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sabato 13 giugno 2015

Goran Kuzminac - Contrabbandieri di musica (1987)












Oggi parliamo per la prima volta nel blog del cantautore italo-jugoslavo Goran Kuzminac, presentando il suo terzo album, "Contrabbandieri di musica", il primo inciso dopo l'abbandono della UNA, etichetta legata alla RCA e curata da Vincenzo Micocci, per la piccola Top Records (etichetta milanese distribuita dalla CGD).
Kuzminac, eccellente chitarrista acustico, è stato uno di quei personaggi venuti fuori in un periodo in cui l'attenzione sui cantautori era un po' in fase calante, un po' come Mario Castelnuovo o Marco Ferradini (con cui non a caso collaborò per un Q Disc che avrebbe dovuto agevolare il loro lancio), per cui vengono ricordati per alcune canzoni ("Teorema", "Sette fili di canapa", "Ehi ci stai" e poche altre) ma non sono riusciti ad imporsi come i colleghi diventati famosi in anni precedenti.
Proprio uno di questi colleghi, Antonello Venditti, è presente nel disco come produttore artistico di due canzoni, "Cosa ci fai nella mia vita" (bella canzone d'amore) e "Dove sei quando non ci sei" (entrambe infatti sono edite dalle edizioni musicali Stukas, di proprietà del cantautore romano), oltre che come corista.
Questo "Contrabbandieri di musica" ha dei suoni molto anni '80, che non si sposano con quella che era l'identità chitarristica dei dischi precedenti di Kuzminac: per intenderci, manca in questo disco un brano come "Stella del nord" o "Stasera l'aria è fresca", che con la già citata "Ehi ci stai" rimangono ancora oggi le canzoni più note del cantautore italo-jugoslavo.
Qualche arpeggio di chitarra acustica si ascolta solo in "Il barone rosso", sicuramente il brano migliore del disco, con il testo scritto in collaborazione con Gaio Chiocchio (peccato che poco dopo l'inizio entri una batteria invadente a rovinare tutto).
Al disco collabora Alberto Radius come produttore artistico (a parte i due ricordati prodotti da Venditti) e come chitarrista, mentre tra gli altri musicisti ci sono Fabio Piagnatelli e Rino Zurzolo al basso, Amedeo Bianchi al sax, Marco Rinalduzzi alle chitarre e Stefano Previsti alle tastiere.
Manca tra i musicisti un batterista.....e si sente, visto l'uso continuo di brutte batterie elettroniche.

LATO A

1) Contrabbandieri di musica (Goran Kuzminac)
2) Vogue (Goran Kuzminac)
3) Dove sei quando non ci sei (Goran Kuzminac)
4) Perfida Jonne (Goran Kuzminac)
5) Perchè mi telefoni ancora? (Goran Kuzminac)

LATO B

1) Malaria (Goran Kuzminac)
2) Gli specchi (Goran Kuzminac)
3) Cosa ci fai nella mia vita (Goran Kuzminac)
4) Il barone rosso (Goran Kuzminac-Gaio Chiocchio-Goran Kuzminac)


lunedì 8 giugno 2015

Statuto - Ci pensa Fonzie/In fabbrica (2014)




Il blog è fermo ormai da quasi un anno: abbiamo ricevuto parecchie mail e richieste di chiarimenti.
Sono tanti i motivi di questa attesa, una stanchezza generale ma anche una certa delusione per alcuni progetti su cui ho lavorato e che non sono poi andati in porto (in particolare un libro a cui tenevo moltissimo).
Dopo un po' di tempo però ho deciso che volevo ricominciare, e finalmente oggi il blog riprende la sua attività.
E, visto il periodo, ho pensato che questo nuovo 45 giri degli Statuto fosse l'ideale: ho apprezzato molto, in un'epoca in cui la musica è sempre più digitale, impalpabile ed eterea non solo per i supporti, la scelta del complesso torinese di pubblicare due nuove canzoni in vinile, una sul lato A ed una sul lato B.
Il brano sulla prima facciata, scritto dal cantante Oscar con la collaborazione per la parte musicale del chitarrista (bravissimo) Bumba, cioè Alex Loggia, è molto attuale: dietro la descrizione di Fonzie non è difficile individuare il personaggio politico a cui ci si riferisce....tra l'altro il gruppo è riuscito a coinvolgere, durante una sua visita in Italia, Henry Winkler, l'attore che in "Happy Days" impersonava Arthur Fonzarelli, nella foto di copertina, con in mano due cd del gruppo.
Sul lato B c'è invece la cover di una canzone dei Gang, scritta (come molte del gruppo marchigiano) dai fratelli Severini: Massimo partecipa alla registrazione, effettuata dal vivo in un locale torinese, ed è presente sul retro della foto di copertina.

