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giovedì 30 maggio 2013

Katyna Ranieri - Amanti e briganti-Fatti e canzoni di casa mia (1972)

 
Una delle interpreti italiane dimenticate e meritevoli di essere riscoperta è senza dubbio la toscana Katyna Ranieri: in questo paese senza memoria gli artisti che dovrebbero essere ricordati e magari anche studiati vengono invece ignorati del tutto.
L’album che presentiamo si intitola “Amanti e briganti-Fatti e canzoni di casa mia”, è stato pubblicato dall’RCA Italiana ad ottobre del 1972 in una bella confezione apribile, con all’interno una foto della cantante mentre in copertina vi è un disegno realizzato dallo studio “Up and Down” che riassume un po’ l’atmosfera del disco; sul retro una presentazione dell’album opera di Cesare Zavattini ed alcune note che spiegano la nascita delle canzoni ed il contesto in cui questi brani si sono diffusi.
Per lo più si tratta di canti popolari rielaborati per quel che riguarda le musiche da Riz Ortolani, che come sappiamo è il marito della cantante, e da padre Jean Marie Benjamin, sacerdote francese che aveva collaborato con Ortolani anche per la colonna sonora di “Fratello Sole, Sorella Luna” di Zeffirelli; in “Picchia picchia” e “Chi vuol esser lieto sia” collabora anche alle musiche Luciano Raggi. Nonostante in copertina venga riportata correttamente la dicitura “Anonimo” come autore dei testi, in SIAE essi risultano tutti depositati a nome della stessa Ranieri.
Il disco è veramente piacevole e curato, e molte sono le canzoni degne di nota, da “Il maschio di Volterra” alla notissima “Maremma amara”, da “Chi vuol esser lieto sia” (tratta dal “Trionfo di Bacco e Arianna” di Lorenzo de’ Medici, che musicalmente richiama le atmosfere rinascimentali tipiche di Branduardi) all’”Addio del volontario”, fino alla conclusiva “La Fedora”, una “Murder Ballad” che se fosse tradotta in inglese potrebbe essere cantata con risultati notevoli da Nick Cave.
Un disco, ovviamente, mai ristampato in cd.

LATO A
1) Il maschio di Volterra (Katyna Ranieri-Riz Ortolani)
2) Picchia picchia (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin-Luciano Raggi)
3) Maremma amara (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin)
4) Lamento del contadino (Katyna Ranieri-Jean Marie Benjamin)
5) Colgo la rosa (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin)

LATO B
1) Lettere del brigante Tiburzi (Katyna Ranieri-Jean Marie Benjamin)
2) Giovanottino mi piacete tanto (Katyna Ranieri-Riz Ortolani)
3) Addio del volontario (G. Malenchini-Carlo Romani)
4) Mia bella Annina (Katyna Ranieri-Riz Ortolani)
5) Chi vuol esser lieto sia (Lorenzo il Magnifico-Riz Ortolani-Luciano Raggi)
6) La Fedora (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin-Luciano Raggi)

martedì 28 maggio 2013

Domenico Serengay - Forza Juve/La ballata dei numeri (1962)













Quale occasione migliore per parlare di questo disco che il trentunesimo scudetto della Vecchia Signora? Forse qualcuno ricorderà che della canzone sul lato A abbiamo già parlato tempo fa in un altro post: la novità però è che oggi presentiamo l'edizione originale di questo brano, che risale al 1962 e che era stata pubblicata su 45 giri dalla Serma, l'etichetta fondata dallo stesso Seren Gay e da Mario Marcucci.
Come si può vedere, il fronte della copertina è uguale (nella ristampa cambia solo il numero di catalogo), mentre il retro è invece leggermente diverso (pur essendo la foto del cantante la stessa).
A proposito di Seren Gay, ho trovato alcune notizie su di lui in due numeri del 1958 di una rivista musicale, "Il mio club" (molto interessante perché non trattava dei "soliti noti" ma anche degli artisti minori"; nel primo, risalente a giugno del 1958, si racconta la sua carriera come attore di teatro, mentre nel secondo, che è invece di settembre dello stesso anno, si racconta che sta effettuando una serie di esibizioni con la sua orchestra (di cui viene pubblicata anche una fotografia) al Casinò de Paris di Amburgo.
Tornando invece alle due canzoni contenute in questo disco, come avevamo ricordato nel precedente post, "Forza Juve" (scritta da Seren Gay insieme a Marcucci) musicalmente ha un'aria un po' paesana, è una marcetta non particolarmente originale; più interessante è sicuramente il retro, "La ballata dei numeri", che ha un testo molto particolare in quanto è costituito proprio.....da numeri!
Un'idea demenziale ante litteram, insomma.
Come autore della musica si affianca a Marcucci il maestro Barimar, di cui abbiamo parlato più volte.
In entrambi i brani suona l'orchestra di Mario Marcucci.

