

Come forse saprete, Giancarlo Golzi, batterista dei Matia Bazar, ci ha lasciato improvvisamente tre giorni fa. Avevo avuto modo di conoscerlo alla fine del 2010, in occasione di un'intervista realizzata per "Musica leggera" e pubblicata sul numero 14 di marzo 2011.
Doveva essere una chiacchierata con qualche accenno alla storia passata
dei Matia Bazar per poi parlare di quello che era all'epoca il nuovo
album in fase di uscita, "Conseguenza logica", con il ritorno di Silvia
Mezzanotte come voce solista.


Alla fine invece, grazie alla disponibilità
ed alla simpatia di
Giancarlo, venne fuori un articolo di ben tredici pagine che partiva
dagli inizi di Golzi con i Museo Rosenbach, raccontando anche molte
cose interessanti ed aneddotiinediti, per poi analizzare la nascita dei
Matia Bazar, il suo ingresso nel gruppo dopo i primi due 45 giri
(quello inciso a nome "Matia" del 1974 e la celeberrima "Stasera che
sera", entrambi con Paolo Siani alla batteria), la stagione dei successi, l'abbandono di Piero Cassano con la coincidente svolta dei primi anni '80 e tutte le tappe successive dalla storia e del percorso
artistico della band, tra abbandoni, cambi di etichetta e nuovi
successi.


Come potrete rendervi conto leggendola, si tratta di
un'intervista molto piena, ricca di informazioni, anche sulla nascita delle canzoni (ad esempio il racconto su come è stato scritto il testo della notissima "Vacanze romane"), resa possibile
dall'estrema disponibilità (oltre che memoria...) di Giancarlo: e non è
una cosa così scontata, ho fatto interviste ad artisti che con la cosa
dell'occhio guardavano l'orologio sperando di finire presto, e ad altri che, con la scusa di non ricordare molto il passato, facevano di tutto per portare il discorso sull'ultimo disco uscito.


Ricordo che Francesco Coniglio fu molto soddisfatto dell'intervista, e il direttore Maurizio Becker dovette lavorare di taglio e cucito per pubblicarla senza tagli, cosa molto difficile visto la lunghezza.


Il tutto fu arricchito, come d'abitudine per "Musica Leggera", con immagini interessanti e particolari. Ho pensato che, dopo quattro anni, pubblicare nel sito l'intervista potesse essere un buon modo per ricordare Giancarlo Golzi, anche perchè di fatto in essa viene ricostruita quella che è stata tutta la sua vita artistica, con anche dettagli sulla sua vita personale, quando racconta ad esempio dei genitori e dell'autoscuola del padre.


Mi sono accorto anche di due errori che ho fatto, abbastanza imperdonabili: il primo si trova a pagina 34, quando Giancarlo parla di Giusta Spotti, ed io la definisco come la figlia di Pino, quando in realtà era la moglie del Maestro, vedova già da alcuni anni. Il secondo invece è a pagina 39, quando gli chiedo del passaggio dalla Ariston alla EMI (invece che alla CGD, come peraltro lui correttamente risponde). Mi scuso con i lettori, con un certo ritardo, per queste due inesattezze.
Avremo modo sicuramente in futuro di ricordare nuovamente Giancarlo, presentando nel blog qualche rarità dei Matia Bazar, con dischi pubblicati all'estero; spero intanto che sia ben accolto questo ricordo.
Bellissima intervista...grazie ;-)
RispondiEliminaI MB sono stati la mia colonna sonora italiana "del juke box"..
RispondiEliminaRip Giancarlo
Cristiano