1) Ci pensa Fonzie (Oscar Giammarinaro-Alex Loggia-Oscar Giammarinaro)
2) In fabbrica (Marino Severini-Sandro Severini)

mercoledì 9 luglio 2014

Ernesto Bassignano - Moby Dick (1975)












Torniamo dopo un po' di tempo a parlare di Ernesto Bassignano, presentando il suo secondo album (del primo ne abbiamo trattato in questo post) inciso per la RCA Italiana.
Come si sa, Bassignano è uno dei quattro ragazzi con la chitarra citato da Venditti in "Notte prima degli esami", e dei quattro era sicuramente quello più schierato politicamente.
Il disco per quel che riguarda la scrittura è a pieno titolo inseribile in quella che era la canzone d'autore di quel periodo: Bassignano scrive tutti i brani, tranne "Da terra arida", che è l'unico non inedito in quanto pubblicato su 45 giri nel 1972 (ne abbiamo parlato qui) e scritto insieme a Leo Capello, un amico di Enrico Manca che lavorava per il P.S.I.
Partecipano alle registrazioni Gianni Leone (Leo Nero) del Balletto di Brono alle tastiere, Franco Coletta (ex componente di Chetro & Co, in seguito negli Alunni del Sole) al basso e alle chitarre, Giorgio Battistelli alla batteria, Vito Contarini alle chitarre, suonate anche da Ettore De Carolis, che cura gli arrangiamenti.
La realizzazione è di Rino Gaetano che, secondo quel che mi ha raccontato lo stesso Bassignano nell'intervista pubblicata nel numero 3 di "Musica leggera" (di marzo/aprile 2009), sbagliò la velocità del nastro durante la messa a punto del master, rallentandolo leggermente, e questo spiega il tono della voce del cantautore, più bassa e cupa rispetto al suo solito.
Il disco non è mai stato ristampato in CD:


LATO A

1) Moby Dick
2) L'unica canzone
3) A Victor
4) Sole sulla gente
5) L'uomo col fucile

LATO B

1) Sto pensando
2) Da terra arida
3) Chiudere gli occhi
4) Non è stato Dio
5) Ninna nanna sorella

mercoledì 25 giugno 2014

Fiorella Giacon - Napulitano cha cha cha/Rimpianto d'amore (1959)












Ritorniamo a parlare di Fiorella Giacon, la cantante dell'orchestra Rosaclot di cui abbiamo già presentato un 45 giri a settembre 2013 ed un EP a settembre 2011, con questo 45 giri del 1959 (la matrice porta la data del 22 luglio) pubblicato dalla torinese Excelsius.
"Napulitano cha cha cha" è una canzone "made in Turin", visto che la musica è di Giovanni Rosa Clot ed il testo di Armando Costanzo: una melodia carina che riecheggia più il mambo che il cha cha cha, mentre il testo racconta una storia d'amore tra due ragazzi napoletani, e fa specie il fatto che né gli autori né l'interprete abbiano a che fare con Napoli.
"Rimpianto d'amore" è invece la cover di "(All of a sudden) My heart sings", un terzinato inciso nella versione originale da molti interpreti tra cui Duke Ellington (nel film "Anchors aweigh"), Johnnie Johnston e Paul Anka ed in francese da Charles Trenet con il titolo "En écoutant mon cœur chanter", con un testo d'amore abbastanza di maniera scritto da Decio Ardo (pseudonimo di Matteo Treppiedi).
Molti ascoltando questo brano riconosceranno la melodia di una canzone incisa qualche anno dopo da Fausto Leali, "Per un momento ho perso te", che è in effetti una cover di "My heart sings" con un testo diverso scritto da Mogol, e che trovate come bonus track (grazie Vampiro) insieme alla versione del 1959 di Paul Anka.
Bella la voce della Giacon, che si mette in evidenza in entrambi i brani, con un acuto nel finale di "Rimpianto d'amore".

1) Napulitano cha cha cha (Armando Costanzo-Giovanni Rosa Clot)
2) Rimpianto d'amore (Decio Ardo-Henri Herpin)
Bonus track: 3) Paul Anka - (All of a sudden) My heart sings (1959)
                    4) Fausto Leali - Per un momento ho perso te (1967)

sabato 21 giugno 2014

Corrado Castellari - Gente così come noi/La signora Sofia (1976)






