1) Forza Juve (Domenico Serengay-Mario Marcucci)
2) La ballata dei numeri (Domenico Serengay-Mario Marcucci-Barimar)

mercoledì 22 maggio 2013

Rinaldo Del Monte – E’ morta la paura (1979)



Dopo aver raggiunto una certa notorietà con "Bonnie & Clyde" Rinaldo Ebasta continua ad incidere alcuni 45 giri per la Ariston e per la sua sottoetichetta First, per passare poi alla Durium, alla Bentler ed alla Ricordi, ma finendo lentamente nel dimenticatoio.
Decide allora di riappropriarsi del suo vero cognome, Del Monte, e di avvicinarsi alla canzone con tematiche religiose: pubblica così nel 1979 per la Monitor (etichetta distribuita dalla RCA Italiana) un’album intitolato “E’ morta la paura”, con canzoni di questo tipo, e quasi tutti i testi sono scritti infatti da padre Claudio Sorgi, giornalista Apre il disco la title track, che è una ballata in stile cantautorale che racconta di Gesù che non viene riconosciuto nella società contemporanea.
Tra gli autori di “Il gallo” c’è anche Adelmo Fornaciari, il futuro Zucchero, che scrive il testo sulla musica di del Monte e di Giancarlo Lazzini; questa canzone e la precedente vengono anche pubblicate su 45 giri. "Grida" ha un inizio in stile progressive, con il flauto e il pianoforte, per poi diventare una ballata rock. “Il funerale del lavoratore” è la cover di “Funeral de um labrador” di Chico Buarque de Hollanda, con il testo di Sergio Bardotti già inciso anni prima da altri artisti (nell'etichetta vi è anche un'altra firma, Panvini)
Conclude il disco “L’umanità corre”, che inizia con un recitato su una chitarra arpeggiata; dopodiché entra l’orchestra d’archi ed il cantato descrive la bellezza della vita con varie immagini evocative.

LATO A
1) E’ morta la paura (Claudio Sorgi-Rinaldo Del Monte)
2) Il gallo (Adelmo Fornaciari-Giancarlo Lazzini-Rinaldo Del Monte)
3) Addio professore (Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)
4) I sapienti del nulla (Claudio Sorgi-Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)
5) Grida (Rinaldo Del Monte)

LATO B<
1) Il funerale del lavoratore (Sergio Bardotti-Chico Buarque de Hollanda-Joao Cabral de Melo Neto)
2) Il Natale del mondo (Claudio Sorgi-Rinaldo Del Monte)
3) Colori (Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)
4) L’umanità corre (Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)

sabato 18 maggio 2013

Umberto Tozzi - Dime que no/Parate al stop (1980)




 







