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lunedì 20 gennaio 2014

Van Wood Quartet - EP (1955)












Il disco torinese di oggi è inciso dall'olandese Peter Van Wood (il cui vero nome è Piter Van Houten), ex componente del Trio Carosone, con il suo Quartetto. con Bruno De Lucia al pianoforte, Aldo Buonomo alla batteria e Paolo Pes al contrabbasso (quest'ultimo in seguito sostituito da Piero Bertani): si tratta di un Ep la cui matrice è datata 1 dicembre 1955.
Tre canzoni su quattro sono infatti "made in Torino": la prima di esse è "La mannequin torinese", un fox-trot scritto da Norberto Caviglia di cui, se vi ricordate, avevamo già parlato nel blog.
Poi c'è "Ci ciu ci (cantava un usignol)", scritta dal torinese Ettore Minoretti per il testo e da Saverio Seracini (che dal 1930 viveva a Torino) per la musica, che fu lanciata a Sanremo 1955 da Narciso Parigi e da Natalino Otto (e che venne incisa anche da Luciano Tajoli, Carlo Buti, Giorgio Consolini e Bruno Rosettani). Infine "Spaghetti (cha-cha-cha)", il cui testo è di Leo Chiosso, non ancora diventato famoso per la collaborazione con Buscaglione (che comunque era già iniziata).
L'EP è completato da "Cobra", che in teoria dovrebbe essere la cover di "Let me go, devil", successo del 1953 di George Shaw, con il testo in italiano scritto da Giovanni Sussain, paroliere attivo già negli anni '30 (autore di "Canta usignolo" per Luciana Dolliver e il Trio Lescano); ho usato il condizionale perché, nonostante ciò che è scritto sull'etichetta, la canzone è cantata con il testo originale in inglese.
Per il post di oggi ringraziamo Marco, il proprietario del disco in questione.

LATO A 

1) Cobra (Giovanni Sussain-Jenny Lou Carson)
2) La mannequin torinese (Norberto Caviglia)

LATO B

1) Ci Ciu Ci (cantava un usignol) (Ettore Minoretti-Saverio Seracini)
2) Spaghetti (cha-cha-cha) (Leo Chiosso-Peter Van Wood)

giovedì 16 gennaio 2014

Little Tony - Quando c'eri tu/Libera nel mondo (1974)












Mentre gli anni '60 sono stati un decennio di grande successo per Little Tony, il decennio successivo vedono calare progressivamente i consensi, come del resto accade nello stesso periodo ad altri cantanti della sua generazione, che vengono sorpassati da nuovi stili come il progressive (che però all'epoca si chiama pop), la canzone d'autore e il melodico dei complessi (Pooh in primis).
Per la prima metà del decennio Little Tony continua comunque ad essere presente, se non nelle hit parade, nelle varie trasmissioni televisive: nel 1974 ad esempio partecipa a "Un disco per l'estate" con "Quando c'eri tu", canzone scritta da Gian Pieretti per il testo e da Claudio Damiani e Tino Nicorelli per la musica; quest'ultimo si occupa anche dell'arrangiamento, mentre la produzione è curata da Felice Piccarreda.
Il brano sarebbe in realtà eliminato, ma il regolamento viene cambiato e si decide di portare i brani finalisti da 24 a 28, e così la canzone arriva fino alle semifinali.

Il lato B, "Libera nel mondo", è invece scritto da Gianni Dall'Aglio, che lo arrangia.
Questo risulta essere l'unico 45 giri inciso da Little Tony per la Kriss Line; l'anno successivo pubblicherà un altro disco con l'RCA.

1) Quando c'eri tu (Dante Pieretti-Claudio Damiani-Tino Nicorelli)
2) Libera nel mondo (Gianni Dall'Aglio)

martedì 7 gennaio 2014

Statuto - Vacanze (1988)












A febbraio 2014 la casa editrice Volo Libero pubblicherà la biografia degli Statuto scritta da Antono Bacciocchi, che forse alcuni di voi conoscono con il suo "nom de plume" (Tony Face; qui il suo blog): sicuramente lo acquisterò e lo leggerò volentieri, ripercorrendo così la storia di un complesso che ho seguito ancora prima degli esordi discografici e con cui anche, in alcune occasioni, abbiamo suonato....ad esempio nel concerto di presentazione di questo 33 giri che presentiamo oggi, intitolato "Vacanze", il primo della loro carriera, che incisero per la Toast Records.
Giulio Tedeschi organizzò, insieme a Radio Torino Popolare, un concerto ai primi di luglio (a memoria mi pare fosse il 3) al Parco della Pellerina per la presentazione ufficiale di questo disco e di altre due incisioni di complessi della stessa etichetta, gli Afterhours da Milano (che avevano pubblicato "All the good children go to hell") e i Powerillusi (il primo aprile avevamo pubblicato il nostro primo 45 giri, intitolato "Il nostro primo 45 giri", con sul lato B "Lato B").
Il pubblico ovviamente era quasi tutto lì per gli Statuto, visto che erano attivi già da alcuni anni ed avevano lo zoccolo duro dei Mods dalla loro: l'ossatura del concerto era costituita ovviamente dalle canzoni di questo disco di cui due, "Balla" e "Ghetto", erano già state pubblicate in precedenza su 45 giri.
Tre le cover presenti: "La pelle nera" è il notissimo brano di Nino Ferrer,  "Passo le mie notti", il cui titolo completo è "Passo le mie notti qui da solo", è la versione in italiano di "Music talk" di Stevie Wonder, da lui stesso incisa come retro di "Il sole è di tutti" mentre "Batman" è la sigla della serie televisiva; un'ultima cover è "Finta diva", la cui musica sull'etichetta è firmata O. Chrinsesten, di cui però non so nulla.
I brani originali sono tutti scritti da Oscar, il cantante del gruppo, ed oltre alla title track e ai brani già citati degno di nota è anche "Ragazzo ultrà".
Il disco è stato registrato allo studio "Minirec" di Gigi Guerrieri, che chi segue il beat conosce come bassista dei Cock e di cui abbiamo parlato in un altro post .
A fianco una "chicca" d'epoca: un'intervista a Oscar che ho trovato in un settimanale torinese, "Neoclima".