Tra i molti personaggi del mondo musicale che ci hanno lasciato in questi ultimi mesi, Corrado Castellari è stato sicuramente uno di quelli che è stato meno ricordato, sicuramente perché il grossodella sua attività è stato dietro le quinte, come autore, spesso in collaborazione con il fratello Camillo, per cantanti come Iva Zanicchi, Mina, Ornella Vanoni (e in questo blog ne abbiamo accennato a proposito di "La balordaggine", interpretata da Bruno Lauzi, e di "Se il giro del mondo", per la cantante torinese Laura Carlini); tuttavia ha avuto anche una carriera come cantautore, ed oggi presentiamo un suo 45 giri pubblicato dalla Ricordi nel 1976 con due canzoni scritte entrambe insieme a Camillo (la cui scrittura risale all'anno prima, come riportato sul retro di copertina).
"Gente così come noi" è una ballata musicalmente interessante e ben arrangiata, con un testo d'amore forse un po' debole: peccato perché sicuramente con altre parole la canzone avrebbe avuto tutt'altro peso.
"La signora Sofia" è, da questo punto di vista più interessante, raccontando con un linguaggio ricercato che spesso fa uso di metafore la vicenda di una signora matura ma ancora piacente che attira le attenzioni di un giovane, una storia un po' alla Ivan Graziani (avete presente "Signora bionda dei ciliegi"?).
In questo brano, che inizia con un accompagnamento di chitarra arpeggiata, è presente l'orchestra d'archi diretta da Claudio Fabi.
Il disco è prodotto da Sandro Colombini, che non ha certo bisogno di presentazioni.

1) Gente così come noi (Camillo e Corrado Castellari)
2) La signora Sofia  (Camillo e Corrado Castellari)

domenica 8 giugno 2014

Beppe d'Môncale' - Le canssôn d'Beppe d'Môncale' (1966)













Di Beppe Morano avevamo parlato presentando un suo 45 giri del 1970; quest'oggi invece recensiamo il suo primo album del 1966 (la matrice è datata 28 maggio) pubblicato dalla Cricket, che era una sottoetichetta della Fonit-Cetra.
In realtà la recensione vera e propria del disco la potete trovare in questi due articoli pubblicati ad agosto da "La Stampa" e da "Stampa Sera", per cui non ci dilunghiamo sull'analisi dei singoli brani, di cui evidenziamo solo "'L _Beatles_ d' Porta Pila" per il tema particolare (d'altronde si era in piena era beat...) e "La piola dij rubinet" perché è stata ripresa in seguito da Mario Piovano, che è anche citato nella copertina dell'album.
Piovano è del resto l'autore di quasi tutti i brani del disco, ed anche quelli tradizionali (che sono "I forestè", "'L ciocaton" e appunto "La piola dij rubinet") sono comunque rielaborati da lui, mentre i testi sono del giornalista Piero Novelli con la collaborazione in due brani di Franco Roberto.
Novelli firma anche la presentazione del disco che potete leggere nel retro di copertina.
Beppe Morano è accompagnato alla fisarmonica da Piovano e alla chitarra da Gino Luone.


LATO A

1) 'L tango dj' ajassin (Piero Novelli-Mario Piovano)
2) La banda dij cioch (Franco Roberto-Piero Novelli-Mario Piovano)
3) I forestè (tradizionale)
4) Che sumia (Franco Roberto-Piero Novelli-Mario Piovano)
5) Pizzo alla greca (Sandro Gatti Goria)
6) Pautasso Lice (Piero Novelli-Mario Piovano)

LATO B

1) 'L bateur
2) 'L ciocaton (tradizionale)
3) La portiera dij Molass (Piero Novelli-Mario Piovano)
4) 'L tombarel (Piero Novelli-Mario Piovano)
5) La piola dij rubinet (tradizionale)
6) 'L _Beatles_ d' Porta Pila (Piero Novelli-Mario Piovano)

venerdì 30 maggio 2014

Sugar and Candies - Voulez vous danser/My woman (1977)




Dopo un periodo di varie attività molto intense che hanno di conseguenza fermato il blog, riprendiamo da oggi (e speriamo con rinnovata continuità) con un post di quelli che vanno a ripescare nel passato dei nomi noti, all'inizio della loro carriera quando ancora non erano stati raggiunti dalla fama.
Nel 1977 la UP, una delle tante etichette in cui Walter Gurtler ha organizzato il gruppo Saar (tra le tante ricordiamo le prime, la Celson e la Music, e poi la Jolly, la Joker, la Stella, l'Harmony, la Lotus...), pubblica questo 45 giri del complesso Sugar and Candies, il cui nome significa "zucchero e canditi".
Credo che a questo punto molti di voi avranno capito chi è il cantante e chitarrista del gruppo: si tratta di
Adelmo "Zucchero" Fornaciari che, prima di raggiungere la fama nel decennio successivo, ha affrontato lunghi anni di gavetta in varie formazioni toscane ed emiliane, a partire da Le Nuove Luci, con cui aveva debuttato discograficamente nel 1971 (con il 45 giri "Canto di maggio/Juanita").
I canditi in questione sono Bruno Mosti, alla voce e alle tastiere, Fabrizio, batterista di Prato, Alfonso, di Carrara, alla seconda chitarra, Gary alla seconda batteria (Sugar and Candies suonano infatti con due batterie) ed un bassista di cui non sono riuscito a reperire il nome.
Grazie al produttore Romolo Ferri, con cui Fornaciari ha già lavorato in passato, ottengono un contratto con la Saar per cui pubblicheranno quattro 45 giri che passeranno inosservati: questo è il primo, e contiene sul lato A una canzone scritta dallo stesso Ferri (che sull'etichetta si firma Roferri ed in SIAE con il suo vero nome, e cioè Albino Mammoliti), un brano di discomusic abbastanza dozzinale come se ne producevano tanti in quel periodo in Italia, cantato da Zucchero e da Mosti a due voci.
Molto più interessante la ballata sul lato B del disco, "My woman", firmata Uones-Capogh-Roferri nell'etichetta, ma depositata in SIAE da Albino Mammoliti per la musica e da Ronald Hugo Jones (cioè Ronnie Jones) per il testo: per cui è evidente che Uones è un errore di stampa, mentre invece Capogh è lo pseudonimo usato spesso da Carlo Poggiani (che in SIAE risulta come non amministrato).
In seguito Zucchero reinciderà la canzone con un nuovo testo, scritto da Gino Paoli (come ha raccontato lo stesso Fornaciari nel suo libro "Il suono della domenica"), ed il titolo "Bambino io, bambino tu", trasformandola in un bel brano reggae (tra le cose migliori del suo album best-seller "Blues"), ed anche Paoli la riproporrà in un suo disco dal vivo.
La cosa strana è che in Siae Paoli risulta, con Albino Mammoliti, autore della musica, mentre il testo è firmato da Zucchero e da Ronnie Jones (autore del testo originale).