Nel 2009 ho avuto l'occasione di incontrare Umberto Tozzi per un'intervista realizzata per "Musica Leggera" in occasione della pubblicazione dell'album "Superstar".
Come di consueto, il direttore Maurizio Becker mi aveva fornito i recapiti telefonici e i riferimenti, parlai quindi con il figlio (che fa da manager al padre) dopo avergli telefonato a Montecarlo e ci organizzammo in occasione di una presentazione del disco che Tozzi doveva effettuare alla Fnac.
Al termine di essa, dopo la consueta ressa con i fans che gli chiedevano autografi e foto, riuscimmo a ritagliarci un tre quarti d'ora, e la chiacchierata fu interessante.
Fu pubblicata nel numero di dicembre, dopo tre mesi quindi, con alcuni tagli dovuti da un lato alla lunghezza effettivamente superiore alle tre pagine a disposizione e dall'altro al fatto che il tema principale di quel numero era l'etichetta Numero Uno, e quindi si voleva privilegiare, nei limiti del possibile trattandosi di un artista con decenni di attività e successi mondiali, questo aspetto.
Anni e anni prima andavo alle medie e con il mangiadischi avevo consumato i solchi di "Ti amo" e del retro "Dimentica, dimentica", poi negli anni successivi ero passato ai 33 giri ed avevo continuato ad apprezzare il mio concittadino, certo non tutti i dischi ("Hurrah!" era francamente brutto, come lo stesso Tozzi ha ammesso nell'intervista...), e quindi intervistarlo mi ha fatto molto piacere.
Nei primi momenti ho notato che aveva una certa ritrosia, sembrava un po' scorbutico, ma poi si è subito sciolto e la chiacchierata è stata interessante (tra le parti tagliate, mi ricordo quando ha raccontato le gite in barca fatte con Ivano Fossati e Oscar Prudente per fare pesca subacquea, lui e Prudente, mentre Fossati non sapendo nuotare li aspettava in barca).
Tutta questa lunga introduzione per presentare un disco di Umberto Tozzi pubblicato in Spagna, con due canzoni tratte dall'album del 1980 "Tozzi", "Dimmi di no" e "Fermati allo stop", tradotte in castigliano da Oscar Gomez, che abbiamo visto ha collaborato anche in altre occasioni con il cantautore torinese.
Mentre "Dime que no" ha sonorità più rock, "Parate al stop" è invece un brano più lento.

1) Dime que no (Oscar Gomez-Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)
2) Parate al stop (Oscar Gomez-Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)

mercoledì 15 maggio 2013

Katty Line - La rivale/Tu vinci sempre (1969)













Di Katty Line, la biondina francese che per poco più di un biennio incise alcuni 45 giri in Italia con il Clan Celentano, abbiamo già parlato poco più di un anno fa in un altro post dedicato al brano con cui aveva partecipato al Cantagiro nel 1970, ed avevamo scritto che, come Niky e Dominga, di lei ci si ricorda più per le minigonne che per le canzoni; oggi invece presentiamo il suo disco di debutto in Italia, dell'anno precedente (i più curiosi possono trovare qui la discografia francese completa).
La canzone sul lato A, "La rivale", è quella che Katty presentò al Festivalbar, scritta da Beretta e Del Prete per il testo e da Lorenzo Pilat (alias Pilade) e Roberto Negri per la musica.
Bisogna dire che la rima tra "La rivale" e banale viene facile, ma d'altronde è così: la musica è una marcetta da banda, e il testo è decisamente poco interessante (con frasi tipo "Quando un lampo arriva a ciel sereno l'uragano porterà con sè").
Molto più interessante senza dubbio il lato B, "Tu vinci sempre": si tratta infatti della versione in italiano di "Touch me" dei Doors, il brano più famoso dell'album "The soft parade"; il testo è opera di Cristiano Minellono e Luciano Beretta, e se è vero che in italiano la canzone perde un po', la musica e l'arrangiamento (che lascia il brano sostanzialmente inalterato, compreso l'assolo finale di sax) riescono a risollevare decisamente le sorti del 45 giri; e la stessa Katty Line fa in questo brano una figura migliore, con la sua vocina tipicamente francese (avete presente le cantanti di qualche anno prima come la Hardy o la Laforêt, la "ragazza dagli occhi d'oro"?).
Da notare che nell'etichetta Robby Krieger viene trasformato in Kreiger (già allora i discografici erano approssimativi...).
L'orchestra è diretta da Roberto Negri, mentre la produzione è curata da Ken Lean, che è lo pseudonimo di René Porchet, lo sfortunato marito della bella Catherine (come sapete, a dicembre del 1971 i due avranno un terribile incidente automobilistico e Porchet perderà la vita mentre la moglie rimarrà ricoverata per diciotto mesi).