 LATO A

1) Balla (Oscar Giammarinaro)
2) Finta diva (Oscar Giammarinaro-O. Chrinsesten)
3) Vacanze (Oscar Giammarinaro)
4) Debole (Oscar Giammarinaro)
5) Ghetto (Oscar Giammarinaro)

LATO B

1) La pelle nera (Nino Ferrer)
2) Ragazzo ultrà (Oscar Giammarinaro)
3) Passo le mie notti (Corrado Bonicatti-Antonio La Tessa-Ted Hull-Clarence Paul-Stevie Wonder)
4) Sorte (Oscar Giammarinaro)
5) Batman (Neal Hefti)


venerdì 3 gennaio 2014

Anna Identici - Apro gli occhi di donna su 'sta vita (1972)












Cominciamo l'anno con Anna.....un gioco di parole per presentare un album di Anna Identici, inciso nel 1972 dopo la svolta che la vide passare da cantante di musica leggera (peraltro spesso pregevole e di buona qualità) a cantante impegnata, con un repertorio che spaziava dalle canzoni popolari e di lavoro a canzoni moderne con tematiche politiche e sociali, come quelle contenute in questo disco.
Senza dubbio è vero che negli anni '70 certi temi andavano sicuramente di moda e che alcune carriere che ebbero in quel periodo una svolta forse la ebbero non tanto per convinzione....ma non è questo il caso di Anna Identici, persona che ho conosciuto anni e anni fa a Torino quando partecipava ad un programma televisivo che si registrava in via Verdi, e che sicuramente le scelte che ha fatto le ha fatte credendoci e mantenendo comunque un gusto ed una professionalità che non sempre si trovano negli interpreti di canzoni popolari (....quante volte ho ascoltato cantanti che, con il pretesto di cantare con lo stile delle mondine, inanellavano una stonatura dopo l'altra).
Passando all'album, la canzone di apertura, "E quando sarò ricca", è tra le migliori del disco: una specie di sogno ad occhi aperti di un'operaia che immagina un cambiamento nella sua vita, un po' come quando al bar si sogna con gli amici di far tredici al totocalcio e si immagina cosa si farà una volta diventati miliardari; recentemente il brano è stato ripreso da Paola Turci e da Tiziano Cantatore (in una versione con il titolo al maschile pubblicata nel suo album "Di parole e di musica" del 2011), ed è bello il fatto che venga riscoperta una cantante sicuramente oggi un po' dimenticata.
"Ci sono storie strane" è basato su un arpeggio di chitarra acustica, come del resto "Era bello il mio ragazzo", con cui Anna Identici partecipò quell'anno al Festival di Sanremo, canzone che raccontando di un caso di morte bianca è ancora tragicamente attuale; con il titolo "Dröm Är Dröm Och Saga Saga" ed un altro testo il brano era già stato inciso pochi mesi prima da Agnetha Fältskog, la bionda cantante svedese in seguito componente degli Abba, e questa versione (insieme alle due cover di "E quando sarò ricca") la trovate come bonus track al post.
Sottotono è "Se l'operaia non va in Paradiso", che musicalmente mi pare fintamente popolare, mentre "La nuova lega" richiama nel titolo e nei contenuti femministi, ma non nella musica, la celebre canzone popolare "La lega", che molti conoscono pur non sapendo che quello è il titolo (e riconoscendola invece per i versi iniziali "Sebben che siamo donne paura non abbiamo....").
"Amore stanco, amore d'officina" è una triste canzone d'amore, mentre "Il fumo" musicalmente si stacca dalle atmosfere del disco, con la batteria, il basso e la chitarra elettrica che arricchiscono il brano, in cui Anna Identici mette in luce molta grinta nella voce e nel modo di cantare rock.
"Lacrime dolci, lacrime salse" ritorna alle atmosfere acustiche ed è una ninna nanna per un bambino da parte di una mamma, ambientata durante una guerra, mentre "Il testamento dell'impiegata", un po' come "Se l'operaia non va in Paradiso", musicalmente suona un po' finta.
Sicuramente migliore "Amore da niente", un valzer lento che racconta una storia d'amore di due operai; "E adesso ch'è finita la vendemmia" ha un'inizio con una strofa quasi gucciniana, con un arpeggio in finger-picking, ma nel ritornello, con l'ingresso degli altri strumenti e dell'orchestra d'archi, l'atmosfera cambia.
Il disco si conclude con "Mi son sognata", altro valzer con la fisarmonica, con un testo che si collega a "E quando sarò ricca", poiché la protagonista immagina anche in questo brano un futuro migliore e pieno di cambiamenti, ma con il risveglio i sogni scompaiono.
Le musiche sono di Gianni Guarnieri, autore già di canzoni del primo periodo di Anna Identici (ad esempio "Una rosa da Vienna), mentre i testi sono di Pier Paolo Preti; gli arrangiamenti sono curati da Franco Orlandini, che come sappiamo era il chitarrista dei Mat 65, gruppo beat bergamasco.
Interessante la presentazione al disco, firmata da Franco Parenti.