1) Voulez vous danser (Albino Mammoliti)
2) My woman (Ronnie Jones-Carlo Pogggiani-Albino Mammoliti)
Bonus track:
3) Zucchero Fornaciari - Bambino io, bambino tu (Zucchero Fornaciari-Ronnie Jones-Albino Mammoliti-Gino Paoli)
4) Gino Paoli - Bambino io, bambino tu (Zucchero Fornaciari-Ronnie Jones-Albino Mammoliti-Gino Paoli)

domenica 30 marzo 2014

Piero Montanaro - Fiore d'ingenuità/Mondo di carta (1977)












Ritorniamo a parlare del cantautore piemontese Piero Montanaro, del quale tempo fa avevamo presentato un 45 giri, con un'altra incisione pubblicata nel 1977 dalla
Come si può vedere dai nomi degli autori, continua comunque la collaborazione con Vittorio De Scalzi e Mauro Panattoni, che scrivono le musiche dei due brani; le due canzoni inoltre sono registrate allo "Studio G" di Genova.
I testi invece sono scritti da Montanaro con Lanfranco Busnelli, paroliere tra l'altro di alcuni brani di Simone Tomassini.
"Fiore d'ingenuità" ricorda certe melodie dei New Trolls di quel periodo (1976-1978), con un testo d'amore; anche "Mondo di carta" è una canzone d'amore, musicalmente più melodica, ed entrambi i brani si distaccano da quella che sarà la produzione successiva di Piero Montanaro.

1) Fiore d'ingenuità (Piero Montanaro-Lanfranco Busnelli-Mauro Panattoni-Vittorio De Scalzi)
2) Mondo di carta (Piero Montanaro-Lanfranco Busnelli-Mauro Panattoni-Vittorio De Scalzi)

martedì 18 marzo 2014

Sergio Endrigo - Canzoni venete (1976)




