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sabato 23 febbraio 2013

Pino Caruso & Duo di Piadena (PSI - 1972)














Dopo la DC passiamo al PSI, presentando un disco curato dalla Sezione Stampa e Propaganda del PSI, probabilmente la più attiva, soprattutto negli anni '70, nella pubblicazione di dischi elettorali.
Quello di oggi venne pubblicato nel 1972 per le elezioni politiche del 5 maggio.
Sul lato A vi è un monologo dell'attore siciliano Pino Caruso, divertente (tranne che per la battuta finale), mentre la canzone sul retro, eseguita dal Duo di Piadena (Delio Chittò e Amedeo Merli, che ricordo da bambino per l'Uva Fogarina con il suo dirindindin ad Alto Gradimento), ricalca gli schemi della musica folk e popolare del periodo, con un testo ovviamente a favore del socialismo: "Vogliamo andare avanti, avanti, avanti / nella democrazia / e il mondo socialista / è la tua garanzia" recita il ritornello.
Interessante il simbolo del partito, sul retro della copertina, che non era ancora il garofano rosso craxiano ma il simbolo storico, con il Sole dell'Avvenire.
Un reperto storico, ormai.

1) Pino Caruso - Basta con la libertà (Pino Caruso)
2) Duo di Piadena - Dobbiamo andare avanti (Amedeo Merli-Delio Chittò)

venerdì 22 febbraio 2013

Enzo Maolucci & Le Vite Parallele - Strega d'aprile/Una ballata per Mike McCoy (DC - 1970)












E dopo la serie su Sanremo, cominciamo oggi una nuova serie sui dischi "elettorali", visto che domenica e lunedì, come sapete, si vota...e il primo disco che presentiamo ci fornisce l'occasione di un repost di un disco che avevamo presentato a gennaio 2011.
Chissà perchè oggi non si incidono più dischi elettorali: all'epoca ve ne erano alcuni con veri e propri inviti a votare, ed altri come questo con due canzoni (tratte dall'album de "Le Vite Parallele", il primo gruppo del cantautore torinese Enzo Maolucci) normalissime, in cui la propaganda elettorale viene fatta in copertina.
Ma oggi.....chi potrebbe incidere dischi di questo tipo? So di Celentano, che ha scritto una canzone in favore di Grillo, e di Bennato, che a sua volta ne ha scritta una contro.....per il PDL c'è Apicella....per il PD, qualcuno si trova....ma.....in ogni caso, mi pare che anche in questo caso i dischi del passato abbiano un fascino che le canzoni di oggi non riescono ad avere.
Passando al 45 giri de Le Vite Parallele, la campagna elettorale era, in quel caso, quella delle comunali di tre candidati della Democrazia Cristiana (di cui venne eletto uno solo, Bracco).
Le due canzoni, acustiche, risentono di certe atmosfere di quegli anni.
Nei prossimi giorni passeremo ad altri dischi e ad altri partiti

1) Strega d'aprile (Maolucci-Corinto-Paolo Fiori)
2) Una ballata per Mike McCoy (Maolucci-Corinto-Paolo Fiori)

lunedì 18 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (Cetra)












E finiamo oggi la parentesi sui post sanremesi ritornando dove siamo partiti, cioè al festival del 1968, presentando però questa volta la compilation della Fonit-Cetra.
Le canzoni le conosciamo, le canzoni sono quasi tutte quelle dell'altro disco, ma cambiano ovviamente le versioni: le "novità", se così vogliamo definirle, sono "Mi va di cantare" nella versione di Carmen Villani, "Tu che non sorridi mai", che a Sanremo venne presentata da Orietta Berti e Piergiorgio Farina e che in questo disco è cantata da Claudio Villa, e infine "Il posto mio", canzone presentata da Modugno con uno dei due autori, Tony Renis (l'altro era Alberto Testa) e qui interpretata da Graziella Marchi.
Mancano, peraltro, "La voce del silenzio", "Il re d'Inghilterra" e "Da bambino"....questi erano gli inconvenienti dell mancato accordo fra le varie case discografiche, cosa che ormai da anni è stata superata.
Tra gli interpreti è da citare fra gli altri la brava Aida Nola, che sicuramente molti ricorderanno dapprima corista di Loredana Berté e poi cantante solista negli anni '80.
Tolta "Casa bianca", in cui l'orchestra è diretta da Detto Mariano, in tutte le canzoni Giancarlo Chiaramello è il direttore d'orchestra.
Anche questa è una raccolta piacevole, in cui gli interpreti non originali forniscono comunque una versione all'altezza.

LATO A

1) Gianni Pettenati - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
2) Marisa Sannia - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
3) Claudio Villa - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
4) Yoko Kishi - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
5) Marisa Sannia - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
6) Alan Marrese - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
7) Aida Nola - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)



LATO B

1) Sergio Endrigo - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
2) Carmen Villani - Mi va di cantare (Vincenzo Buonassisi-Giorgio Bertero-Marino Marini-Aldo Valleroni)
3) Claudio Villa - Tu che non sorridi mai (Marisa Terzi-Sauro Sili)
4) Marisa Sannia - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
5) Corrado Francia - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
6) Gabriella Marchi - Il posto mio (Alberto Testa-Tony Renis)
7) Patrick Samson - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)

sabato 16 febbraio 2013

AA.VV. - Da Torino a Sanremo (2013)












Un'antologia "virtuale" che raccoglie alcune (non tutte) partecipazioni di cantanti torinesi al festival di Sanremo...si apre con Rascel, che sappiamo essere in realtà romano, ma che è comunque nato a Torino, e che è stato ricordato (grazie a Franco Settimo) proprio nella sua città natale in occasione del centenario della sua nascita.
Si prosegue poi con altri artisti, cercando un equilibrio tra i cantanti del passato prossimo (i Subsonica o gli Eiffel 65) e quelli del passato remoto (il Duo Fasano o Ernesto Bonino, con un brano scritto da Nisa e Carosone).
Mancano sicuramente alcuni nomi più o meno noti, ma si tratta per l'appunto di un'antologia e....chissà se l'anno prossimo magari non sarà seguita da un secondo volume.