LATO A

1) E quando sarò ricca
2) Ci sono storie strane
3) Se l'operaia non va in Paradiso
4) Era bello il mio ragazzo
5) La nuova lega
6) Amore stanco, amore d'officina

LATO B

1) Il fumo
2) Lacrime dolci, lacrime salse
3) Il testamento dell'impiegata
4) Amore da niente
5) E adesso ch'è finita la vendemmia
6) Mi son sognata

Bonus track:
1) Paola Turci - E quando sarò ricca (2009)
2) Tiziano Cantatore - E quando sarò ricco (2011)
3) Agnetha Fältskog - Dröm Är Dröm Och Saga Saga (1971)

sabato 28 dicembre 2013

Mario Piovano - La rampa 'd Cavôret/La famija numerôsa (1966)












Anche Mario Piovano se n'è andato, in questo 2013 decisamente funesto per la musica (tra l'altro qualche giorno fa ho saputo che a novembre è morto anche Corrado Castellari, e la notizia è passata decisamente sotto silenzio).
Di Piovano avevamo presentato tempo fa un album, mentre oggi lo ricordiamo con un 45 giri del 1966, registrato con Mauro Mauri alla voce per una piccola e sconosciuta etichetta, la Zog Records, distribuita dalla Zoggia di Cumiana: si tratta quindi, come si può ben capire, di un disco distribuito solo a livello locale. Questa è una delle cose che rendono la ricostruzione della discografia di Mario Piovano particolarmente difficoltosa: infatti oltre ai dischi incisi per l'RCA e la Fonit-Cetra, ci sono moltissimi altri 45 e 33 giri pubblicati da etichette spesso distribuite solo in Piemonte o, al massimo, nel Nord Italia, con canzoni reincise anche tre o quattro volte (è lo stesso tipo di difficoltà che si riscontra con altri cantanti legati al folk, come ad esempio il pugliese Matteo Salvatore).
Passando alle due canzoni di questo disco, "La rampa 'd Cavôret" è la canzone più nota, anche perchè era stata incisa l'anno precedente da Roberto Balocco nel suo secondo LP, "Le canssôn dla piola 2", pubblicato dalla Fonit-Cetra.

Per chi non lo sapesse, Cavoretto è un borgo che si trova sulle colline torinesi, ed è una frazione della città.
Il brano sul retro, "La famija numerôsa", è sulla falsariga de "La rampa 'd Cavôret".
Entrambe le canzoni sono firmate in SIAE da Roberto Balocco, mentre la firma sull'etichetta è Zoggia (cognome che in SIAE non risulta tra gli iscritti).

1) La rampa 'd Cavôret
2) La famija numerôsa


giovedì 26 dicembre 2013

Tutti insieme appassionatamente - Colonna sonora originale (1965)












“Tutti insieme appassionatamente “ è uno dei film legati per me indissolubilmente all’infanzia: un po’ perché è stato uno dei primi due film che ho visto nella mia vita (l’altro era “Lilli e il vagabondo”) ed un po’ perché mi erano piaciute subito le canzoni e le avevo imparate quasi tutte a memoria: posso dire di aver imparato per la prima volta le sette note con il testo di “Do-re-mi” (“Do se do qualcosa a te, Re è il re che c’era un dì…”).
Quindi pur avendo visto in seguito altri musical, questo per me è rimasto Il musical: la storia è notissima, non la sto quindi a riassumere, come è scritto sul retro di copertina è ispirata alla vicenda vera di Maria Trapp; le musiche sono composte da Richard Rodgers mentre i testi originali sono di Oscar Hammerstein II , ed è curioso il fatto che né in copertina né sull’etichetta venga citato l’autore dei testi in italiano, che è Antonio Amurri.
Sicuramente alcune di queste canzoni sono entrate nella storia della musica: basti pensare a “Le cose che piacciono a me” che è divenuto uno standard jazz nell’interpretazione di John Coltrane e che è stato cantato anche da Al Jarreau e da Barry Manilow. Solo in tempi recenti ho avuto modo di ascoltare le versioni originali delle canzoni, con la voce di Julie Andrews e degli altri attori (non di Christopher Plummer, doppiato nei cantati da Bill Lee, padre di Spike): posso dire che a mio parere Tina Centi non ha nulla da invidiare alla Andrews, e del resto la sua lunga carriera lo testimonia.
Da ricordare infine anche Giuseppe Rinaldi, che dà la voce al capitano ed è considerato uno dei pià grandi doppiatori italiani, ed il coro di voci bianche di Renata Coriglioni.