1) La rivale (Luciano Beretta-Miki Del Prete-Lorenzo Pilat-Roberto Negri)
2) Tu vinci sempre (Luciano Beretta-Cristiano Minellono-Jim Morrison-Ray Manzarek-John Densmore-Robby Krieger)

mercoledì 8 maggio 2013

Vittorio Brillada - L'ombra di un uomo/Tu non sai cos'è la vita (1965)

 










Nel 1964 il ciclista (ma di professione verniciatore) torinese Vittorio Brillada decide di appendere la bicicletta al chiodo e di dedicarsi alla musica, iniziando a partecipare a vari concorsi (come il Festival di Stresa, di cui dà notizia "Stampa Sera" l'8 giugno 1964) e ad incidere alcuni dischi per piccole etichette.
I risultati però non saranno quelli che si aspetta e, dopo un paio di anni, si ritira dedicandosi ad altre attività.
Quello che presentiamo oggi è un suo 45 giri inciso nel 1965: la data impressa sul vinile è quella del 21 giugno 1965, tuttavia “La Stampa” recensisce il disco già il 20 maggio; sconosciuta l'etichetta, la BRC, e particolare è il fatto che questo disco non risulta averenumero di catalogo.
Le due canzoni, come scrive l'anonimo articolista, non sono niente di che, si tratta di due brani melodici vecchio stile, sicuramente non in linea con i gusti del pubblico di quel periodo, tuttavia la voce di Brillada è dotata, ed avrebbe forse meritato un repertorio diverso.
Tra gli autori troviamo Renato Scala,  che avrà una discreta carriera come paroliere negli anni successivi (sua è tra le altre "Guarda", il più grande successo dei Rogers); "L'ombra di un uomo" non risulta depositata in SIAE, mentre l'autore della musica di "Tu non sai cos'è la vita" è Franco Goldani.
Registrato con l'orchestra di Luigi Boccaccio, anch'egli torinese, gli arrangiamenti sono curati dal maestro Moraschi.

1) L'ombra di un uomo (Renato Scala-Almi-Ferrero)
2) Tu non sai cos'è la vita (Renato Scala-Franco Goldani)

sabato 4 maggio 2013

Pino Donaggio - Certe volte... (1976)


Nel 1979 Enzo Jannacci inserisce nel suo album “Fotoricordo” una canzone intitolata “Mario”, che viene anche promossa in alcuni passaggi televisivi e che ottiene successo, entrando a far parte del repertorio live del cantautore (nel 1989 verrà anche inserita nel doppio album dal vivo “30 anni senza andare fuori tempo” e nel 2002 nel cd tratto da un'esibizione alla televisione della Svizzera italiana).
Pochi però sanno che Jannacci è solo interprete del brano: gli autori sono infatti Danilo Franchi per il testo e Pino Donaggio per la musica, ed il cantautore veneziano ha già inciso “Mario” tre anni prima, in un 33 giri passato quasi inosservato ed intitolato “Certe volte....”, che è proprio il tema del post di oggi.
Dicevamo che il disco non ha avuto un gran riscontro: questo principalmente perché la Produttori Associati non si occupa più di tanto della promozione, essendo il suo titolare Tony Casetta occupato in quel periodo ad allestire gli Stone Castle Studio di Carimate (e di lì a poco la casa discografica infatti fallirà, nonostante la sua storia quasi ventennale pur con altre denominazioni).
L'LP però è molto interessante, e rispetto ad altri prodotti della canzone d'autore di quel periodo non sfigura per nulla: questo senza dubbio per le qualità di musicista di Donaggio che ben conosciamo (e che lo porteranno ad essere uno dei più noti autori di colonne sonore italiani), per l'attenzione ai testi di cui è autore (tranne che per tre casi, la citata “Mario” e “Disturno amore” di Danilo Franchi e “Naturale”, con il testo di un giovanissimo cantautore della stessa etichetta, Massimo Bubola) e per la cura nella realizzazione (partecipano all'incisione musicisti come Tullio De Piscopo, Andy Surdi, Gigi Cappellotto, Sergio Farina, Claudio Bazzari, lo stesso Bubola all'armonica a bocca, mentre l'ex ribelle Natala Massara si occupa degli arrangiamenti).
Tra le canzoni da ricordare, oltre a quelle citate, la quasi title track, “Certe volte a Venezia”, che risente di certe atmosfere della canzone francese, “Se fosse vostro padre” su un amore vissuto in terza età e “Disturbo, amore”.
Un disco da riscoprire, se vi riesce di trovarlo...!
Ovviamente la bonus track è la versione di "Mario" cantata da Jannacci.