1) Renato Rascel - Romantica (Dino Verde-Renato Rascel) - 1960
2) Duo Fasano - Sotto il mandorlo (Giancarlo Testoni-Mario Panzeri-Carlo Donida) - 1951
3) Ernesto Bonino - Gondolì gondolà (Nisa-Renato Carosone) - 1962
4) Rita Pavone - Zucchero (Mogol-Luigi Clausetti-Roberto Soffici-Piero Soffici-Roberto Guscelli) - 1969
5) Antonella Bellan - Lettera (Renato Scala-Luciana Medini-Pier Benito Greco-Mario Mellier) - 1975
6) Umberto Tozzi - Le parole (Umberto Tozzi-Riccardo Ancillotti) - 2005
7) Marco Carena - Serenata (Marco Carena) - 1991
8) Righeira - Innamoratissimo (Cristiano Minellono-Stefano Righi-Stefano Rota-Carmelo e Michelangelo La Bionda-Stefano Conforti)
9) Giorgia Fiorio - Avrò (Raffaele Ferrato-Sergio Menegale-Piero Soffici) - 1983
10) Subsonica -Tutti i miei sbagli (Samuel Umberto Romano-Max Casacci-Davide Dileo) - 2000
11) Ariel - Ribelle (Alex Gaydou-Luca Chiaravalli) - 2008
12) Frankie Hi-Nrg MC - Rivoluzione (Francesco Di Gesù-Francesco Bruni-Carolina Galbignani) - 2008
13) Eiffel 65 - Quelli che non hanno età (Gabry Ponte-Maurizio Lobina-Gianfranco Randone-Domenico Capuano-Gregory Colla)

giovedì 14 febbraio 2013

AA.VV. - Le canzoni di Sanremo 1967 (Dischi Arlecchino)




Il debutto di Rosanna Fratello avviene nel 1967 in questa compilation sanremese della Arlecchino (disco tra i più richiesti al blog), l'etichetta milanese fondata dal cantante Enzo Amadori; la Fratello, pugliese di nascita, era cresciuta a Cinisello Balsamo, paese dell'hinterland milanese.
Non escludo che la cantante abbia inciso anche qualche 45 giri per questa casa discografica, che aveva una produzione abbondante (sia di cover di successi sia di brani originali): in questo doppio 33 giri canta tre canzoni di quell'edizione di Sanremo, "E' più forte di me" (in originale cantata da Tony Del Monaco e Betty Curtis), "Devi avere fiducia in me" (Carmelo Pagano e Roberta Amadei) e "Quando dico che ti amo" (Annarita Spinaci e Les Surf).
Gli altri cantanti sono quasi tutti sconosciuti, a parte ovviamente Enzo Amadori e Giancarlo Cajani, che parteciperà pochi anni dopo a Un disco per l'estate.
Le versioni delle canzoni sono più povere dal punto di vista degli arrangiamenti, segno dei pochi mezzi che l'Arlecchino aveva a disposizione: alcune comunque sono ugualmente piacevoli.
Particolare la versione di "Proposta", il brano dei Giganti, che si differenzia dall'originale per un'introduzione con un testo assente in quella del complesso; e sull'etichetta Lucio Battisti diventa...Battistini!
Più che altro una curiosità, che testimonia di quello che era il sottobosco discografico italiano negli anni '60.

LATO A

1) Enzo Amadori - Sopra i tetti azzurri del mio pazzo amore (Vito Pallavicini-Domenico Modugno)
2) Lella Ercoli - Ma piano (per non svegliarmi) (Gianni Meccia)
3) Vito Camarda - Non pensare a me (Alberto Testa-Eros Sciorilli)
4) Rosanna Fratello - E' più forte di me (Tony Del Monaco-Enrico Polito)
5) Carlo Biagi - E allora dai (Giorgio Gaber)
6) Maria De Andria - Io, tu e le rose (Daniele Pace-Mario Panzeri-Mario Giacomo Gili-Luigi Barazzetti)
7) Enzo Amadori - Quando vedrò (Marisa Terzi-Carlo Alberto Rossi)
8) Carlo Biagi - Uno come noi (Umberto Martucci-Giorgio Bertero-Marino Marini)

LATO B

1) Maria De Andria - Ciao amore, ciao (Luigi Tenco)
2) Enzo Amadori - Proposta (Alberto Carisch-Giordano Bruno Martelli)
3) Lella Ercoli - Per vedere quanto è grande il mondo (Mogol-Carlo Donida)
4) Carlo Biagi - Guardati alle spalle (Luciano Beretta-Daniele Pace-Mario Panzeri-Gianfranco Monaldi)
5) Paola Turchini - Gi (Vito Pallavicini-Antonio Amurri-Fred Bongusto)
6) Giancarlo Cajani - Nasce una vita (Sergio Bardotti-Jimmy Fontana)
7) Enzo Amadori - Bisogna saper perdere (Giuseppe Cassia-Ruggero Cini)