Oggi esaudiamo una delle richieste che sono pervenute al blog con questo bel disco di Sergio Endrigo, che inaspettatamente è stato richiesto da più utenti in più occasioni: inaspettatamente perché si tratta di un disco di canzoni folk dell'area veneta, e non è certo uno dei dischi più noti di Endrigo, pur essendo sicuramente uno dei più interessanti.
Non è mai stato stampato in CD, come peraltro altri LP del cantautore: qualche tempo fa la figlia Claudia, che con caparbietà e costanza porta avanti la memoria del suo papà, si era data da fare per fare pressioni sulla Warner (che, se non vado errato, detiene i diritti della Fonit-Cetra) per ristampare in digitale i dischi del padre, ed in effetti qualcosa era stato pubblicato, compresa una doppia raccolta dei 45 giri: non sono stati invece stampati i dischi registrati per la Vanilla, quelli per l'RCA e quelli per la Ricordi, tra cui appunto questo "Canzoni venete".
Tra l'altro con l'occasione di questo post possiamo festeggiare il compleanno (o per meglio dire l'anniversario del suo acquisto da parte del cantautore)  di Paco, il pappagallo brasiliano a cui Endrigo in collaborazione con Vinicius dedicò una celebre canzone, recentemente riproposta da Alessio Lega.
E al pappagallo si collega la canzone che apre il disco, "El merlo", non solo perché si tratta in entrambi i casi di volatili, ma perché l'arrangiamento del brano lo ricorda, ed è anch'essa una canzone per bambini.
Tutt'altra l'atmosfera di "El ben che te voj", delicata canzone d'amore acustica arrangiata (come tutti gli altri brani, che sono tradizionali) da Gianfranco Lombardi.
Mia Martini canta con il cantautore in "O dona lombarda" e in "Cecilia", che in realtà sono due brani che si ritrovano in molte tradizioni del Nord Italia, non solo in Veneto: ne esistono versioni in lombardo e in piemontese (la prima è stata incisa tra gli altri anche dai Cantovivo nel disco "Leva la gamba" e da Angelo Branduardi nell'album "Futuro antico III"); in "O dona lombarda" inoltre suona la chitarra Ettore Cenci.
"La dona grassa" è un altro tema presente in moltissime tradizioni, anche al sud: basta pensare che negli ultimi versi del brano veneto di parla della donna riccia che per ogni riccio ha un capriccio, e viene in mente il pugliese Domenico Modugno con "La donna riccia"; la canzone è poi stata modificata nel testo alla fine dell'800 dagli anarchici, diventando la celeberrima "Bandiera nera", e così versi come "La donna grassa non la voglio no, perché de notte la me sconquassa, la donna grassa non la voglio no" sono sostituiti da "Bandiera nera non la voglio no, perché l'è il simbolo della galera, bandiera nera non la voglio no".
"Fa la nana bel bambin" e "Nana bobò" sono due ninnenanne delicate, seguite da una canzone in cimbro, e che per questo motivo è l'unica di cui all'interno della copertina sia riportata la traduzione, "Da orch in Martal", che nel finale si trasforma in una marcetta.
Molto conosciute sono "O Dio del cielo" e "Me compare Giacometo", in cui il protagonista è in realtà il suo gallo, a cui la padrona tira il collo.
"Che bele tetine che ga la Marianna" è un valzer lento, mentre conclude il disco "No la sa cusir".
Un album con cui probabilmente Sergio Endrigo, che come sappiamo era istriano di Pola, si riappropria in un certo modo delle sue radici musicali popolari, essendo per motivi storici l'Istria da sempre legata a Venezia (ricordiamo che storicamente il territorio della Repubblica Marinara di Venezia, la Serenissima, ha avuto un'unità politica, economica e linguistica di poco più di 700 anni).

LATO A

1) El merlo
2) a) El ben che te voj
    b) O dona lombarda
3) El Mario de Pagia
4) a) La dona grassa
    b) Se te tol 'na dona grassa
5) a) Longa longa
    b) Vilota
6) Questa è la note che non dormo in leto

LATO B

1) Cecilia
2) a) Fa la nana bel bambin
    b) Nana bobò
3) Da orch in martal
4) a) O Dio del cielo
    b) Che bele tetine che ga la Marianna
5) Me compare Giacometo
6) No la sa cusir

venerdì 14 marzo 2014

Gipo Farassino - Turin bel cheur (1979)












Nel 1979 Gipo Farassino ritorna per la terza volta alla Fonit-Cetra, dopo la prima parentesi alla Polydor e la seconda alla Feeling Record, piccola etichetta distribuita dalla CGD: è l'ultimo periodo in cui la casa discografica ha ancora la sede torinese in via Bertola, che di lì a poco verrà chiusa ed accorpata a Milano.
Il disco, registrato in un'unica seduta il 4 settembre, si apre con la title track, un motivo allegro che rende omaggio alla città natale di Gipo
"La prima volta" è un valzer che racconta l'amore giovanile per una certa Monica, con cui il protagonista della canzone (paragonato dalla ragazza a John Travolta) vorrebbe vivere la sua prima volta, ma giunto al momento cruciale ha un'amara sorpresa, mentre "Barrierante's night" è un blues in cui la voce di Gipo ricorda alcune cose di Buscaglione.
"Per Valentina" è una fiaba dedicata ad una delle due figlie del cantautore (l'altra è Caterina), mentre "El temp dle fiur" conclude il lato A.
"Campa la ciav" che apre il lato B è una tarantella, con tanto di mandolino, che in alcuni passaggi strumentali fa venire in mente "Don Raffae'" di Fabrizio De André (posteriore però di più di dieci anni), mentre "Serenada a mama", "Mia solitudine" e "Stà libertà" sono canzoni nate all'interno di due spettacoli teatrali di Gipo, e sono tre canzoni molto poetiche (per quei pochi ahimè che riescono a capire i testi).
"Turin 78" inizia come una marcia per poi trasformarsi in ballata, con un testo particolare che paragonando la Torino del passato con quella della fine degli anni '70 cita anche l'assassinio di Carlo Casalegno da parte delle Brigate Rosse.
Sul retro di copertina vi è una presentazione del disco scritta dal regista Massimo Scaglione (il marito della celebre ballerina Loredana Furno).
L'album è arrangiato da Romano Farinatti, collaboratore abituale di Gipo ed autore delle musiche di due canzoni, "Barrierante's night" e "Turin 78"; tra i musicisti che partecipano all'incisione ricordiamo il noto chitarrista Luigi Catalano, oltre al contrabbassista Giorgio Marotti e a Claudio Farinatti, fratello di Romano, alla batteria e alle percussioni.