LATO A

1) Certe volte a Venezia (Pino Donaggio)
2) Naturale (Massimo Bubola-Pino Donaggio)
3) L'equilibrista (Pino Donaggio)
4) Confusione di fiabe (Pino Donaggio)
5) Se fosse vostro padre (Pino Donaggio)

LATO B

1) Quando una stanza è una stanza (Pino Donaggio)
2) Fratello mio (Pino Donaggio)
3) Disturbo, amore (Danilo Franchi-Pino Donaggio)
4) Mario (Danilo Franchi-Pino Donaggio)

Bonus track: 1) Enzo Jannacci - Mario (Danilo Franchi-Pino Donaggio) (1979)

lunedì 29 aprile 2013

La Strana Società - Mi innamorai/Uno per l'altro (1976)












Uno degli ultimi 45 giri de "La Strana Società" (e l'ultimo di Valerio Liboni con il gruppo, che abbandonerà ad ottobre di quell'anno sostituito da Roberto Coen), con due canzoni melodiche di cui la prima, "Mi innamorai", ha lo stesso titolo di un brano lanciato l'anno prima da Il Giardino dei Semplici.
La cosa particolare di questa canzone è che "Mi innamorai" nell'etichetta è firmata da Italo Janne e Roberto Lipari, ma se andiamo a verificare gli autori nel sito SIAE scopriamo che i due sono i compositori della musica mentre il testo è scritto da Roberto Vecchioni, che chissà perché non compare sull'etichetta.
Non risulta invece depositata alla SIAE "Uno per l'altro", scritta da Claudio Daiano su musica firmata da Barracuda, evidentemente uno pseudonimo (e chissà chi si nasconde dietro di esso); con questo brano il gruppo partecipa al Disco Verde.
Come abbiamo detto, entrambi i brani sono melodici, sulla falsariga dei tantissimi altri gruppi di quel periodo, dai Cugini di Campagna alla Bottega dell'Arte, dai Collage ai Panda e via dicendo (un filone di cui, a ben guardare, anche i Pooh sono stati parzialmente esponenti).
Gli arrangiamenti sono curati da Pinuccio Pirazzoli, mentre la produzione è curata da Franco Cassano.

1) Mi innamorai (Roberto Vecchioni-Italo Janne-Roberto Lipari)
2) Uno per l'altro (Claudio Daiano-Baracuda)

giovedì 25 aprile 2013

Yves Montand - Bella ciao/Amor dammi quel fazzolettino (1963)












Quale post migliore oggi, 25 aprile, di questo 45 giri del francese/toscano Ivo Livi, alias Yves Montand?
Il lato A è la sua celeberrima versione del noto canto partigiano che, senza fare disquisizioni filologiche, pare che derivi da un canto tradizionale di lavoro delle mondine, ed una delle bonus track è la versione di Giovanna Marini, dall'album del 2002 "Sento il fischio del vapore", con il testo originario.
Sul lato B invece vi è "Amor dammi quel fazzolettino", canzone del folklore dell'Italia del nord ripresa in seguito anche da Gigliola Cinquetti.
Completano il post altre due versioni della canzone di poco successive, quella dei Gufi tratta dallo spettacolo del 1965 "I Gufi cantano due secoli di Resistenza" e quella di Giorgio Gaber incisa in un mini 45 giri abbinato alla rivista "POP" (sul retro vi era "Let's dance" interpretata dai Ravers), versione che, come arrangiamento, mi ricorda molto "Io non mi sento italiano".