LATO C

1) Vito Camarda - Io per amore (Vito Pallavicini-Gino Paoli-Pino Donaggio)
2) Giancarlo Cajani - La rivoluzione (Mogol-Roberto Soffici)
3) Paola Turchini - Il cammino di ogni speranza (Umberto Napolitano)
4) Enzo Amadori - C'è chi spera (Daniele Pace-Mario Panzeri-Gene Colonnello)
5) Maria De Andria - Canta ragazzina (Claudio Marcello Depedrini-Iller Pattacini-Carlo Donida)
6) Carlo Biagi - Non prego per me (Mogol-Lucio Battisti)
7) Rosanna Fratello - Devi avere fiducia in me (Francesco Specchia-Renato Martini)
8) Enzo Amadori - Dove credi di andare (Sergio Endrigo)

LATO D

1) Rosanna Fratello - Quando dico che ti amo (Alberto Testa-Tony Renis)
2) Giancarlo Cajani - Dedicato all'amore (Alberto Testa-Daniele Pace-Flavio Carraresi)
3) Enzo Amadori - L'immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)
4) Lella Ercoli - La musica è finita (Nisa-Franco Califano-Umberto Bindi)
5) Enzo Amadori - Pietre (Ricky Gianco-Gian Pieretti)
6) Paola Turchini - Una ragazza (Vito Pallavicini-Bruno Pallesi-Walter Malgoni)
7) Carlo Biagi - Cuore matto (Armando Ambrosino-Totò Savio)

mercoledì 13 febbraio 2013

Tonina Torrielli - I successi di Tonina Torrielli con l'orchestra Arcobaleno (1956)












Ritorniamo a parlare di Sanremo presentando il primo album di Tonina Torrielli, pubblicato subito dopo la sua partecipazione al Festival (la matrice è datata 18 marzo 1956, e quell'anno la manifestazione sanremese si era tenuta dall'8 al 10): ed è curioso che il titolo del disco sia "I successi", visto che fino a poche settimane prima la Torrielli era un'emerita sconosciuta, rivelatasi proprio a Sanremo.
E ben sei canzoni del disco provengono dal festival: alcune interpretate direttamente dalla caramellaia di Novi, come "Amami se vuoi", "Il cantico del cielo" (uno dei primi testi scritti da Alberto Testa), "Il bosco innamorato" e "Qualcosa è rimasto", altre invece lanciate da altre cantanti, come la vincitrice "Aprite le finestre", di Franca Raimondi o "Sogni d'or", sempre della Raimondi in coppia con Clara Vincenzi; quest'ultima canzone è "torinese", poichè i due autori sono entrambi nati sotto la mole (....ed uno di questi diventerà il cognato della Torrielli).
Per quel che riguarda gli pseudonimi, il Giari compositore di "Qualcosa è rimasto" è Luigi Spaggiari, mentre Pinchi non è il celebre coniglio rosa dei fumetti ma Giuseppe Perotti.
Completano il disco "Johnny Guitar", tradotta da Devilli (anche questo è uno pseudonimo, di Alberto Curci) e "Portami tante rose".
 Suona l'orchestra Arcobaleno, diretta da Gian Stellari.
In seguito mi è capitato a volte di vedere Tonina Torrielli, quando ancora gestiva con il marito il celebre negozio di dischi in piazza Castello, Maschio....che purtroppo ora non esiste più da alcuni anni.

LATO A

1) Aprite le finestre (Pinchi-Virgilio Panzuti)
2) Il cantico del cielo (Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi)
3) Il bosco innamorato (Giancarlo Testoni-Gorni Kramer)
4) Johnny Guitar (Devilli-Victor Young)

LATO B

1) Amami se vuoi (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni)
2) Qualcosa è rimasto (Pinchi-Giari)
3) Sogni d'or (Armando Costanzo-Paolo Maschio)
4) Portami tante rose (Michele Galdieri-Cesare Andrea Bixio)

lunedì 11 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (CGD)












Ed anche quest'anno, puntuale come il Natale, la Pasqua e il 25 aprile, è arrivato Sanremo, e come di consueto qui nel blog dedichiamo alcuni post, a partire da oggi, a dischi legati a questa manifestazione: dischi del passato che ci fanno rimpiangere quelle vecchie edizioni del festival.....o è solo il rimpianto per il tempo passato e per, come dice il poeta, "la gioventù che non torna più"? Mah....
Come sapete per molti anni ogni casa discografica pubblicava la sua raccolta sul festival, con le canzoni dei cantanti che incidevano per lei in versione originale, mentre gli altri brani erano interpretati da altri cantanti dell'etichetta, a volte minori: in molte di queste antologie si trovano rarità di nomi poi diventati molto noti, da Claudio Baglioni a Lucio Dalla.
Oggi presentiamo la raccolta della CGD relativa al festival del 1968, come ricorderete vinto da "Canzone per te", bel brano scritto da Sergio Bardotti ed Endrigo ed interpretato dal cantautore di Pola in abbinamento con Roberto Carlos: proprio quest'ultima è la versione qui presente, ed ha il testo con alcune variazioni rispetto a quello di Endrigo: lo stesso cantautore istriano, nel bel libro curato da Doriano Fasoli e Stefano Crippa, “Sergio Endrigo. La voce dell'uomo” (pubblicato dalle Edizioni Associate nel 2002) a pagina 65 racconta il perché:

Lui l'ha incisa seguendo come riferimento il testo del provino, mentre nel frattempo io e Bardotti avevamo leggermente modificato le parole, e così la sua versione su disco è diversa da quella che ho inciso io”.