LATO A

1) Turin bel cheur (Gipo Farassino)
2) La prima volta (Gipo Farassino)
3) Barrierante's night (Gipo Farassino-Romano Farinatti)
4) Per Valentina (Gipo Farassino)
5) El temp dle fiur (Gipo Farassino)

LATO B

1) Campa la ciav (Gipo Farassino)
2) Serenada a mama (Gipo Farassino)
3) Turin 78 (Gipo Farassino-Romano Farinatti)
4) Stà libertà (Gipo Farassino)
5) Mia solitudin (Gipo Farassino)

domenica 9 marzo 2014

Bruno Lauzi - Alla grande... (1979)













Oggi presentiamo un altro album di Bruno Lauzi: siamo alla fine degli anni '70, e "Alla grande..." è il terzultimo LP inciso per la Numero Uno (seguiranno un Q disc e nel 1983 "Palla al centro", di cui prima o poi ci occuperemo).
Il disco contiene anche due brani pubblicati nel 1978 su 45 giri, "Ah l'amore" e "Sconosciuto amore mio": il primo aveva partecipato al Festivalbar in quell'anno, ed è forse la canzone più nota dell'album, insieme a "Canzone d'amore" e la divertente "L'uomo bamba", entrambe pubblicate anch'esse su 45 giri poco prima dell'uscita dell'album.
Non vi sono novità particolari nelle canzoni: lo stile è quello tipico di Lauzi, ma vi sono molti brani interessanti e piacevoli, tra cui (come è ormai abitudine nei dischi del cantautore genovese) una cover di Paolo Conte, "Bartali", in cui l'avvocato suona il pianoforte; ricordiamo che nello stesso anno era stata pubblicata sia la versione originale sia la celeberrima cover di Jannacci (nell'album "Fotoricordo").
La title track contiene una citazione polemica verso Eugenio Finardi: nel disco precedente, in "Io canterò politico", veniva citato Guccini (in modo, bisogna dire, molto più amichevole), ed è con questo brano che "Alla grande" si colloca in continuità.
Da citare inolte "Pensa per te", con musica di Simonluca, e "La balordaggine", scritta dai fratelli Camillo e Corrado Castellari (come sapete, quest'ultimo ci ha lasciato qualche mese fa).
Tra i coristi è da citare Marco Ferradini, che poco prima ha iniziato la carriera come solista.
Produce Alessandro Colombini, che si occupa anche degli arrangiamenti (tranne che per "Bartali", che arrangia con Conte, e "Pensa per te", in cui collabora con Simonluca).

LATO A

1) Canzone d'amore (Bruno Lauzi)
2) Bartali (Paolo Conte)
3) Sconosciuto amore mio (Bruno Lauzi)
4) L'uomo bamba (Bruno Lauzi)
5) Canzone disperata (Bruno Lauzi)
6) Alla grande (Bruno Lauzi)
 
LATO B


1) Ah...l'amore (Bruno Lauzi)
2) Marianna (Bruno Lauzi)
3) Pensa per te (Bruno Lauzi-Simonluca)
4) La macchina (Bruno Lauzi)
5) La balordaggine (Camillo e Corrado Castellari)
6) Passatempo (Bruno Lauzi)

martedì 4 marzo 2014

Paolo Comorio - Il soldato/Una valle-Un richiamo-Una preghiera (1964)













Di Paolo Comorio avevamo parlato presentando due 45 giri di Giorgio Santiano: il maestro pinerolese (ma adottato da Diano Marina) lo ritroviamo anche in questo disco di Comorio (inciso con il gruppo beat dei 55 Springs), di cui Santiano è autore delle musiche.
I testi sono invece di Tito Orbecchi, sconosciuto paroliere piemontese: per fortuna ci viene in soccorso la copertina di questo disco, che sul retro ha alcune notizie biografiche e ci informa che è nato il 26 febbraio 1911 a Villafranca Piemonte, e questo dovrebbe essere il suo primo disco inciso come autore.
Il brano sul lato A, "Il soldato", è una canzone antimilitarista con una musica in stile beat e la batteria che risulta in evidenza sugli altri strumenti.
Sul retro un lento con la chitarra elettrica in evidenza e un organo che accompagna il cantato; il testo è d'amore, tutto sommato abbastanza banale.
Il disco è pubblicato dalla Artis, etichetta di proprietà di Santiano.