LATO A

1) Preludio e ‘’Il suono della musica’’
2) Il suono della musica
3) Inno del mattino e Alleluja
4) Maria
5) Da domani splende il sole
6) 15 anni, quasi 16
7) Le cose che piacciono a me

LATO B

1) Il pastore che pascolava
2) Il suono della musica
3) Do-re-mi
4) Non baciarmi ancora
5) Maria
6) Edelweiss
7) Ciao, ciao, goodbye
8) Cerca il tuo mondo

domenica 22 dicembre 2013

Mirella Visconti - Tu che m'hai preso il cuor/Triana Morena (1961)












La cantante torinese Mirella Visconti, nata nel 1938, si mette in luce a partire dalla metà degli anni '50 esibendosi in vari locali piemontesi e della Liguria; studia canto lirico al Conservatorio, ed infatti al termine della sua carriera nella musica leggera proseguirà l'attività come soprano.
Alla fine degli anni '50 diventa la cantante solista del complesso di Renzo Gallo, che diventa suo marito.
Mirella Visconti su ''Musica e dischi'' n. 181 di luglio 1961
Il disco che presentiamo oggi risale al 1961 (la matrice è datata 16 febbraio) e fu pubblicato dall'Excelsius, etichetta torinese legata alla Fonit-Cetra (con cui in seguito la cantante pubblicherà altri dischi): abbiamo trovato un articolo su "Musica e dischi" di poco successivo con la stessa fotografia della Visconti utilizzata per la copertina del 45 giri.
Sul lato A vi è la celeberrima "Tu che m'hai preso il cuor", la romanza di Franz Lehar tratta dall'operetta "Il paese del sorriso", con il testo in italiano di Mario Panzeri e Nino Rastelli, brano musicale che dal 1929 ha avuto innumerevoli versioni: Mirella Visconti mette qui in luce la sua preparazione lirica.
"Triana Morena" è invece un cha cha cha che all'epoca venne inciso da molti cantanti, tra cui il Quartetto Cetra; la canzone è firmata Laredo, che è lo pseudonimo del musicista spagnolo Vicente Mari Bas (nato ad Alicante il 10 febbraio 1912 e morto a Madrid il 19 agosto 1980), uno dei più noti compositori spagnoli di musica leggera, autore di tante canzoni che all'epoca ebbero una popolarità mondiale.
In entrambi i brani la Visconti è accompagnata dal complesso del marito.

1) Tu che m'hai preso il cuor (Mario Panzeri-Nino Rastelli-Franz Lehar)
2) Triana Morena (Laredo)

mercoledì 18 dicembre 2013

Little Tony - Bella pupa/Un rock per Judi (1961)












Anche Little Tony ci ha lasciato quest'anno: vogliamo ricordarlo con un omaggio articolato, che parte con questo 45 giri risalente al 1961, con due canzoni entrambe molto note, si potrebbe quasi dire due lati A.
"Bella pupa", scritta da Vito Pallavicini e dal maestro Franco Cassano (che dirige anche l'orchestra in entrambe le canzoni), è un rock'n'roll con un pregevole assolo di chitarra elettrica nella parte centrale, opera di Enrico Ciacci, uno dei più grandi chitarristi italiani nonchè fratello di Tony.
Come è scritto in copertina, la canzone è presente nella colonna sonora del film "5 marines per 100 ragazze".
"Un rock per Judi" è scritta da Vittorio Metz per il testo e da Nico Fidenco per la musica (ma in SIAE alla sua firma si aggiunge quella del maestro romano Luciano Luigi Martelli): il brano è presente nel film "Totò truffa '62" in una versione cantata da Estella Blain (ma in realtà la voce non è quella dell'attrice francese, ma quella di Anita Sol).

1) Bella pupa (Vito Pallavicini-Franco Cassano)
2) Un rock per Judi (Vittorio Metz-Nico Fidenco-Luigi Martelli)

venerdì 13 dicembre 2013

Gipo Farassino - Due soldi di coraggio (1969)