La canzone che apre il disco è invece in versione originale: si tratta di "La farfalla impazzita", scritta da un Lucio Battisti ancora poco conosciuto, che Dorelli presentò in abbinamento con Paul Anka.
Un altro nome ancora poco noto ma che in seguito diventerà uno dei cantautori italiani più famosi è Roberto Vecchioni, autore del testo di "Sera", su musica di Andrea Lo Vecchio, interpretata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti: ho sempre trovato divertente foneticamente la coppia di autori Vecchioni-Lo Vecchio, e sarebbe divertente se i due tornassero a collaborare insieme scrivendo una canzone con Jovanotti....Vecchioni inciderà solo il ritornello di "Sera", all'interno del brano "Lui se n'è andato" che apre il 33 giri "Parabola".
Altri brani originali sono "Quando m'innamoro" dei Sandpipers, "La voce del silenzio" (con l'introduzione ispirata a Bach) di Paolo Limiti e “Da bambino”, che chiude il lato B del disco, e che Massimo Ranieri presentò in abbinamento con i Giganti, sicuramente più nelle corde del cantante napoletano che in quelle del complesso.
Lo stesso Ranieri interpreta "Canzone" di Don Backy, presente anche con "Casa bianca" cantata dai Camaleonti, la canzone cioè che fu la goccia che fece traboccare il vaso della sua pazienza e che gli fece abbandonare il Clan Celentano, tra carte bollate e avvocati.
Betty Curtis canta "Stanotte sentirai una canzone", in originale interpretata da Annarita Spinaci e dalla giapponese Yoko Kishi, ed il bel blues "La siepe", successo di Al Bano (in abbinamento con Bobbie Gentry).
I Profeti cantano anche loro due canzoni, la bruttina "La tramontana" interpretata da Antoine e Gianni Pettenati, e "Le opere di Bartolomeo", secondo me migliore, presentata dai Rokes dai Cowsills, mentre i piemontesi (di Pinerolo) Roll's 33 cantano "Il re d'Inghilterra" di Nino Ferrer (che l'autore interpreta con Pilade).
"Gli occhi miei", di Dino e Wilma Goich, è una bella canzone e Riccardo Del Turco si trova perfettamente a suo agio nell'interpretarla. 

LATO A

1) Johnny Dorelli - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
2) Tony Del Monaco - La voce del silenzio (Mogol-Paolo Limiti-Elio Isola)
3) Betty Curtis - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
4) Massimo Ranieri - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
5) I Profeti - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) I Camaleonti - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
7) Gigliola Cinquetti - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)

LATO B

1) I Sandpipers - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
2) Betty Curtis - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
3) I Roll's 33 - Il re d'Inghilterra (Agostino Ferrari)
4) I Profeti - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)
5) Riccardo Del Turco - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
6) Roberto Carlos - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
7) Massimo Ranieri - Da bambino (Riccardo Pradella-Renato Angiolini)

mercoledì 6 febbraio 2013

Fiamma - Fatti amare/In un meraviglioso luna park (1968)















Qualcuno tra i più affezionati lettori del blog ricorderà che avevamo già parlato di Vittorina Bertolazzi di Venaria Reale presentando il suo primo disco, inciso con lo pseudonimo "Fiamma", lo stesso dei due 45 giri successivi; in quell'occasione avevamo inserito nel post un trafiletto tratto da Giovani n° 40 del 3 ottobre 1968, in cui si diceva di una sua vittoria, poche settimane prima, in uno dei tanti festival che allora si tenevano per l'Italia, con la canzone "In un meraviglioso luna park" (trafiletto che vi riproponiamo).
Proprio questa è la canzone sul lato B del suo secondo disco: scritta dalla stessa Fiamma su musica del maestro Federico Bergamini, è un valzerone da fiera paesana, con un testo malinconico.
Meglio il lato A, "Fatti amare", che ha la particolarità di non avere gli autori indicati sull'etichetta: potrebbe però anche essere la rielaborazione di un canto popolare (sinceramente, se fosse questo il caso, non ho riconosciuto l'originale).
Arrangia entrambe le canzoni il maestro Claudio Valle, torinese che qualcuno forse ricorderà come autore di alcuni brani allo Zecchino d'Oro; l'etichetta è la ARP, anch'essa torinese, del gruppo Cedi.

1) Fatti amare (anonimo)
2) In un meraviglioso luna park (Vittorina Bertolazzi-Federico Bergamini)

domenica 3 febbraio 2013

Stefano Rosso - Com'è difficile/Gira il mondo (1987)












Nel 1987 Stefano Rosso pubblica un 45 giri per una piccola etichetta romana, la Silver Records (nulla a che vedere con la Silver, casa discografica del gruppo Italmusica attiva negli anni '60): il disco avrà una distribuzione molto limitata.
Per Rosso sono già lontani i tempi dei dischi per l'RCA e della partecipazione a Sanremo: probabilmente ha pagato il fatto che, rispetto ad altri colleghi cantautori, ha un carattere un po' particolare che non si lega facilmente con le varie scuole o club, oppure il fatto di privilegiare spesso nei suoi testi l'ironia, che non sempre viene capita dal grande pubblico, gli ha limitato il successo di massa.
Fatto sta che, da qui in poi, Stefano Rosso pubblicherà dischi per etichette minori (e negli ultimi anni se li autoprodurrà), con l'unica eccezione di "Miracolo italiano", antologia RCA con qualche inedito.
Passando alle due canzoni, riflettono bene quelle che sono le due anime del cantautore: "Com'è difficile" è un brano d'amore, romantico e "serio", mentre "Gira il mondo", più orecchiabile, fa parte del filone ironico di cui parlavamo prima.