1) Bella ciao (tradizionale)
2) Amor dammi quel fazzolettino (tradizionale)
Bonus track: 3) I Gufi - Bella ciao (1965)
                      4) Giorgio Gaber - O Bella ciao (1966)
                      5) Giovanna Marini - Bella ciao (2002)

martedì 23 aprile 2013

Bluerba - Bluerba (1981)












I Bluerba nascono a Torino alla fine degli anni '70 dall'incontro di tre chitarristi: Peppino D'Agostino, Alfredo Morabito ed Enzo Ponzio; il genere scelto dai tre, come si può evincere dal nome scelto, è il bluegrass e il country nordamericano, non molto praticato in Italia (tranne poche eccezioni come Giovanni Unterberger e, in parte, alcune cose di Goran Kuzminac, specialmente nei primi album), ed in breve cominciano ad esibirsi nei locali cittadini, in primo luogo il Centralino di via delle Rosine.
Nel 1981 la Drums, storica etichetta torinese di cui abbiamo già parlato alcune volte nel blog (ad esempio a proposito del Duo Fasano o di Enzo Maolucci), pubblica il loro album omonimo con undici brani, perlopiù strumentali: disco di cui ho trasmesso la title track in alcune occasioni quell'anno (in cui lavoravo a Radio Incontri).
Registrato allo studio "G7" di Gualtiero Gatto con Filippo Dagasso come tecnico del suono, il disco racchiude quella che era la caratteristica musicale del trio: chitarre acustiche in evidenza, melodie che si collocano tra il folk e la west-coast, pochissime percussioni qui e là (peraltro molto in sottofondo).
Alfredo Morabito è la voce solista degli unici brani cantati, che sono "Una serata con Giulia", "Come allora", "Bar dell'angolo" (che racconta di un locale nei pressi di Palazzo Nuovo, il verso iniziale infatti recita "Al bar dell'angolo dietro l'Università...") e la title track (in cui cantano tutti e tre i componenti del gruppo).
In "Aria in re" Peppino D'Agostino mette in evidenza tutta la sua tecnica, che lo renderà negli anni futuri uno dei più noti chitarristi acustici italiani, con successi anche oltreoceano (da vent'anni vive in California), mentre in "Tarantola" di Ponzio in alcuni punti si sentono delle reminiscenze di "Anji" di Davey Graham. Gli arrangiamenti sono curati dagli stessi Bluerba, mentre la produzione è di Gualtiero Gatto e Giancarlo Cara.
Come ricordato, Peppino D'Agostino troverà il successo come chitarrista negli Stati Uniti, fino ad arrivare alla recente collaborazione con Vasco Rossi in "Vivere o niente", mentre Alfredo Morabito lavorerà per anni a "Raistereouno" e a "Raistereodue", scriverà colonne sonore e diventerà anche autore televisivo.

LATO A

1) Raco (Enzo Ponzio)
2) Una serata con Giulia (Alfredo Morabito)
3) Dagoblù (Peppino D'Agostino)
4) Montecarlo (Enzo Ponzio)
5) Come allora (Alfredo Morabito-Peppino D'Agostino)
6) Aria in re (Peppino D'Agostino)

LATO B

1) Tarantola (Enzo Ponzio)
2) Canzone per Faruk (Peppino D'Agostino)
3) Bar dell'angolo (Alfredo Morabito)
4) Il mago sul ponte (Alfredo Morabito-Enzo Ponzio)
5) Bluerba (Alfredo Morabito-Peppino D'Agostino-Enzo Ponzio)

sabato 20 aprile 2013

Natalino Otto - Têxo/Me son innamoôu de ti (1965)













Oggi un post totalmente genovese: sotto la Lanterna sono nati infatti l'autore dei testi Giorgio Calabrese, l'autore della musica di "Têxo" Gian Franco Reverberi, e l'arrangiatore delle due canzoni, suo fratello Gian Piero, mentre Natalino Otto (autore della musica del lato B), come sappiamo, nasce a Cogoleto (in provincia di Genova).
Il 45 giri viene pubblicato nel 1965 dalla Telerecord, che era la casa discografica che aveva fondato il Codognotto nel 1960: uno dei primi casi di cantante che diventa anche discografico (prima di lui, a memoria, c'erano stati solo Teddy Reno con la CGD e Bruno Rosettani con la Sabrina).
Passando alle canzoni, "Têxo" è musicalmente più ritmata, e all'ascolto mi fa venire in mente le canzoni in genovese che poco tempo prima aveva inciso Lauzi (anche con lo pseudonimo Miguel & i Caravan), mentre "Me son innamoôu de ti", più lenta, è una canzone d'amore.
Purtroppo non capisco per nulla il genovese, lingua che all'orecchio sembra simile a volte al portoghese, ma comunque i due brani sono gradevoli anche senza capire il testo, e Gian Piero Reverberi arrangia con la consueta classe.