Agli inizi di ottobre avevamo prenotato (con alcuni amici) per lo spettacolo che Gipo Farassino doveva tenere al Folkclub: pochi giorni prima però ci è stato comunicato dal locale che lo spettacolo era stato annullato per problemi di salute del cantautore.
Una quindicina di giorni dopo lo avevo chiamato per un'intervista che dovevo fargli a proposito di una canzone di Enzo Jannacci, ma mi ha detto che non stava ancora bene e di richiamare dopo qualche settimana.
Purtroppo però il suo nome si è aggiunto alla già lunga lista di musicisti che ci hanno lasciato in questo 2013: il blog è vicino a Valentina, e vuole ricordare il suo papà (di cui altre volte abbiamo presentato dischi) con un album del 1969 (la matrice porta la data del 6 ottobre), "Due soldi di coraggio", sicuramente uno dei suoi più riusciti, completamente in italiano.
Mentre il milanese, almeno negli anni '60 e '70, è stato più accettato su scala nazionale e quindi si potevano vedere in televisione nomi quali i Gufi o Jannacci, per il torinese la strada è stata più difficoltosa e Gipo e Roberto Balocco sono stati spesso relegati ad una popolarità regionale, ed è un peccato viste le loro qualità (e quelle del resto di altri loro colleghi).
Ora la situazione è del resto peggiorata, e sia in Rai che in Mediaset che sugli altri canali, anche digitali, gli unici dialetti tollerati sono il napoletano e il romanesco.
Ma torniamo al disco: il brano di apertura è una delle descrizioni più riuscite della Torino degli anni '60: "Un mare di fredde ciminiere, / un fiume di soldatini blu, / un cielo scordato dalle fiabe, / un sole che non ti scalda mai". Una città che non esiste più: le ciminiere le hanno spostate in Romania, i soldatini blu sono diventati tutti impiegati e l'unica cosa che è rimasta uguale è il sole che non ti scalda mai.
Sempre della Torino del periodo è la descrizione del "Bar del mio rione", sostituito per lo più dai pub e dalle birrerie.
Due canzoni del disco sono cover di canzoni francesi, "Fanette" di "La Fanette" di Jacques Brel e "Le scarpe nuove" da "Les ballons rouges" di Serge Lama; "Non puoi capire" è scritta insieme a Vanni Moretto e Carlo Cordara, mentre Moretto (che Farassino aveva conosciuto anni prima all'Italmusica, durante i suoi dischi icisi per la IPM, la Pig e la Silver) scrive da solo la musica di "Remo la barca", una delle canzoni più note del disco, con la triste storia di Remo Guidotti.
Altri brani entrati nel meglio del repertorio di Farassino (che li ha continuati ad interpretare dal vivo fino a poco tempo fa) sono la title track "Due soldi di coraggio" e "Ballata per un eroe", canzone antimilitarista.
Tra le altre canzoni da citare almeno "Cella 21", che descrive le ultime ore di un condannato a morte, "America" sul dramma dell'emigrazione e la poetica  e conclusiva "L'eco".
Gli arrangiamenti e la direzione dell'orchestra sono curati da Giancarlo Chiaramello, che lega i vari brani con degli intermezzi musicali, sul modello di ciò che aveva fatto l'anno prima Gian Piero Reverberi per i New Trolls in "Senza orario, senza bandiera".
Ovviamente questo disco non è mai stato ristampato fino ad oggi in CD

LATO A

1) La mia città (Gipo Farassino)
2) L'organo di Barberia (Gipo Farassino)
3) Il bar del mio rione (Gipo Farassino)
4) Serenata a Margherita (Gipo Farassino)
5) Fanette (Gipo Farassino-Jacques Brel)
6) Non puoi capire (Gipo Farassino-Vanni Moretto-Carlo Cordara)
7) Le scarpe nuove (Gipo Farassino-Yves Gilbert-Serge Lama)

LATO B

1) Due soldi di coraggio (Gipo Farassino)
2) Remo la barca (Gipo Farassino-Vanni Moretto)
3) America (Gipo Farassino)
4) Cella 21 (Gipo Farassino)
4) Ballata per un eroe (Gipo Farassino)
5) L'eco (Gipo Farassino)

sabato 30 novembre 2013

Nanni Rauco - Una città nell'eternità/Spazio per due (1972)












Sappiamo tutti chi è Nanni Rauco, quindi non mi dilungo: chissà perché decise di incidere nel 1972 (la matrice è datata 6 ottobre) queste due canzoni usando questo tono di voce, da cui lo pseudonimo....ma come sappiamo non era certo la prima volta che incideva usando un nom de plume.
Sul lato A vi è una cover di "Venus", il successo di Frankie Avalon, con il testo in italiano scritto da Gian Pieretti (che si firma con lo pseudonimo Seupho).
Sul retro un'altra cover, quella di "Outa space" di Billy Preston, che molti conoscono per la sua collaborazione con i Beatles e per "With you I'm born again", ma che ha avuto invece una carriera molto interessante.
Entrambi i brani sono arrangiati da Vince Tempera.

1) Una città nell'eternità (Gian Pieretti-Ed Marshall)
2) Spazio per due (Riccardo Sanna-J. Michael Greene-Billy Preston)



giovedì 21 novembre 2013

Lillian - Un giorno come un altro/Cielo azzurro (1969)