1) Com'è difficile (Stefano Rosso)
2) Gira il mondo (Stefano Rosso)

martedì 29 gennaio 2013

Lillian - Tutto il mio mondo/Musica di stelle (1969)












Liliana Pregnolato nasce il 4 gennaio 1946 a Contarina, in provincia di Rovigo, ma si trasferisce nel 1948 con la famiglia a Nichelino, paese della cintura sud torinese attaccato alla città.
Dopo gli studi di pianoforte con il maestro Landi, nel 1961 inizia ad esibirsi con alcune orchestre locali usando il nome d'arte Liana Pregnò.
Dopo due o tre anni di pausa, nel 1968 riprende l'attività con i Ragazzi del Sole, a seguito della rottura del gruppo con il chitarrista Danilo Pennone (di cui abbiamo già parlato): Pennone, avendo depositato il nome alla Camera di Commercio, intima al gruppo di cambiare il nome, e così scelgono di chiamarsi "Lillian e la Spirale 20".
Riprendono così le esibizioni nei vari locali, in particolare al "Voom Voom" di Ivo Lunardi (in via Barge 10) e al "Whisky Notte" (in via Pio V): il repertorio è costituito da brani di Etta James, Aretha Franklin e Janis Joplin, ed è proprio al "Whisky Notte" che la vengono ad ascoltare Giampiero Scussel e Luciano Giacotto, che le propongono il contratto discografico con la Durium: siamo nel 1969, e il primo disco arriva pochi mesi dopo.
"Tutto il mio mondo" partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, ed è scritta da Clara Miozzi per il testo e da Marcello Minerbi per le musiche; il "Marcellos Ferial" si occupa anche degli arrangiamenti.
"Musica di stelle" invece la conosciamo già: infatti non è altro che "Treno vai" del cantautore genovese Ferruccio (Vitacchio) di cui abbiamo parlato tempo fa, con un nuovo testo, questa volta ad opera di Gualtiero Minelli, mentre ovviamente la musica è sempre di Willy Brezza, che arrangia la canzone.
La voce di Lillian è alta e potente, una voce bella, come del resto la sua presenza, ed è un peccato che la sua carriera sia stata così breve.

1) Tutto il mio mondo (Clara Miozzi-Marcello Minerbi)
2) Musica di stelle (Gualtiero Minelli-Willy Brezza)


venerdì 25 gennaio 2013

Giacomo Simonelli & i Tatakò - Don don/1000 voci a Buchenwald (1967)












Ritorniamo a parlare di Giacomo Simonelli, di cui avevamo presentato uno dei 45 giri con i Dinamici, parlando invece di un disco realizzato con il suo gruppo successivo, i Tatakò: visto che si avvicina il "Giorno della Memoria", il 27 maggio, non c'è occasione migliore per presentare una canzone che si intitola "1000 voci a Buchenwald".
Probabilmente sulla scia dell'Equipe 84, che l'anno prima aveva pubblicato come lato B di "Bang bang" la celeberrima "Auschwitz", una delle prime canzoni scritte da Guccini, anche i napoletani Tatakò cantano un brano su un campo di concentramento, questa volta però Buchenwald, ed anche loro lo inseriscono sul retro di un loro 45 giri.
Musicalmente si tratta di una ballata a metà tra il folk e il beat, con qualche fiato che fa capolino qui e là: il testo (di Emilio Iarrusso, collaboratore abituale di Simonelli) bisogna dire che non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Guccini, ovviamente, e qui e là ricicla immagini (come i mille fiori, ad esempio) che risentono della cultura del periodo, complessivamente però è una canzone che si fa apprezzare.
Pochi mesi dopo anche i Camaleonti incideranno, come lato B di "Io per lei", "Il diario di Anna Frank", scritto da Mino Reitano e con cui mi pare si esaurisca questo filone (a cui aggiungerei anche "Un capretto" di Herbert Pagani, del 1966)
Il lato A è "Don don" , il cui testo racconta il ritorno di un emigrato al suo paese d'origine: ma questo ritorno sarà caratterizzato da un avvenimento luttuoso, scandito dalla campana del paese: una canzone tristissima!!
Musicalmente mi ricorda un po' "Bang bang".....un caso??
Arrangia e dirige l'orchestra Tonino Esposito, che immagino non sia il noto percussionista ma un suo omonimo.