1) Têxo (Giorgio Calabrese-Gianfranco Reverberi)
2) Me son innamoôu de ti (Giorgio Calabrese-Natalino Otto)

mercoledì 17 aprile 2013

Henrj Ferraris - Morbida sei tu/La marcia della vita (1961)












Continuiamo con la riproposizione della discografia del cantante torinese Henrj Ferraris, accompagnato dal suo complesso, con questo 45 giri pubblicato dall'Emanuela Records nel 1961 (la matrice è datata 16 marzo).
Sul lato A vi è un cha cha cha (come è scritto sull'etichetta), "Morbida sei tu", scritta dal noto trombettista Gaetano Gimelli (nato a Portofino ma vissuto a Pecetto, nei pressi di Torino) mentre il testo è di un certo Di Landa (la canzone non risulta depositata in SIAE).
Meno interessante il lato B, "La marcia della vita", che ha musicalmente un'aria da festa di paese e che è scritta da Barone e Marabotto, autori di molti brani dell'Emanuela (tra cui alcuni incisi dai Brutos).

1) Morbida sei tu (Di Landa-Gaetano Gimelli)
2) La marcia della vita (Giampiero Barone-Giovanni Marabotto)

domenica 14 aprile 2013

Dominga - Isadora/Ricordati ragazzo (1969)












Purtroppo pare che la Rai abbia distrutto tutte le registrazioni di "Settevoci", il celebre programma musicale condotto da Pippo Baudo che lanciò moltissimi cantanti, spesso scomparsi dopo pochi 45 giri pubblicati: e quindi non si potrà mai vedere in programmi come "Da da da" o "Techetecheté" Dominga mentre partecipa appunto a questo programma con "Isadora".
Come ricorderete non è la prima volta che nel blog presentiamo dischi della cantante col caschetto nero di Turbigo, che in seguito (come altre sue colleghe) si dedicherà al liscio; presto comunque parleremo anche dei suoi due LP.
Passando ai brani di questo disco, "Isadora" è la cover dell'omonima canzone scritta da Geoff Stephens e John Carter per Tom Jones, che la incise nel 1968, e ripresa due anni dopo da Sonny Knowles: si tratta di un valzerone tutto sommato non particolarmente originale, con un testo di Vito Pallavicini che non migliora la canzone.
"Ricordati ragazzo" è invece la versione in italiano di "Nature boy", scritta da  Eden Ahbez per Nat King Cole e poi incisa da molti altri artisti, tra cui Frank Sinatra: e bisogna rilevare come il lato B sia decisamente più interessante musicalmente del lato A.
Su Dominga, che dire? Una voce dotata, forse non particolarmente originale ma certamente meglio di tante altre cantanti che vanno per la maggiore oggi.

1) Isadora (Vito Pallavicini-John Carter-Geoff Stephens)
2) Ricordati ragazzo (Pinchi-Eden Ahbez)

giovedì 11 aprile 2013

Paolo Conte - Uomo camion/Angiolino (1978) & Franco Califano canta Paolo Conte (1991)












Sicuramente Paolo Conte è, con Rita Pavone e Umberto Tozzi, il cantante piemontese più conosciuto nel mondo (anche se, in realtà, Tozzi è piemontese solo di nascita ma, come tutti sanno, è figlio di pugliesi), e questo 45 giri con due versioni di "Uomo camion" e "Angiolino" inedite su LP, poichè per l'album dell'anno successivo, "Un gelato al limon", vennero reincise, è stata una delle richieste più numerose che ho ricevuto da parte dei nuovi amici del blog.
Ed allora ho pensato, visto che Franco Califano ha espresso più volte la sua ammirazione per Paolo Conte e che nel suo album del 1991 "Se il teatro è pieno" aveva anche inciso due sue canzoni, "Si ta' vuo' scurdà" e "Spassiunatamente", di unire il post su Conte con il ricordo del Califfo, allegando questi due brani come bonus al 45 giri.....un abbinamento che a prima vista potrebbe sembrare tra due opposti, ma in definitiva la musica leggera è una, nonostante tutte le divisioni e le caselle che spesso i cosiddetti critici musicali costruiscono.
In realtà ricordo di aver sentito dal vivo Califano cantare anche una terza canzone dell'avvocato di Asti, "Naufragio a Milano", però non mi risulta che sia mai stata incisa....o ricordo male?