Ritorniamo a parlare della cantante torinese (ma veneta di nascita) Lillian, di cui avevamo presentato il disco di debutto, e l'occasione è un'intervista alla cantante che è stata pubblicata nel nuovo numero, appena uscito, della di "BEATi voi!" (n° 15), la rivista sul beat e prog italiano anni '60 e '70 edita dal Centro Studi sul Beat Italiano "Beat Boutique 67" di Alessio Marino; oltre a lei vi sono interessanti interviste a  Giuseppe Ferrari dei New Villa o Giovanni Poggio dei Ragazzi della Via Gluck, ed articoli su gruppi meno noti ma altrettanto interessanti come i Moon Boys e gli Astor o solisti come Il Gatto, alias Nedo Del Gratta (per informazioni e ordini: allllessio@tiscali.it - htttp://beatboutique67.xoom.it).
La canzone sul lato A, "Un giorno come un altro", era stata in realtà incisa in contemporanea con "Tutto il mio mondo", che poi era stata pubblicata insieme a "Musica di stelle" ed aveva partecipato alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia" nel settembre 1969., e la cosa è testimoniata (oltre che dal racconto di Lillian nell'intervista) anche da un provino di cui siamo in possesso e che, come si può vedere, contiene proprio le due canzoni.
"Un giorno come un altro" è la cover di "First of May" dei Bee Gees, e l'autore del testo in italiano è il torinese Luciano Giacotto che, insieme a Giampiero Scussel (che sull'etichetta è citato da solo come produttore), seguiva l'attività artistica di Lillian; la canzone è stata incisa anche da altri artisti, tra cui Patty Pravo.
L'arrangiamento è curato da Marcello Minerbi, che del resto aveva anche arrangiato "Tutto il mio mondo".
Sul retro invece troviamo un'altra cover, "Cielo azzurro": Mogol e Alessandro Colombini scrivono il testo in italiano di "South Carolina" dei Flirtations, che erano un gruppo femminile proprio della Carolina del Sud.
Come ha raccontato Lillian nell'intervista a cui vi rimando, il lavoro dei due parolieri soci della Numero Uno nasce da un contatto che poi non ha avuto ulteriori sviluppi tra questa casa discografica e la cantante di Nichelino.
L'arrangiamento del brano è del torinese Claudio Valle, che abbiamo già avuto occasione di conoscere parlando di altri artisti.
Infine una nota sulle qualità vocali di Lillian, che era sicuramente dotata e che avrebbe meritato ben altro successo.

1) Un giorno come un altro (Luciano Giacotto-Barry Gibb-Maurice Gibb-Robin Gibb)
2) Cielo azzurro (Mogol-Alessandro Colombini-Wayne Bickerton-Tony Weddington)


martedì 19 novembre 2013

Michèle Sécher - Già lo so/Ascoltami ti prego (1962)












Ritorniamo a parlare di Michèle Sécher, la moglie del titolare della casa discografica BDS, Ambrogio Carlo Carenni, dopo quasi due anni, presentando quello che è al tempo stesso il suo primo 45 giri ed anche la prima pubblicazione della Ballabili Di Successo.
"Già lo so" è un cha cha cha, il ballo del momento nel 1962, ed è un motivo allegro e orecchiabile; "Ascoltami ti prego" è invece un tango milonga lento (sull'etichetta c'è scritto beguine...), con un assolo di clarino a metà canzone (e con un testo d'amore), che potrebbe benissimo far parte del repertorio della Pizzi degli anni '50: ma siamo nel 1962.
La voce della Sécher ha un caratteristico accento francese, ma non brilla molto per originalità.
In entrambi i brani suonano i Continentals, gruppo di studio della BDS (e di altre etichette come la CGD e la Music) formato da Cesare Marconi alla batteria, Ettore Rossi al basso, Sante Palumbo al pianoforte, Ettore Patracchini al sax e Giulio Tumeo alla chitarra e ai cori.
Le canzoni non risultano depositate in SIAE, in etichetta comunque gli autori sono indicati come il maestro Carenni per il testo e Gaetano Villa (che si firma Tanville) per le musiche; Villa è conosciuto per essere stato l'autore di "Bikini e tamuré" per Tony Renis.


1) Già lo so (Ambrogio Carlo Carenni-Tanville)
2) Ascoltami ti prego (Ambrogio Carlo Carenni-Tanville)

lunedì 4 novembre 2013

Duo Fasano - Occhiali blu/Non mi dire addio (1962)













Ritorniamo al Duo Fasano con un 45 giri del 1962 (la matrice porta la data del 9 ottobre): il periodo d'oro delle due sorelle torinesi è già terminato con la fine degli anni '50, e come altri divi loro coetanei nel decennio successivo sono spesso all'estero; a volte però tornano in Italia ed incidono qualche 45 giri, come questo arrangiato dal maestro Piero Soffici e pubblicato dalla Ri-Fi.
 "Occhiali d'oro" è la versione in italiano di "2223 miles", canzone scritta da Paul Vance e Leon Carr, due autori che spesso hanno lavorato insieme, per Patti Page; l'autore del testo in italiano è Lucio Lami, che usa lo pseudonimo Bisth.
La canzone è molto orecchiabile e con un testo estivo che ben si adatta alla melodia: l'arrangiamento è riuscito, pur ricalcando quello dell'originale, con un intermezzo dei fiati verso metà canzone.
Anche "Non mi dire addio" è una cover, di "Keep a lovin' me" di Emile Ford and The Checkmates, ma in questo caso è riportato l'autore del testo in italiano, che è Piero Soffici (che utilizza lo pseudonimo "Ardiente"); la canzone risulta scritta dal gruppo dei Checkmates.
Anche questo brano è orecchiabile e ricalca la moda del twist, esplosa proprio in quell'anno, con un assolo di sax verso il finale.
Un tentativo di rilancio per le due sorelle, fallito non certo per la qualità delle canzoni ma per via della moda dei primi anni '60 per cui i cantanti come il Duo Fasano erano visti come legati al decennio passato.