1) Il soldato (Tito Orbecchi-Giorgio Santiano)
2) Una valle-Un richiamo-Una preghiera (Tito Orbecchi-Giorgio Santiano)

mercoledì 26 febbraio 2014

AA.VV. - Triunfadores de San Remo '71 (1971)












Come avevano anticipato nell'ultimo post, c'era ancora un'appendice sanremese, ed è il disco di oggi che, pur essendo intitolato "Triunfadores de San Remo '71", in realtà contiene anche canzoni che con quell'edizione del festival non hanno nulla a che fare.
Ed anche sulla lingua non c'è uniformità: nel disco vi sono canzoni in italiano ed altre in spagnolo, ed inoltre alcune hanno in copertina e sull'etichetta il titolo in spagnolo, pur essendo in realtà in italiano.
Interessanti sono le traduzioni di brani come "Maravilloso" di Modugno (una canzone di quelle che non c'entravano con il festival) o "La cancion que trae la fortuna".
Sicuramente "Lo schiaffo", pur essendo un brano partecipante, non può certo essere annoverato tra quelli "trionfatori" di Sanremo, né nella versione dei Gens, presente nell'album, né in quella di Jordan.
Comunque un disco interessante e particolare.

LATO A

1) Nada - Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) José Feliciano - Que serà (Franco Migliacci-Carlo Pes-Jimmy Fontana)
3) Lucio Dalla - 4/3/1943 (Paola Pallottino-Lucio Dalla)
4) Domenico Modugno - Maravilloso (Lecha-Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
5) Nicola Di Bari - Agnese (Nicola Di Bari)
6) Tony Renis - La cancion que trae la fortuna (Medi Mandour-Alberto Testa-Orfelio Cesas-Tony Renis)

LATO B

1) Domenico Modugno - Como estas (S. Marauda-Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
2) Nicola Di Bari - Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
3) Nada - Insieme mai (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
4) Lucio Dalla - Il fiume e la città (Sergio Bardotti-Lucio Dalla)
5) Gens - Lo schiaffo (Giandiego Deriu-Vincenzo Barsanti)
6) José Feliciano - Pegao (José Feliciano)

domenica 23 febbraio 2014

Lucia Rizzi - L'addio/Amore vero (1970)













Ultimo post sanremese di quest'anno (o quasi, come vedremo con il prossimo) per la cantante torinese (ma la famiglia è di origine pugliese, il padre è un pittore) Lucia Rizzi, che vince il festival di Castrocaro l'anno precedente (insieme a Dino Drusiani) e quindi ottiene il diritto di partecipare al Festival l'anno successivo

"L'addio" è un valzer lento scritto da Sergio Bardotti per il testo, mentre la musica è firmata da quattro musicisti, Andrea Lo Vecchio, Plinio Maggi, Giorgio Antola e Michele Francesio: questi ultimi due però nell'etichetta scompaiono, mentre per errore Maggi è riportato come Raggi.
Tante firme per una canzone decisamente non memorabile, che infatti non ottiene alcun riscontro di vendita.
Con "Amore vero" la Rizzi partecipa al programma televisivo condotto da Pippo Baudo "Settevoci": il brano è decisamente più moderno rispetto al lato A, e la musica è scritta da Laura Giordano e Gian Piero Reverberi (che però non appare sull'etichetta tra gli autori), mentre il testo è di Rosario Leva.

Entrambi i brani sono arrangiati da Gian Piero Reverberi, che cura anche la produzione del disco.
 La Rizzi, dotata di una buona voce, non continua la carriera nella musica leggera.

1) L'addio (Sergio Bardotti-Andrea Lo Vecchio-Plinio Maggi-Giorgio Antola-Michele Francesio)
2) Amore vero (Rosario Leva-Laura Giordano-Gian Piero Reverberi)

sabato 22 febbraio 2014

AA.VV. - Sucedio en...SanRemo '72 (1972)












Il post sanremese di oggi è un disco inciso in spagnolo con alcune canzoni del festival del 1972: pubblicato dalla RCA in Messico, non tutte le canzoni sono eseguite dall'interprete originale, ma, nei casi di cantanti non appartenenti alla casa discografica di via Tiburtina, sono sostituiti da interpreti dell'RCA o di etichette del gruppo.
"Jesahel" dei Delirium, ad esempio, è cantata dai "Capitolo 6", che incidevano per la IT, mentre "Mediterraneo" di Milva è interpretata da Louiselle, che in quel periodo se non erro incideva per la Erre, e "Non voglio innamorarmi mai" di Gianni Nazzaro è qui cantata da Claudio Baglioni, ancora pre-maglietta fina.
Non ho invece notizie su Graciela che canta "Montagne verdi" di Marcella: presumo che si tratti di una cantante latinoamericana.
Il disco è interessante proprio per il fatto di presentare versioni inconsuete di brani a volte anche molto noti.
Nicola Di Bari è l'unico artista presente due volte: infatti la sua, essendo la canzone vincitrice, è presente sia in italiano, "I giorni dell'arcobaleno", che in spagnolo come "Los dias del arco iris".
Per quel che riguarda gli autori, ci sono due particolarità legate a due canzoni: la prima è "Amici mai", cantata da Rita Pavone, il cui testo è di Fabio Massimo Cantini, che usa lo pseudonimo Argante, mentre Mario Vicari, autore della musica, si firma Caviri.
L'altro brano è "Vado a lavorare, che è firmato per il testo da Petaluma, che è lo pseudonimo di Mimma Gaspari; non propriamente un successo per Morandi, anzi potremmo quasi dire che con il flop di questo disco il cantante di Monghidoro iniziò un periodo di crisi che, come sappiamo, durò alcuni anni.
Tra le altre canzoni, vi sono le versioni spagnole di "Piazza Grande" di Lucio Dalla (che in copertina è fotografato mentre suona la chitarra, strumento per lui inconsueto tant'è che non ne ricordo altre sue con questo stumento), "Un calcio alla città" di Domenico Modugno, in versione ecologica, "Come le viole" del bravo Peppino Gagliardi e una decisamente trscurabile "Il re di denari" di Nada.


