo progetto editoriale e verrà distribuito a soli 13 EURO + s.s.
Alleghiamo il contenuto di questo nuovo volume, con i gruppi di riferimento delle singole interviste:

- INTERVISTA A LE ANIME / I SEIMILAUNO / I GONZALES / I RAGAZZI DEL CLAN 98... (CUNEO)
- INTERVISTA A LE PECORE NERE / I LITTLE BOYS (ROMA)
- INTERVISTA A I PRIVILEGE / I 4 DENNY'S / I RAMARRI... (ALESSANDRIA)
- INTERVISTA A GLI IM-PACT / JOHNNY SACCO GROUP (PARMA/REGGIO EMILIA/MODENA)
- INTERVISTA A LE MACCHIE ROSSE / VALERIO E I PHANTOM (LEGNANO)
- BEATSAPARESIDOS: GLI ORPHEON / I SOPRAVVISSUTI / MELISAM & THE SHOCKING / GIANNI RIVOLI E I SILVERSTARS / THE SPIRITUAL GROUP...
- L'APPROFONDIMENTO: LE RADICI DEI NEW TROLLS (PAY E I TERREMOTI, SKINTS, BATS, NAPOLEONE, PREISTORICI...)
- I FUMETTI BEAT: JOHNNY HONDA

Per ordini o maggiori informazioni potete visitare il sito della BEAT BOUTIQUE 67: http://xoomer.virgilio.it/bvfvma/

mercoledì 24 ottobre 2012

Don Miko - Susanna T./Occhi tristi (1971)












E dopo "Susanna B." nel post precedente su Alberto Tadini, oggi passiamo a "Susanna T.", canzone incisa dal cantante piemontese Pier Michele Bozzetti, noto come Don Miko (e, in anni successivi, con altri pseudonimi come "Miko" e "Miko Mission") ed incisa su 45 giri per la Cobra Record, etichetta per cui ha inciso anche Vasso Ovale.
Proprio Vasso mi ha dato qualche notizia su questa casa discografica in un'intervista realizzata per "Musica Leggera" ma purtroppo, per ora, ancora inedita:

Vito: Nel 1971 pubblichi Raffaella/Tu non sei come lei, per una casa discografica sconosciuta, la Cobra Record....
Vasso: Guarda, quella era un'etichetta di Parma che aveva messo su un sedicente conte Enrico Carrà....lui diceva di essere conte, ma ho i miei dubbi. Comunque si trattava di un'etichetta con una distribuzione molto scarsa.....

Ma ritorniamo a Don Miko...“Susanna T.” è scritta per quel che riguarda il testo da Valerio Negrini, il fondatore e primo batterista dei Pooh nonché storico paroliere del gruppo, ed in effetti la vicenda raccontata nei versi, con la storia di questa ragazza che si suicida per una delusione d’amore potrebbe far parte del repertorio di quel periodo del complesso; anche la musica, scritta dal fisarmonicista Tino Traverso, è melodica e ricorda lo stile di Facchinetti.
Traverso era già stato autore per Don Miko nel 1964, scrivendo "Non hai più niente per me" (con testo di Mario Coppola); nello stesso anno aveva anche partecipato come autore a "Un disco per l'estate", scrivendo "Non c'è stato niente", con testo di Giancarlo Testoni, per Carla Corti (che incideva per la Parlophon).
“Occhi tristi” è invece scritta da Rinaldo Prandoni, che si firma con lo pseudonimo “Complex”, ed è anch’essa una canzone melodica d’amore.
Il complesso che accompagna Don Miko è quello degli Amen, di cui ignoro la formazione, ma che dimostra nelle due canzoni di essere composto da musicisti preparati.

1) Susanna T. (Valerio Negrini-Tino Traverso)
2) Occhi tristi (Rinaldo Prandoni)