1) Occhiali blu (Bisth-Paul Vance-Leon Carr)
2) Non mi dire addio (Ardiente-The Checkmates)

mercoledì 23 ottobre 2013

Enzo Jannacci - Jannacci Enzo (1972)



Continuiamo con la presentazione dei dischi di Jannacci inediti su CD con questo disco pubblicato a settembre del 1972 e che è sicuramente uno dei più rari tra quelli incisi dal cantautore, anche per le poche vendite, inferiori a quelle solitamente già basse degli altri album jannacciani.
Tre le canzoni nuove, mentre sei sono nuove versioni di vecchi brani: "La giostra" diventerà nota alcuni anni dopo cantata da Milva, con il titolo cambiato in "La rossa" ed alcune piccole modifiche al testo, "Una tristezza che si chiamasse Maddalena" (con un testo che fa riferimento alla strage di piazza Fontana) era già stata incisa da Nicola Arigliano e dai Domodossola, ed infine "Ragazzo padre", con il testo scritto da Bruno Lauzi, che è la canzone più nota, pubblicata anche su 45 giri, con un contrasto tra la strofa quasi tenchiana (....ascoltate in sequenza questa canzone e "Mi sono innamorato di te") ed il ritornello tipicamente jannacciano.
Le sei nuove versioni sono scelte tra il repertorio inciso per la Jolly, tralasciando quindi i primi brani per la Ricordi: sono canzoni storiche, da "Faceva il palo" a "El portava i scarp del tennis", ma in generale sono preferibili gli originali, specialmente per "Ti te se no" (con una tastierina di sottofondo spesso fastidiosa) e "Dona che te durmivet"; si tratta comunque in questi casi di un'opera di divulgazione che in altre occasioni Jannacci farà decisamente in modo migliore, e mi riferisco soprattutto al disco del 2004 "Milano 3.6.2005", arrangiato superbamente dal figlio Paolo.
Una citazione a parte per il brano di apertura, "E sapere", che è la traduzione in italiano di "E savè", tratta da "Sei minuti all'alba": Jannacci recita i versi mentre il coro in sottofondo canta la canzone in dialetto, come nell'originale.
Curata la grafica del disco, apribile, con una finestra vuota al centro che consente di vedere una parte dell'interno, con Jannacci in giacca e cravatta: aprendolo si scopre che il cantautore è in mutande.
La produzione è di Italo Greco e Paolo Dossena; Greco cura anche gli arrangiamenti con Alberto Baldan, e purtroppo non sono riportati i musicisti.

LATO A

1) E sapere (Enzo Jannacci)
2) La giostra (Enzo Jannacci)
3) El portava i scarp del tennis (Enzo Jannacci)
4) Dona che te durmivet (Enzo Jannacci)

LATO B

1) Una tristezza che si chiamasse Maddalena (Enzo Jannacci)
2) Faceva il palo (Walter Valdi-Enzo Jannacci)
3) Ti te se no (Enzo Jannacci)
4) Prendeva il treno (Enzo Jannacci)
5) Ragazzo padre (Bruno Lauzi-Enzo Jannacci)

giovedì 17 ottobre 2013

Misterbianco - Alto gradimento (1971)












Abbiamo già parlato di Misterbianco (pseudonimo di Antonio Ranieri) a marzo dell'anno scorso, presentando un suo 45 giri del 1976; oggi invece parliamo del suo 33 giri del 1971, inciso per la DKF, l'etichetta a cui era passato dopo le prime incisioni per la Mercury del gruppo Phonogram.
Il disco si intitola "Alto gradimento", come il programma di Arbore e Boncompagni che andava per la maggiore in quegli anni, e raccoglieva alcune canzoni originali e cover di canzoni di successo del periodo.
La canzone che apre il disco, “Ra ta ta ta”, è un brano che pochi mesi prima era stato lanciato dai Rotation (in Italia il loro 45 giri era stato pubblicato dalla Ricordi), e Misterbianco lo canta in inglese; chissà perchè vi è sull'etichetta anche la firma di Luigi Albertelli (che era l'autore del testo in italiano della versione cantata da Antoine), mentre Juwens è riportato con il cognome storpiato in Yuwnes ed Heilburg in Heilbure.
Del brano esiste anche una versione incisa da James Last con la sua orchestra, ovviamente strumentale. “Love story” è invece incisa in italiano, con il testo scritto da Sergio Bardotti e già inciso da Johnny Dorelli e Patty Pravo (e in questo caso nell'etichetta scompare la firma di Bardotti); un'altra canzone tratta da un film è “Cuore cosa fai”, da “Anonimo veneziano”, in cui Luciano Beretta ha inserito un testo sulla musica del Maestro Stelvio Cipriani (e in questo caso l'errore dell'etichetta è doppio: manca il nome di Beretta ed è riportato il titolo del film).
Sono invece in lingua originale le notissime “Sing sing Barbara” di Laurent e “My Sweet Lord” di George Harrison. Meno nota “What does'it take” di Junior Walker, che è presentata in italiano: ovviamente non è riportato chi sia l'autore del testo.
Le canzoni originali sono scritte da Nereo Villa, di cui abbiamo già parlato nel blog presentando un suo 45 giri inciso con lo pseudonimo “Mosé”, che suona anche il pianoforte nel disco: “Parere di un soldato” è una canzone il cui testo racconta di un soldato stanco di pregare, mentre “Un bicchiere al posto di te” musicalmente ricorda lo stile dei Procol Harum, con evidenti rimandi classici, così come “Così sia”; “Formula blu” è una canzone d'amore orecchiabile con un intermezzo di pianoforte nel finale, ed è interessante la ritmica di “Vedo lei”, che sorregge tutto il brano.
Conclude il disco “Vespro”, brano lento che cresce progressivamente e che è melodicamente elaborato.
Oltre a Villa, suonano nel disco altri musicisti torinesi: Roberto Balocco alla batteria (da non confondere con l'omonimo cantante, il batterista torinese entrerà poi nei Panna Fredda e nei Capsicum Red), Roberto Favaro al basso (che suonerà in seguito nei Living Live), Luigi Catalano alla chitarra (in seguito entretrà nella Strana Società) e Guido Monge all'organo.
L'ingegnere del suono (così è riportato in copertina, anni prima dell'uso comune di questi termini sui dischi della Cramps) è Danilo Pennone, il chitarrista dei Ragazzi del Sole.