1) Uomo camion
2) Angiolino
Bonus tracks: 3) Uomo camion (versione 33 giri)
                       4) Angiolino (versione 33 giri)
                       5) Franco Califano - Si ta' vuo' scurdà (1991)
                       6) Franco Califano - Spassiunatamente (1991)


martedì 9 aprile 2013

Franco Califano - Ti raggiungerò/Amica malinconia (1965) & Franco Califano - Io me 'mbriaco/E' la malinconia (1975)












Questo è un post doppio, costituito da due 45 giri di Franco Califano: il primo è anche il primo della sua carriera, pubblicato dalla Ariston (etichetta per cui lavorava come autore in quel periodo) nel 1965.
Si tratta di due canzoni scritte per la parte musicale da Gianni Guarnieri, che già fanno intravedere gli elementi della poetica del cantautore romano: gli amori, gli amici e di sottofondo la malinconia.
In "Ti raggiungerò" è presente una voce femminile non meglio precisata; in Siae alla firma di Guarnieri si affianca come autore della musica quella di Walter Baracchi.
Gli arrangiamenti dei due brani sono di Enrico Simonetti.

1) Ti raggiungerò (Franco Califano-Gianni Guarnieri)
2) Amica malinconia (Franco Califano-Gianni Guarnieri)














La malinconia della canzone del primo 45 giri ritorna sul retro di questo disco: "E' la malinconia" è sicuramente una delle canzoni di Califano più riuscite, sia per il testo che per la musica.
Bella è anche "Io me 'mbriaco", introdotta da un assolo di violino, la cui musica è scritta da Toto Savio, di cui abbiamo già parlato nel blog.
Tutte e due le canzoni sono cantate in dialetto romanesco, che ha comunque la fortuna di essere, con il toscano, sicuramente il più comprensibile in tutta Italia.
La produzione è di Achille Manzotti; gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono di Danilo Vaona, mentre la realizzazione è di Claudio Cavallaro: su entrambi questi musicisti ritorneremo prossimamente.

1) Io me 'mbriaco(Franco Califano-Toto Savio)
2) E' la malinconia (Franco Califano)

domenica 7 aprile 2013

Mini Molly - L'ultima preghiera/Un ricordo (1968)












Per ricordare Califano, anche lui scomparso in questo periodo, iniziamo con un post della cantante torinese Mini Molly, pseudonimo di Giianna Vitale; Califano è l'autore del testo di "L'ultima preghiera", bella melodia di Toto Savio che partecipò al Cantagiro nel 1968.
In quell'anno il cantautore romano, dopo aver inciso due 45 giri per la Ariston, si stava dedicando all'attività di autore per altri artisti (avendo già ottenuto notevoli successi, uno per tutti "La musica è finita"), e solo negli anni '70, con il passaggio alla CGD, avrebbe ricominciato a pubblicare dischi: il prossimo post riguarderà appunto alcune sue incisioni.
Il fato ha voluto che la morte di Califano sia avvenuta il giorno dopo quella di Jannacci: un simbolo della romanità in musica con un simbolo della canzone milanese moderna....anche se entrambi hanno scritto la maggior parte delle loro canzoni in italiano, la loro poetica era comunque legata alle loro città d'origine, alle borgate romane con le compagnie di amici del bar che tra loro parlano di donne (almeno fino a quando l'ultimo amico va via e si sposa) ed alle periferie milanesi degli anni '50, dove le case abitate per lo più dai terroni venuti al nord avevano i "tripli servizi, sì, ma in mezzo ai pra...".
Forse è difficile immaginare due modi di essere artisti più antitetici tra i due, così come in effetti anche Roma e Milano sono due città quasi agli opposti per modi di vivere, abitudini, ambienti....ma la storia della canzone italiana è fatta di entrambi.

1) L’ultima preghiera (Franco Califano-Totò Savio)
2) Un ricordo (Pier Benito Greco)