1) Don don (Emilio Iarrusso-Giacomo Simonelli)
2) 1000 voci a Buchenwald (Emilio Iarrusso-Giacomo Simonelli)

lunedì 21 gennaio 2013

Beppe d' Môncale' - Me môngardin/Ingenuità (1970)












Giuseppe Morano nacque nel 1919 a Moncalieri (morì a Boves, dove si era trasferito gli ultimi anni, il 19 luglio 2003), da cui il nome d'arte, scritto con grafia variabile a seconda delle incisioni: Beppe d' Môncale' o Beppe 'd Môncale', come nel disco di cui parliamo oggi.
Beppe debutta su disco molto tardi, incide il suo primo album per la Cricket (sottoetichetta della Fonit-Cetra) a quarantasette anni, dopo essere stato scoperto da Mario Piovano e Piero Novelli: ma è da alcuni anni che propone nelle piole e nei locali torinesi il suo repertorio, costituito da rielaborazioni di canti popolari e da motivi originali scritti da vari autori.
Il 45 giri del post di oggi è pubblicato dalla Cedi, casa discografica torinese che aveva alcune sottoetichette come la Moon, specializzata in beat, e Il Falò, che si occupava di folk e per cui hanno inciso anche Renzo Gallo e il genovese Piero Parodi tra gli altri.
"Me môngardin" proviene dal repertorio di Carlo Artuffo, celebre attore piemontese specializzato in commedie ed autore anche di molte canzoni a carattere umoristico, come questa; per chi non lo sapesse, Mongardino (in piemontese Mongardin) è un comune in provincia di Asti, e forse può essere d'aiuto per capire il testo sapere che "crin" significa maiale.
"Ingenuità" è scritta invece da Angelo Gay, ed il testo è abbastanza comprensibile anche da quelli nati oltre Ticino e dall'Appennino Ligure in giù.
Accompagna il complesso del maestro Claudio Valle.

1) Me môngardin (Carlo Artuffo)
2) Ingenuità (Angelo Gay)

martedì 15 gennaio 2013

Rosanna Fratello - Rosanna (1970)





Non lo avrei mai detto, ma la cantante su cui sono arrivate più richieste al blog non è Mina, non è Rita Pavone, non è Patty Pravo, non è Gigliola Cinquetti, non è Mia Martini, ma è Rosanna Fratello: mi sono stati richiesti gli album folk, la compilation di Sanremo 1967, i dischi esteri....ed anche il primo album, che è quello a cui dedichiamo il post di oggi (.....pian pianino arriverà tutto).
Pubblicato nel 1970 dalla Ariston, racchiude quasi tutte le canzoni che la cantante pugliese aveva inciso dopo il passaggio a questa etichetta, a partire da "Il treno", scritta da Vito Pallavicini per il testo e dal Maestro Elio Isola per la musica, il brano che doveva essere presentato al Festival di Sanremo del 1969 da Anna Identici ma che poi, a causa del tentativo di suicidio della cantante lombarda per fortuna fallito, venne interpretato dalla Fratello, che quindi dopo due anni dal suo debutto alla Arlecchino in un disco in cui interpretava tre canzoni del Festival del 1967, si ritrovava su quel palcoscenico al suo debutto televisivo (manca però il retro de "Il treno", "La nostra città", e i due brani del 45 giri successivo "Lacrime nel mare" e "Dove finisce il mare").
Vi è poi "Non sono Maddalena", che apre il disco e che era la canzone scritta ancora da Pallavicini per il testo e da Giorgio Conte e Michele Nino Virano per la musica (anche se la firma di Virano, coautore di moltissime musiche dei fratelli astigiani, non appare) con cui la fratello partecipò alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera" di Venezia, con il suo lato B "La vita è rosa" (ovviamente cover di "La vie en rose", con il testo di Piero Leonardi che sostituisce l'originale della Piaf).
Del 45 giri successivo è presente il lato A, "Piango d'amore" (testo di Antonio Balducci e musica di Guido Lombardi ed Ettore Lombardi D'Aquino, con però un solo Lombardi nell'etichetta), ma non il retro "La nostra città", così come per "Il mio sguardo è uno specchio" (manca "Pane e gioventù"), che era la sigla dello sceneggiato televisivo "I giovedì della signora Giulia" e che è firmata in SIAE da Luciano Rossi ma sull'etichetta dell'album (e del resto anche nel 45 giri) da Pietro Germi.
Con "Ciao anni verdi" (ancora un testo di Pallavicini con musica di Nando De Luca e Alessandro Celentano, fratello di Adriano) la cantante di San Severo partecipa nuovamente a Sanremo (il retro, "Il foulard blu", non è incluso), mentre con "Una rosa e una candela" è in gara a "Un disco per l'estate".
Quest'ultima canzone, come il suo retro "Io non so dirti di no", vede scomparire dall'etichetta e dalla copertina la firma della coautrice del testo, Flavia Arrigoni (che è poi l'autrice di "Fin che la barca va") e dei due coautori della musica, Pace e Panzeri.......ennesimo mistero della discografia italiana.
Completano l'album alcuni evergreen come "Fascination", "Il nostro concerto", "Avventura a Casablanca" (successo di Gino Latilla del 1954) e "Tornerai" (lanciata dal Trio Lescano: in quest'ultimo brano però il paragone con le Lescano non è a favore della Fratello).
Un disco piacevole e ben realizzato, anche dal punto di vista grafico: in copertina vi è un primo piano della bella cantante, ed all'interno una presentazione del disco opera di Emio Donaggio, il noto critico dell'epoca de "La Stampa".
Gli arrangiamenti sono curati da Pino Calvi, Massimo Salerno, Nando De Luca e Gianfranco Lombardi.