LATO A

1) Ra ta ta ta (Luigi Albertelli-Chris Juwens-Christian Heilburg)
2) Parere di un soldato (Nereo Villa)
3) Love story (Francis Lai)
4) Un bicchiere al posto di te (Nereo Villa)
5) Sing sing Barbara (Luc Aulivier-Michael Laurent)
6) Formula blu (Nereo Villa)

LATO B

1) My sweet Lord (George Harrison)
2) Vedo lei (Nereo Villa)
3) Anonimo veneziano (Luciano Beretta-Stelvio Cipriani)
4) Così sia (Nereo Villa)
5) What does'it take (Johnny Bristol-Harvey Fuqua-Vernon Bullock)
6) Vespro (Nereo Villa)

venerdì 11 ottobre 2013

Gli Alunni del Sole - ...e mi manchi tanto... (1973)




Questo post era pronto già da alcune settimane, e rientrava in un progetto, uno dei tanti iniziati dal blog: la pubblicazione di tutti gli album del gruppo dei fratelli Morelli inediti su CD (e cioé la quasi totalità).
Poi ieri sera ho avuto la triste notizia su Paolo Morelli, e così ho deciso di anticiparne la pubblicazione (e per il post Vince Ricotta ha preparato l'immagine ricordo qui a fianco).
Ho visto gli Alunni del Sole dal vivo nel 1977, portato da mia madre in uno spettacolo alla Rai di via Verdi: non ricordo il mese ma era appena uscito l'album "'a canzuncella", ed anche se avevo solo 13 anni conoscevo già il gruppo perché li avevo ascoltati in numerose occasioni nell' "Hit Parade" di Lelio Luttazzi e li avevo visti ospiti ad "Adesso musica".
Poi in seguito li ho sempre seguiti, anche comprando i loro album meno riusciti (a mio parere quelli del periodo RCA), fino all'ultimo "La storia...il sogno", di pochi mesi fa.
Ho sempre considerato Paolo Morelli un grande, ma sottovalutato, compositore e autore di testi: molte sue canzoni sono entrate nella storia della nostra musica leggera, sicuramente "'a canzuncella", che è stata reinterpretata persino da due milanesi come Enrico Ruggeri, nell'album "Contatti" del 1989 e Ornella Vanoni, in "Un panino, una birra e poi..." del 2001; la Vanoni aveva anche inciso, nello stesso disco, "Concerto", e  nel 2009 Patty Pravo aveva incluso nel suo live dall'Arena di Verona "...e mi manchi tanto", la canzone che dà il titolo al disco di oggi.
Forse una cosa che non tutti sanno è che Paolo e Bruno Morelli sono figli d'arte: il padre infatti è Ardelio Morelli, toscano di Fucecchio, autore di molte canzoni tra cui "La mano del Signore" per Little Tony.
Come tutti sanno, questo è il loro secondo album, che segue il concept "Dov'era lei a quell'ora?" dell'anno precedente: in realtà però il disco racchiude alcune canzoni pubblicate in anni precedenti su 45 giri, come "Fiori" del 1970 e "Isa Isabella" e "Ritorna fortuna" del 1971, e due incisioni del primo periodo per la Parade, "Concerto" e "L'aquilone", che vedono come autore dei testi Carlo Rossi, nel secondo brano con Ettore De Carolis dei compagni di scuderia "Chetro & Co." (De Carolis da solo scrive il testo di "Fiori", mentre Rossi è anche autore delle parole di "Isa Isabella).
Un disco che quindi è quasi una sorta di raccolta di successi del primo periodo del complesso.

LATO A

1) E mi manchi tanto (Paolo Morelli)
2) Isa...Isabella (Carlo Rossi-Paolo Morelli)
3) L'aquilone (Carlo Rossi-Ettore De Carolis-Paolo Morelli)
4) La maggiore età (Paolo Morelli)

LATO B

1) Concerto (Carlo Rossi-Paolo Morelli)
2) I ritornelli inventati (Paolo Morelli)
3) Ritorna fortuna (Paolo Morelli)
4) I ritornelli infantili (Paolo Morelli)
5) Fiori (Ettore De Carolis-Paolo Morelli)