LATO A

1) Nicola Di Bari - Los dias del arco iris (Carmen Garcia Lecha-Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)
2) Nada - El rey de oros (Marauda-Franco Migliacci-Claudio Mattone)
3) Claudio Baglioni - No quiero enamorarme mas (Moreno Signorini-Giancarlo Bigazzi)
4) Louiselle - Mediterraneo (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
5) Capitolo 6 - Jesahel (Franco Terry-Ivano Fossati-Oscar Prudente)
6) Rita Pavone - Amigos no (Carmen Garcia Lecha-Fabio Massimo Cantini-Mario Vicari)
7) Gianni Morandi - Voy a trabajar (Marauda-Petaluma-Franco Migliacci-Vittorio Tariciotti-Marcello Marrocchi)

LATO B

1) Peppino Gagliardi - Como violetas (Gaetano Amendola-Peppino Gagliardi)
2) Lucio Dalla - Plaza Grande (Marauda-Giancarlo Baldazzi-Sergio Bardotti-Lucio Dalla-Rosalino Cellamare)
3) Graciela - Montañas verdes (Giancarlo Bigazzi-Gianni Bella)
4) Capitolo 6 - Te quiero (Franco Terry-Gian Pieretti-Ricky Gianco)
5) Louiselle - Gira el amor (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
6) Domenico Modugno - Un puntapié a la ciudad (Carmen Garcia Lecha-Riccardo Pazzaglia-Mario castellacci-Domenico Modugno)
7) Nicola Di Bari - I giorni dell'arcobaleno (Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)

giovedì 20 febbraio 2014

Franco Tozzi - Non a caso il destino ci ha fatto incontrare/Per questo amore (1965)













Prima di passare al post di oggi, due cose legate invece all'attualita: oggi ho ascoltato al TG2 delle 13 un servizio sulla serata di ieri del festival, e a un certo punto la giornalista, parlando di Baglioni, ha detto (più o meno testualmente): "Il cantautore ha presentato la canzone che, trent'anni fa, aveva lanciato proprio dal festival e che fu indicata in seguito come la canzone del secolo". Ora: tutti sappiamo che la canzone a cui si riferisce la giornalista, "Questo piccolo grande amore", è stata incisa nel 1972 (quindi non trent'anni fa ma quarantadue), non è stata lanciata dal festival poiché Baglioni non ha mai partecipato in gara e quando l'ha presentata come ospite, nel 1985, il brano era stranoto con varie incisioni dal vivo, in studio ed anche all'estero....ho cambiato canale, ho visto il TG1 e lì hanno dato la notizia della morte di Gianni Borgna a 76 anni (si sarà trattato di un lapsus, invertendo nella lettura le cifre, visto che è morto a 67 anni?).
Passiamo a Franco Tozzi, che è meglio....il secondo post sanremese di quest'anno, post che è anche torinese, secondo la regola del blog dell'alternanza.
Nel 1965 il fratello maggiore di Umberto partecipò al festival (in quanto vincitore di Castrocaro l'anno precedente) con una canzone scritta da Carlo Alberto Rossi con il testo della moglie Marisa Terzi, che usa lo pseudonimo "Antartide"; "Non a caso il destino ci ha fatto incontrare" non è certo tra i brani più memorabili del Bacharach italiano, anche se nello sviluppo melodico si riconosce il suo stile.
L'arrangiamento e la direzione d'orchestra sono di Enzo Ceragioli, celeberrimo direttore già attivo ai tempi dell'Eiar.
Sul lato B una canzone più ritmata, scritta per il testo dalla cantante calabrese Flora Gallo (anche lei usa come la Terzi uno pseudonimo, Flogal) e per la musica dal marito Virgilio Braconi.
L'arrangiamento e la direzione d'orchestra in questo brano sono curati dal Maestro Giancarlo Chiaramello.

1) Non a caso il destino ci ha fatto incontrare (Marisa Terzi-Carlo Alberto Rossi)
2) Per questo amore (Flora Gallo-Virginio Braconi)