LATO A

1) Non sono Maddalena (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)
2) Tornerai (Nino Rastelli-Dino Olivieri)
3) Piango d'amore (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)
4) La vita è rosa (Piero Leonardi-Luis Guglielmi)
5) Io non so dirti di no (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Il treno (Vito Pallavicini-Elio Isola)

LATO B

1) Il mio sguardo è uno specchio (Luciano Rossi-Carlo Rustichelli)
2) Il nostro concerto (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi)
3) Ciao anni verdi (Vito Pallavicini-Nando De Luca-Alessandro Celentano)
4) Fascination (Giacomo Mario Gili-Dante Fermo Marchetti)
5) Una rosa e una candela (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Avventura a Casablanca (Nisa-Carlo Alberto Rossi)

venerdì 11 gennaio 2013

Graziella Ciaiolo - Vedo lui/Chi ha paura dell'amore (1970)












Di Graziella Ciaiolo, cantante di Cambiano, abbiamo presentato il primo album qualche tempo fa: ora parliamo del suo primo 45 giri, pubblicato nel 1970 (le matrici sono datate 30 aprile).
Vedo lui” è scritta da Paolo Farnetti per il testo e da Federico Mompellio per la musica (o per meglio dire, come vedremo, è firmata da lui), ed è la canzone con cui la Ciaiolo partecipa nello stesso anno al Festivalbar, nella serie verde, dedicata ai giovani.
Federico Mompellio, genovese, è stato un noto musicologo, oltre che pianista.
Chi ha paura dell'amore” è scritta da Farnetti per il testo, insieme a Silvana Simoni (il cui nome è però assente sull'etichetta), mentre la musica è di Federico Mompellio e Mara Pacini, anche lei cantante come sapete con lo pseudonimo (tranne una breve parentesi nella prima metà degli anni '60) come Brunetta.
Gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono curati, in entrambi i brani, da Alberto Mompellio, che oltre ad essere il figlio di Federico è un musicista che ha suonato dapprima nei gruppi beat i Messaggeri (con il fratello Franco) e le Anime e poi con i gruppi prog Le Macchine per Sognare, L'Enorme Maria e i Gramigna, per poi avere una discreta carriera come session man, suonando anche in tour con Fabrizio De André nel 1976. 
Lo abbiamo contattato e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa dell'esperienza con la Ciaiolo e, in generale, di quel periodo.....questa è l'intervista.

Vito: Dopo le sue esperienze con i complessi beat come le Anime, come è iniziata la sua esperienza come arrangiatore, e come è stato il lavoro per questo 45 giri di Graziella Ciaiolo?

Alberto: io e Paolo Farnetti avevamo da poco firmato una specie di contratto di due anni con le edizioni musicali Usignolo:niente soldi ma la possibilità per noi di realizzare dei demo e di avvicinare i cantanti.
Allora la segretaria era la signora Wilma Battigelli, una carissima persona, dolce e intelligente, mentre il direttore era il dottor Zanoletti: ci sarebbe piaciuto diventare autori,avevamo portato delle canzoni e ci era stato chiesto di provare queste due con la Ciaiolo.
Della signorina Ciaiolo ho veramente solo un piccolo bel ricordo: una persona abbastanza riservata, almeno con noi, ma simpatica, con una bella risata (e se le capita di intervistarla me la saluti per favore, spero che abbia un bel ricordo di quella esperienza):credo che sia stata la prima volta che mi hanno lasciato arrangiare e realizzare un disco in Fonit-Cetra, o la seconda (ma già l'avevo fatto in Phonogram), comunque è stata una bella esperienza.
Ho potuto usare le campane tubolari, la chitarra ritmica era una 12 corde, tante piccole cose...erano momenti di grande (comprensibile) entusiasmo in cui si cercavano nuove strade, nuove sonorità (violini "alla Sanremo" a parte).

Vito: Ho visto nel sito della Siae che le canzoni sono firmate da Federico Mompellio: da quel che ha raccontato le ha scritte invece lei con  Farnetti?

Alberto: Federico Mompellio era mio padre, professore al Conservatorio di Milano e iscritto alla SIAE...io non lo ero ancora e lui firmava per me se occorreva. 

Vito: Con Farnetti è rimasto in contatto? Cosa fa ora?

Alberto: Di Paolo Farnetti ho purtroppo perso le tracce verso la fine degli anni '70 dopo avere fatto insieme il 33 "Gran disordine sotto il cielo" per L'Ultima Spiaggia di Nanni Ricordi.
Eravamo stati molto amici ma poi le strade si erano divise: una grande personalità, intelligente, poeta con anche una grande facilità tecnica nell'uso della parola, gran donnaiolo...anni fa amici comuni mi avevano detto che insegnava storia americana all'Università di Modena, ma non lo trovo nella lista dei docenti.
Abbiamo passato tantissimo tempo insieme in quegli anni e abbiamo scritto parecchie canzoni ma senza mai arrivare a un vero successo:per Claudio Villa "il tuo angolo" (insieme a Camurri, simpatico) che doveva esser la canzone per la finale di canzonissima del '69, ma all'ultimo momento in Fonit non si erano fidati del tutto di due esordienti come noi e avevano preferito la canzone di una coppia collaudata come Pace e Panzerie noi siamo diventati facciata B.
Paolo ha scritto per Nicola Arigliano "L'amore viene e se ne va insieme a Pino Massara e Luciano Beretta.

Vito: "Chi ha paura dell'amore" è firmata anche da Silvana Simoni, oltre che da Mara Pacini, più nota come Brunetta. Cosa ci può dire della Simoni?

Alberto: Di Silvana Simoni confesso di non avere alcun ricordo.
Di più non saprei cosa dire, era tanto tempo fa.

Vito:La ringrazio per la cortesia e per le informazioni su questa collaborazione.

1) Vedo lui (Paolo Farnetti-Federico Mompellio)
2) Chi ha paura dell'amore (Paolo Farnetti-Silvana Simoni-Federico Mompellio-Mara Pacini)

martedì 8 gennaio 2013

Nino Ferrer - Che fine ha fatto Nino Ferrer? (1989)












Negli anni '80 gli appassionati di musica leggera si chiedevano che fine avesse fatto Nino Ferrer: dopo il periodo dei successi nella seconda metà degli anni '60, con frequenti apparizioni televisive e spettacoli da lui condotti (come il notissimo "Io, Agata e tu", con Raffaella Carrà), nei primi anni '70 aveva cambiato genere spostandosi verso il rock ed affrontando nei testi tematiche meno spensierate ed ironiche....ad un certo punto poi in Italia i suoi dischi, peraltro molto belli ed interessanti, non vennero più pubblicati, e lui si riavvicinò spesso al jazz (con cui aveva del resto mosso i suoi primi passi nel mondo musicale).
Nel 1989 però ritornò nei negozi di dischi un'incisione di Agostino Ferrari (nello stesso periodo in cui ritornava in televisione a "Una rotonda sul mare"), e si tratta dell'album di cui parliamo oggi, "Che fine ha fatto Nino Ferrer?", pubblicato dalla New Enigma, etichetta distribuita dalla CGD per cui in quel periodo incideva anche Ricky Gianco.
Apre il disco "Sigaro blu", che inizia con la frase che dà il titolo al disco e che cita nel testo (scritto da Ferrer in collaborazione con Delfina Metz) "Il barbiere di Siviglia"; con "Cita", il brano conclusivo, è uno dei due inediti (in Italia) del disco.
Seguono poi tutte le canzoni più famose di Ferrer, da "Il telefono" a "Viva la campagna", da "Il re d'Inghilterra" (con cui nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo in abbinamento con Lorenzo Pilat) ad "Agata", celebre brano dal repertorio di Nino Taranto, da "La pelle nera" (che proprio l'anno precedente era stata incisa dagli Statuto nel loro LP di debutto "Vacanze") a "Un anno d'amore", che tradotta dal mio amico Alberto Testa e da Mogol venne lanciata da Mina, da "La rua Madureira" a "Una bambina bionda e blu" (che era il lato B di "Il re d'Inghilterra").
Vi è anche una canzone, "Il sud", del 1975 e che rappresenta la svolta verso la canzone d'autore di Agostino Ferrari.
La produzione è curata da Ezio Scimé, Amleto Silvestri e dallo stesso Ferrer, mentre gli arrangiamenti sono curati dai Cantautores, il gruppo che suona nel disco e di cui fanno parte tra gli altri Bernardo Lanzetti ed Alberto Radius, oltre al bassista Dino D'Autorio (il cui nome sul retro di copertina viene riportato erroneamente come Pino).
Le versioni originali sono senza dubbio preferibili come resa sonora, ma il disco fornisce in ogni caso a chi non conoscesse Nino Ferrer un'immagine completa di un artista sicuramente fuori dal suo tempo, un precursore e forse proprio per questo ancora molto attuale; è inoltre uno stimolo per andarsi a cercare gli originali e tutte le altre canzoni non incluse qui, come "Amsterdam", "Il re di cuori", "Mamadou Memè", "Mirza", "Chiamatemi don Giovanni", "Il baccalà", "Io tu e il mare", "Donna Rosa" e i vari 33 giri (che sicuramente non verranno mai ristampati, ahimè).

LATO A

1) Sigaro blu (Nino Ferrer-Delfina Metz-Nino Ferrer)
2) La pelle nera (Nino Ferrer)
3) Il telefono (Nino Ferrer)
4) Una bambina bionda e blu (Nino Ferrer)
5) Il sud (Nino Ferrer)
6) Un anno d'amore (Nino Ferrer)

LATO B

1) Agata (Egidio Pisano-Giuseppe Cioffi)
2) Il re d'Inghilterra (Nino Ferrer)
3) Viva la campagna (Nino Ferrer-Dino Verde-Nino Ferrer)
4) Un giorno come un altro (Nino Ferrer)
5) La rua Madureira (Nino Ferrer-Luciano Beretta-Nino Ferrer)
6) Cita  (Nino Ferrer)

domenica 6 gennaio 2013

Statuto - Ghetto/Non sperarci (1987)












Ritorniamo a parlare degli Statuto, uno dei più noti gruppi torinesi degli ultimi anni, presentando il loro secondo 45 giri, con due canzoni  scritte entrambe dal cantante della band, Oscar Giammarinaro.
"Ghetto", sul lato A, racconta la vita di un ragazzo di una periferia torinese, non importa quale: Mirafiori, Vallette, Falchera, erano sicuramente nella metà degli anni '80 come venivano descritte nel testo, oggi la situazione è sicuramente migliorata; musicalmente la canzone si rifà un po' allo stile dei Jam.
Mentre "Ghetto" verrà inserita nell'album di debutto degli Statuto, "Vacanze", "Non sperarci" resterà inedito su album; si tratta di una canzone diversa dal loro stile abituale, ed alla voce vi è Lucia Tomasi al posto di Oscar.
In copertina sono riportati tutti i dati sulla registrazione (effettuata al "Minirec Studio" di Gigi Guerrieri), la formazione del gruppo e i musicisti della sezione fiati che hanno partecipato alla realizzazione dell'incisione.


In allegato al disco vi è un volantino con i testi delle due canzoni, alcune foto e notizie sul gruppo e sui mod.
Ringraziamo per il post Vince Ricotta, che è il possessore di questo raro 45 giri.

1) Ghetto (Oscar Giammarinaro)
2) Non sperarci (Oscar Giammarinaro)